I Pagnini di Novilara si ritrovano a pranzo per ricordare il nobile passato

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22 ottobre 2013

Alcuni dei partecipanti alla bella domenica dei Pagnini di Novilara

Alcuni dei partecipanti alla bella domenica dei Pagnini di Novilara

PESARO – Prima hanno studiato la storia di famiglia grazie ai documenti dell’archivio di Via Barignani, poi hanno contattato, uno a uno, i discendenti. Infine si sono dati appuntamento al ristorante dell’Hotel Mediterraneo, in Viale Trieste, dove domenica si sono ritrovati una sessantina di Pagnini.

Emozione, commozione, fors’anche qualche lacrima ascoltando la storia de “I Pagnini, dei cugini di campagna eredi di miseria e nobiltà, che oggi si ritrovano qua” raccontata dalla cugina Caterina, che si è molto impegnata nella ricerca.

“La nostra famiglia proviene da Firenze. E’ iscritta nel libro delle famiglie nobili dal 1300 al 1700 depositato presso l’Archivio Notarile di Pesaro. In pratica si è spostata a Novilara forse con il Cardinale Pagnini, mandato sotto lo Stato Pontificio. A quei tempi, i cardinali portavano fratelli e cugini. A Novilara si stabilirono in Via Casale. Vivevano in una grande casa con soffitti dipinti. Erano tanti, avevano poderi, e qualcuno di loro era priore- Possedevano fucili con calcio rivestiti con lamine d’oro e le donne si vestivano con grande sfarzo. Nelle loro case non mancavano bocce rivestite in oro.

“Purtroppo – prosegue il racconto di Caterina – sono andati in rovina, non si sa per quale motivo. Si racconta che i Pagnini fossero persone buone. Forse sono stati raggirati da qualcuno. Nonno Innocenzo all’età di 18 – 20 anni era rimasto con i soli panni addosso. Innocenzo sposò nonna Albina, una fanese molto bella. Dall’unione sono nati sette figli: Ettore, Rosa, Pasquina, Guido, Igino, Giuseppe e Augusto.

“I Pagnini si trasferirono in un podere in Via Grottaccia, a Candelara. A Novilara era rimasta solo la grande casa con terreno, circondata dalle case dei contadini. Tutto andato distrutto durante l’ultima Guerra Mondiale. Solo la grande casa colonica è stata ricostruita. Questa è la storia della nostra famiglia”.

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