Una Vuelle da “ottanta” voglia di vincere non basta: 7 valorosi uomini in attesa di rinforzi. Ecco le strade possibili

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28 ottobre 2013

PESARO – Avete presente quelle squadre di pallacanestro anni ’80, dove le formazioni che lottavano per la salvezza prendevano due americani che rimanevano sul parquet per 40 minuti filati e dovevano fare pentole e coperchi, poco aiutati dagli altri compagni di squadra, in una rotazione che poteva contare al massimo su sette-otto elementi? La Vuelle attuale ci va molto vicina, con Anosike e Turner costretti a rimanere in campo per mancanza di alternative valide nel loro ruolo e i compagni che non riescono sempre a dargli una mano. Il problema è che il basket del 2013 è molto cambiato rispetto a trent’anni fa e ti ritrovi ad affrontare squadre dove il loro undicesimo giocatore vale il tuo primo cambio.

Turner al tiro. Foto Danilo Billi

Turner al tiro. Foto Danilo Billi

Vincere a Cantù giocando con soli sette uomini non era un’impresa facile per la Vuelle, se poi ci aggiungiamo una difesa che continua a subire contropiedi in maniera preoccupante e un attacco che si affida quasi esclusivamente all’estro offensivo di Turner e alla potenza di Anosike, potete capire come coach Dell’Agnello non sapesse più che pesci pigliare al Pianella vedendo i suoi esterni perdersi l’uomo dal palleggio quasi sistematicamente, costringendo così l’allenatore livornese ad usare per tanti minuti una zona due-tre magari scolastica, ma in grado di limitare per qualche azione danni maggiori. Per dare un’idea dell’andamento della partita è doveroso partire da un paio di dati: Pesaro non è mai stata in vantaggio e Cantù ha doppiato Pesaro (118-59) nella valutazione finale, numeri che dicono che la Vuelle non è mai stata in grado di impensierire gli avversari, anche se nel finale la solita tenacia e la voglia di non mollare mai di un gruppo comunque unito, ha consentito a Musso e compagni di avere la tripla del meno cinque a quattro minuti dalla sirena, ma una volta fallita la conclusione ci ha pensato uno strepitoso Joe Ragland (35 di valutazione) a rimettere le cose a posto, chiudendo definitivamente il discorso.

Con la vittoria di Montegranaro contro Reggio Emilia rimangono solamente due le squadre a quota zero e fortunatamente la Vuelle può contare sulla vittoria di Avellino per affrontare con un pizzico di tranquillità i prossimi impegni, a cominciare dal difficilissimo match di lunedì prossimo contro i campioni d’Italia della Montepaschi Siena.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA:

Giocare con sette uomini un intero campionato è impensabile, lo sa Dell’Agnello e lo sanno anche Costa e Cioppi che in settimana andranno a firmare il nuovo straniero della Vuelle al posto di Ashley Hamilton, atteso da Reggio Calabria in Legadue Silver. Sono due le strade percorribili: la prima è quella che porta a Bobby Jones, che si sta allenando regolarmente con Roma anche se nella capitale non lo hanno ancora firmato per questa stagione, non avendo ancora ricevuto il passaporto comunitario. L’Acea infatti non può tesserarlo come extracomunitario avendo già tre americani in formazione e se entro breve non riceverà rassicurazioni sui tempi di arrivo del documento, si vedrà costretta a rinunciare all’ex giocatore di Montegranaro che ha chiesto di poter restare in Italia, la Vuelle non avrebbe nessun problema di visti per tesserare Bobby Jones e il suo arrivo andrebbe a coprire due buchi, quello del terzo lungo e quello di ala piccola, con benefici immediati sia per Trasolini che per Alessandro Amici, i peggiori a Cantù.

La seconda possibilità rimane quella dei rookies che in questi giorni sono stati tagliati dalle formazioni Nba, campionato che parte domani notte, con tante possibilità di pescare degli Anosike, ma anche di pescare degli Hamilton. Se da Largo Ascoli Piceno non rischieranno qualcosina in termini di budget non sarà semplice muoversi in questa fase del mercato, ma andare avanti con Ashley Hamilton non è possibile e ci si dovrà darsi da fare fin da queste ore, dovendo tesserare il nuovo giocatore entro giovedì 31 ottobre causa festività del primo novembre, ci sarebbe anche una terza possibilità, quella che porta a giocatori fermi da mesi per guai fisici, come Mike Hall, Joe Trapani e Simone Flamini, ma sarebbe come arrendersi all’inevitabile ed alzare bandiera bianca fin da adesso. La speranza è che Roma decida di non aspettare all’infinito l’arrivo del passaporto di Jones e gli dia il via libera per approdare a Pesaro per avere a disposizione un giocatore a posto fisicamente e in grado di dare da subito un buon contributo, l’alternativa rimane quella di affidarsi nuovamente alla conoscenza del sottobosco americano di Stefano Cioppi, anche se i costi in questo periodo sono inevitabilmente più alti rispetto a qualche mese fa.

 

I PIU’…….

O.D. Anosike: Dopo tre partite disputate sta viaggiando ad una media di 14 punti e 14 rimbalzi, vero animale d’area con un senso innato della posizione e un uso del tagliafuori da manuale, difficile pretendere di più dal tuo pivot titolare, anche se il suo rientro difensivo sui contropiedi è rivedibile.

Elston Turner: In questa Vuelle è costretto a prendersi tanti tiri e rimanere in campo praticamente quaranta minuti (secondo in minuti giocati dell’intero campionato), fattori che ne pregiudicano la lucidità in alcuni frangenti, ma Turner anche a Cantù ha fatto vedere tante cose pregevoli confermandosi un acquisto sicuramente azzeccato.

Joe Ragland: Praticamente perfetto in ogni situazione, sono sue le triple dell’allungo e quelle della sicurezza nel finale, aggiungeteci una regia oculata (sette assist) e l’80% dal campo ed avrete il vostro MVP di giornata.

 

…. E I MENO DELLA SFIDA CANTU’ – PESARO:

 

Difesa: Principale imputata della sconfitta la difesa biancorossa che ha concesso il 66% da due ai canturini, frutto di tanti contropiedi subiti colpevolmente e di una copertura dell’area non proprio da manuale, anche se bisogna considerare che da brutti attacchi nascono i contropiedi più belli, preoccupa anche la scarsa tenuta degli esterni con Young che fatica maledettamente a contenere l’avversario diretto e Amici che vaga per il campo senza una meta precisa.

Tiro da tre: Quattro su diciannove, un solo vero tiratore puro (Musso) e tanti giocatori che non hanno nel tiro da fuori la loro arma principale, nella scelta del nuovo americano si dovrà prendere in considerazione anche questo fattore.

Alessandro Amici: Scommessa rischiosa quella di disputare un intero campionato con il 22enne pesarese come unica ala piccola di ruolo, considerando che la continuità non è mai stato un suo punto di forza, Amici deve capire che può essere utile in tante piccole cose e ripartire da un blocco ben eseguito e da uno scivolamento difensivo in più.

 

DAGLI ALTRI PARQUET:

In attesa del posticipo tra Siena e Bologna, nessuna squadra è a punteggio pieno dopo la sconfitta in volata di Roma ad Avellino e la vittoria di una Milano in ripresa a Caserta, Varese ha la meglio su una Venezia combattiva, mentre arrivano i primi due punti per Montegranaro grazie al successo casalingo su Reggio Emilia, rimangono a quota zero Pistoia e Cremona, travolte rispettivamente da Sassari e Brindisi.

 

 

 

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