Ad Acqualagna è giallo su un camion con tartufi provenienti dalla Romania. Gli agricoltori chiedono tracciabilità, ma il sindaco Pierucci smentisce: “Una bufala”

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31 ottobre 2013

Acqualagna, fiera del tartufo

Acqualagna, fiera del tartufo

ACQUALAGNA – “Contro le truffe del tartufo serve una certificazione che dimostri la tracciabilità”. E’ quanto chiedono i direttori di Cia e Confagricoltura Gianfranco Santi e Denis Bernabucci, il presidente di Copagri dopo il fermo, vicino ad Acqualagna, di un camioncino di tartufi provenienti dalla Romania e destinati a un commerciante di Isernia. I rappresentanti delle tre associazioni agricole spiegano che “solo dimostrando la tracciabilità con una etichetta di garanzia si può evitare il rischio di truffe e garantire al consumatore che davvero il tartufo che si consuma è delle nostre zone. Bisogna tutelare un prodotto straordinario come il tartufo, che rappresenta ormai non solo una parte importante dell’economia dell’entroterra, ma anche un volano eccezionale di promozione turistica e di immagine. Senza contare che il tartufo, specie quello coltivato, è un a forma di reddito sempre più importante per i nostri agricoltori, alle prese con una crisi senza precedenti e alla ricerca di nuove forme di coltivazione. Con notizie come quelle apprese dalla stampa, si rischia di gettare in fumo tutto lo sforzo profuso dai nostri agricoltori e dalle nostre associazioni di categoria che nell’entroterra hanno puntato forte sullo sviluppo della tartuficoltura. Bisogna anche non fare di tutta un’erba un fascio: siamo la provincia del tartuto con tanti produttori e cavatori seri che dobbiamo difendere proprio con una etichetta”.

 

MA IL SINDACO SMENTISCE

“E’ davvero molto grave quello che è accaduto e faremo di tutto per tutelare l’immagine di Acqualagna perché nessuno infanghi il suo nome e quello che significa per il nostro territorio”. Il sindaco Andrea Pierotti fa riferimento alla notizia uscita oggi relativa all’intercettazione di un camion con tartufo made in Romania considerata un attacco alla qualità e alla legalità del tartufo di Acqualagna.  “E’ una vera bufala, montata per infangare il marchio ‘Acqualagna’ su cui tanto la Regione Marche, e non solo l’amministrazione comunale, sta puntando a vantaggio della promozione territoriale e della sua ricaduta economica – continua il primo cittadino Pierotti – E’ innanzitutto doveroso raccontare la verità prima di passare ad altre considerazioni. Il camion in questione conteneva soprattutto tartufo nero uncinatum, un tartufo assolutamente legale che cresce in Romania come in Italia e come in Inghilterra e, pertanto, che può essere commercializzato come tale, con la denominazione di Nero Uncinatum. Inoltre, passando al “secondo capo di accusa” della vicenda, il tartufo bianco sequestrato si è poi rivelato essere un Tuber Magnatum Pico, quindi un tartufo bianco nato e acquistato in Italia, pertanto nuovamente legale. Non era una patata qualsiasi spacciata per tartufo bianco, era veramente tartufo bianco italiano. Per di più, alla fine della storia, il carico era destinato all’Umbria e non alle Marche, Acqualagna è stata una base logistica di incontro con il rivenditore di Isernia, una base commerciale come in effetti è e di cui ci vantiamo. L’unica irregolarità della vicenda consisteva nella bolla di trasporto che dichiarava 20 chilogrammi di meno di prodotto. Il tutto risolvibile con una multa. Questa è la verità, il declamato ‘fattaccio’ spacciato come truffa non sussiste e va ad infangare il lavoro di tante persone che, in tempi duri come questi, grazie all’eccellenza di prodotti come il tartufo riescono a mantenere solide le basi economiche di un territorio. Non permetteremo a nessuno di infangare il nome di Acqualagna e del suo Tartufo. Che passi di qui un camion dalla Romania, contenete prodotti legali, non deve scandalizzare nessuno, l’illegalità si consumerebbe se fosse venduto del nero uncinatum per nero pregiato sia che questo venisse dalla Romania come dalla Germania o dalla Francia. E’ comunque giusto che ci siano i controlli e che siano scrupolosi pur di rivelarsi anche eccessivi, è comunque un eccesso di zelo che rinnova senso di sicurezza e garanzia al consumatore. Noi da parte nostra garantiamo gli acquisti che passano per i banchi della Fiera Nazionale del Tartufo. In fiera è attiva una commissione di controllo, a disposizione del consumatore, che verifica la provenienza, la qualità e il giusto prezzo dell’acquisto”.

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