La Vallugola di Nando Cecini – Anemos

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27 ottobre 2013

PESARO – C’è un’associazione a Pesaro che associazione, vera e propria, non è. E’ una comunità di pesaresi che cresce per germinazione spontanea. L’amore per il mare è il laccio che li tiene uniti. La riproduzione di associati è garantita da un “presidente”, al secolo Vittorio Ercolessi, che presidente, vero e proprio, non è. L’irrequietezza e la grandezza dei suoi desideri trova un humus fertile in altrettanti pesaresi che, per il gusto della conoscenza e dello straordinario si ritrovano insieme per approfondire e viaggiare, ovviamente in luoghi di mare. Mercoledì scorso presso il ristorante Il Falco, nella magnifica cornice della Vallugola, ospite d’eccezione è stato il Prof. Nando Cecini. Alla presenza del Presidente del Parco Naturale del Monte San Bartolo Domenico Balducci e di un centinaio di amanti del mare, Cecini ha narrato i contenuti di uno dei suoi libri: “Anemos”.

Con questa parola, che in greco significa “aria, vento” ha voluto alludere, simbolicamente, al “soffio vitale” che Dio imprime all’uomo. Attraverso questo anelito, l’uomo riceve quel principio di coscienza in virtù del quale ogni persona vive ed agisce. L’insenatura della Vallugola, formata da due promontori che si allungano in mare, crea questi venti, queste arie. Il professore ha ricordato ai presenti che, ai tempi dei romani, questa baia era una specie di fiordo entro cui il mare penetrava assicurando un approdo sicuro alle navi. Questo approdo era utilizzato anche dai greci che effettuavano, quasi sempre, navigazioni costiere. Dopo l’anno Mille, ravennati e pesaresi si contesero i due promontori per garantirsi il controllo dello scalo. Dato che il porto di Pesaro, sulla foce del fiume Foglia, era quasi costantemente ricoperto di sabbia e sassi, quello della Vallugola assunse principale importanza. Divenne porto ducale. I Della Rovere, poi, nel 1614 deviarono il corso del fiume Foglia e realizzarono il porto attuale. Da allora, Vallugola ebbe un repentino declino. Questa, in estrema sintesi, la storia dei due porti. La “lezione” storica di Cecini è stata generosa di aneddoti relativi alla gente di questo tratto di mare alle pendici del San Bartolo. I presenti hanno potuto così “respirare” gli insediamenti di genti diverse ed il racconto delle loro vicende umane. I sentimenti suscitati da queste storie sono state palpabili ma, poiché l’emozione non ha voce, impossibile trasferirle ai lettori di questa cronaca. Chi volesse leggere il libro “Anemos” di Nando Cecini, potrà rivolgersi alla segreteria del Parco Naturale del Monte San Bartolo.

 

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