Appello Cia, Confagricoltura e Copagri: “Dall’Europa 1,5 milioni per gli agricoltori ma la burocrazia rischia di farceli perdere”

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29 ottobre 2013

PESARO – “Meno burocrazia e regole facili e snelle per non perdere questa grande occasione”. Dall’Europa sono in arrivo contributi per 1,5 miliardi di euro (spalmati in 7 anni) sulle Marche, conseguenza della politica agricola comune (PAC), così i direttori di Cia e Confagricoltura, Gianfranco Santi e Denis Bernabucci, e il presidente di Copagri, Claudio Nasoni, lanciano un appello agli enti pubblici e alla Regione in particolare: “Per i prossimi sette anni avremo la straordinaria possibilità di dare un impulso decisivo alla nostra agricoltura e un aiuto concreto e fondamentale ai nostri agricoltori. Si pensi che quasi un miliardo di euro arriverà con il piano di sviluppo rurale.

Si tratta di una opportunità che non possiamo perdere, ma per fare questo è necessario che l’agricoltore si trovi di fronte non un muro di burocrazia da scalare, che si traduce in costi e in tempo perso prezioso sostratto all’azienda, bensì di regole semplici e facilmente applicabili. Proprio per questo chiediamo che la Regione in particolare si impegni a tradurre questi finanziamenti in opportunità comprensibili, e immediatamente fruibili. Ci aiuti a spendere questi soldi e a fare in modo che possano essere utilizzati per lo sviluppo di un comparto fondamentale per la nostra economia”.

Le tre associazioni ricordano anche che “in un momento di crisi di ogni settore, l’agricoltura può rapprersentare il futuro perché ad essa è strettamente collegato anche il turismo. Pensiamo al ruolo straordinario che hanno i prodotti enogastronomici nella promozione del territorio, e al ritorno che portano anche in termini commerciali grazie anche alle esportazioni in continuo aumento. Ora che tutti gli organi dell’Unione Europea, Commissione, Consiglio e Parlamento, hanno raggiunto un accordo sulla riforma, che porterà nella nostra regione 1,5 miliardi di euro, sta a chi amministra il nostro territorio fornire regole chiare e accessibili agli agricoltori perchè si possa approfittare di questa occasione da parte di tutta la comunità. La Regione deve riconoscere il ruolo centrale dell’agricolore, di colui cioé che lavora la terra e la mantiene risorsa attiva”.

 

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