Casa occupata a Bellocchi da padre, madre e un bimbo di 5 anni. L’Unione inquilini: il Comune tuteli questa famiglia

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27 ottobre 2013

FANO – Solidarietà per la famiglia Vindice – moglie, marito e bambino di 5 anni – balzata alle cronache per l’occupazione di una casa comunale, a canone concordato, “libera da due anni”,  in zona Bellocchi. Da martedì in quella casa hanno anche la residenza, regolarmente concessa dal Comune. “Mi vergogno, volevo evitare di metterci la faccia” ha dichiarato la signora Raffaella al Carlino. Perchè mercoledì 30 ottobre lei e la sua famiglia, arrivata 7 anni fa a Fano da Napoli, avrebbero dovuto lasciare la loro abitazione, affittata da un privato per 560 euro al mese, per sfratto esecutivo, sempre a Bellocchi. Per loro era diventato impossibile pagare quel canone d’affitto dopo che nel luglio del 2011 il capofamiglia aveva perso il lavoro. L’Unione inquilini ha invitato il Comune a tutelare questa famiglia e a rivedere i canoni di affitto: perché quell’appartamento era libero in una fase di emergenza abitativa?  E se in una casa comunale, in periferia, si pagano 350 euro al mese, è ovvio che il privato è legittimato a chiederne 600. Concitato, infatti, il confronto-scontro tra assessori. L’assessore Franco Mancinelli ha ribadito ai manifestanti che “Se la famiglia Vindice finirà in strada, mi dimetterò”. Un messaggio chiaro di non sintonia con il collega Davide Delvecchio, responsabile dei Servizi sociali.

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