Alessia Fiesoli, fiorentina di Pesaro, cuore viola: “Qui mi piace tutto, il mare, la città tranquilla e la mia società: stupenda!”

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1 novembre 2013

Uno splendido attacco di Alessia Fiesoli (Foto Alberto Ghiddi per Rossano Ronci gentilmente concessa dalla Snoopy)

Uno splendido attacco di Alessia Fiesoli (Foto Alberto Ghiddi per Rossano Ronci gentilmente concessa dalla Snoopy)

PESARO – Volley Pesaro (5) – San Michele Firenze (2) è quanto propone la terza giornata di andata del campionato di pallavolo serie B1 girone C in programma sabato (PalaCampanara, ore 18,30). La squadra toscana ha perso a Olbia e superato in casa – al tie-break – Rieti.

Sabato col San Michele è un derby”

Capitano delle pesaresi è Alessia Fiesoli, fiorentina di 19 anni, schiacciatrice alta 1,85. Per lei, la gara di sabato è un derby…
“Sarebbe una partita come tutte le altre, ma è vero che per me potrebbe essere un derby, perché contro San Michele giocavo quando ero più piccola, al tempo delle giovanili, e rappresenta un ritorno al passato”. Alessia è passata dal Calenzano al Club Italia, quindi a Pesaro.

Enclave toscana al PalaSnoopy, Piccinini il suo idolo

Lei è fiorentina, Giada Boriassi di Carrara, Valentina Salvia di Cecina ed Eva Trinci di Pisa: una colonia toscana a Pesaro.
“Eh sì! La conferma che noi toscane siamo un po’ ovunque nella pallavolo. In squadra c’è un mix di dialetti toscani…”.

La Toscana ha dato grandi giocatrici alla pallavolo italiana: vengono subito in mente Maurizia Cacciatori, ma anche Francesca Piccinini e – rimanendo a Pesaro – Martina Guiggi. Lei si è ispirata a qualcuna?
“Per me, per il mio ruolo, Francesca Piccinini è stata l’idolo. Che poi sia toscana, ancora di più, anche se la provenienza non conta. Credo che la “Picci” sia un idolo per tutti, toscani e non”.

Un pupazzo segno del destino

Alessia ha detto più volte che si trova molto bene a Pesaro. Se non ricordo male, arrivando qui, raccontò che era cresciuta con un pupazzo come amico… Il segno del destino.
“Sì, era il pupazzetto di Snoopy, mio inseparabile compagno: era sempre con me. Dico la verità: arrivando a Pesaro, non sapevo che avrei giocato in una società che si chiamava Snoopy. Davanti al PalaSnoopy fui sorpresa e felice. Mi sembrò di tornare indietro nel tempo, alla mia fanciullezza”.

Che cosa le piace di più di giocando a Pesaro?
“Mi piace tutto in generale. Intanto è una città tranquilla. E c’è il mare, la cui vicinanza è molto importante, per me, avendo vissuto in città lontane dal mare. Poi la società: mi ripeto, è stupenda, mi piace un sacco”.

“Restare in A1, una scelta consapevole grazie anche al coach”

Poteva puntare almeno alla serie A2, invece ha preferito continuare a Pesaro, in B1, per crescere ancora. Una scelta che è piaciuta molto a tecnici ed esperti di volley.
“Sono dell’idea che una giocatrice si formi con il campo, con il gioco. A Pesaro avevo l’opportunità di continuare a giocare e di farlo con un bravissimo allenatore qual è Matteo Bertini. Una scelta consapevole, sono contentissima di averla fatta”.

Facendola, sapeva che avrebbe giocato in serie B1, mentre Pesaro aveva perso la squadra di A1. Voi rappresentate la pallavolo femminile pesarese: un onore, ma anche un onere. Uno stimolo o il peso della pressione di dovere fare bene?
“Uno stimolo, perché ci sono responsabilità, perché Pesaro ha rappresentato – nel recente passato – il top della pallavolo femminile italiana. Personalmente, non mi pesa, anzi c’è tanta voglia di fare bene per dimostrare che la pallavolo regala emozioni a prescindere dalla categoria, in B1 come in A”.

“Emozionate al debutto, ma abbiamo rotto il ghiaccio”

Però avete iniziato il campionato molto contratte, addirittura bloccate, e avete subìto Todi, che ha comandato per due set. Poi, dopo quel secondo set perso malissimo (13-25), vi siete sciolte e iniziato a giocare come sapete, tanto che Bertini ci ha detto di avere avuto i brividi vedendovi espugnare Loreto.
“Eravamo emozionate, tese. Impossibile non esserlo alla prima giornata in casa, davanti a tanta gente. Rotto il ghiaccio, si è vista una squadra diversa e a Loreto abbiamo giocato un’ottima partita”.

“Occhio a Firenze, una squadra rognosa”

Secondo coach Bertini, sabato vi attende un’altra gara difficile, perché Firenze somiglia a Todi…
“Una squadra rognosa, che difende molto e non sbaglia mai. Dovremo giocare con grande pazienza e fare la nostra pallavolo come sabato scorso a Loreto”.

Due allenamenti al giorno, come le squadre di A1. Un grande impegno.
“Vero, ma uno dei motivi per cui ho scelto di continuare a giocare a Pesaro è stato proprio questo. Se si vuole crescere tecnicamente, bisogna lavorare molto e gli allenamenti del mattino sono tutti sulla tecnica”.

In più, lei studia…
“Sono iscritta alla facoltà di Lingue, a Urbino, ma per i tanti allenamenti non riesco a frequentare con assiduità. Ogni volta che sono libera, però, vado a seguire le lezioni”.

Da fiorentina, Alessia tifa…
“Viola. Abbiamo una grande squadra…”.

Che si è rinforzata con un pesarese…
“Lo so bene, Massimo Ambrosini. Peccato per quel rigore che ci è stato negato contro il Napoli e per l’espulsione di Cuadrado…”.

Che lezione: “Gli arbitri? Oggi tolgono, domani danno”

A proposito di arbitri: parlando con Alessia, emerge la differenza tra chi gioca o segue il volley e i tifosi di altri sport. Contro Todi, Pesaro ha perso il primo set (anche) per una valutazione errata dei due arbitri, che – senza l’aiuto dei giudici di linea – diventa difficile. Lei sente la mancanza dei guardalinee?
“No, perché (gli arbitri) oggi ti tolgono e domani ti danno”. Andatelo a raccontare ai dirigenti delle squadre di calcio, soprattutto a quelle di vertice, sempre pronti a contestare, a sbraitare, a urlare al complotto dopo un (raro) torto subito, ma in assoluto silenzio davanti ai favori ricevuti. Ah se facessero tesoro della lezione di Alessia Fiesoli.

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