“Serve una sicurezza partecipata. E maggior impegno dei Comuni con videosorveglianze e più illuminazione nelle zone a rischio”

di 

2 novembre 2013

Pierpaolo Frega*

 

Pur sottoscrivendo in toto l’intervento del Sig. Prefetto e del collega e amico Marco Lanzi, la necessità e la contingenza che il momento storico ci pone di fronte, è la realizzazione di nuove strategie di gruppo che possano contrastare la recreduscente fenomenologia criminale che sta attanagliando il nostro territorio.

È inimmaginabile lasciare, leggasi gli episodi di case bruciate, analoghi a tanti altri, pezzi di territorio in mano a scorrerie criminali indisturbate, è inammissibile che intere comunità si sentano abbandonate dallo stato.

Oggi più che mai, considerando che sulle politiche della sicurezza il governo centrale, nelle sue varie successioni politiche, abbia di fatto abdicato in toto, bisogna ripescare i patti per la sicurezza, sbandierati allora, sepolti in chissà quale soffitta oggi.

Preso atto che Polizia e Carabinieri, cui è delegata in primis la sicurezza prevenzione e repressione dei crimini, oggi vedono la loro azione limitata da tagli indiscriminati e turn over sotto la soglia capace di garantire ricambi adeguati, bisognerebbe che regione province e comuni in comunione e raccordo con la prefettura e le forze dell’ordine, istituissero un tavolo permante, allargato alle associazioni di categoria di lavoratori, del commercio e dell’impresa, con cui studiare e porre in essere nuove strategie sulla sicurezza. In parole povere dare attuazione a quel principio di sicurezza partecipata di cui si sente tanto parlare ma che nessuno mette in pratica.

È inconcepibile che comuni abbiano un assessore alla sicurezza se poi a bilancio sulla sicurezza non c’è un euro, significa svilire sia la persona che il ruolo stesso, mandando alla cittadinanza un segnale di preoccupante disinteresse.

Una sicurezza partecipata, che vedesse coinvolti ognuno nel proprio ruolo, sindaci imprenditori lavoratori cittadini e addetti ai lavori, creerebbe maggior consapevolezza e massa critica indicando spesso alle forze dell’ordine anche dove operare ed ascoltare quelle voci che ad oggi sarebbero altro che sordi richiami.

Maggiore impegno da parte dei comuni virtuosi che con il nuovo dpf vedono allentare i cordoni della borsa per le spese, consentirebbe l’installazioni di videosorveglianze, maggiore illuminazione nelle zone a rischio, ossia tutte quegli accorgimenti che renderebbero la vita almeno un pó più difficile ai malfattori.

E poi l’invito a tutti i cittadini: nessuno di loro si senta escluso dal segnalare anomalie, sospetti, dubbi; una sollecitazione a prestare un minimo di attenzione in più a quelle che sono le difese attive e passive della loro casa e della loro incolumità, i tempi sono cambiati e le sfide del futuro purtroppo, ribadisco, prevedono anche questo, non bastasse da sola la crisi economica a preoccupare i nostri pensieri.

Abbiamo una certezza: non avere un territorio infetto, seppur attraversato da virus, cerchiamo con l’impegno di tutti a tenerlo vivo e pulito. Un giorno la crisi finirà e resterà tutto questo un brutto ricordo che la nostra comunità potrà dire di aver affrontato e sconfitto.

*Il segretario provinciale SILP CGIL

 

Un commento to ““Serve una sicurezza partecipata. E maggior impegno dei Comuni con videosorveglianze e più illuminazione nelle zone a rischio””

  1. massimo paolucci scrive:

    Il sig. Pierpaolo Frega, segretario SILP, fa un’ampia descrizione sulle cose da fare per combattere questa ondata di delinquenza. Sono molto d’accordo nell’istallazione di video sorveglianza e, forse, un metodo per non spendere parecchi soldi ci sarebbe.
    Si dovrebbe iniziare, secondo me, nel mettere telecamere in tutte le rotatorie delle strade principali delle citta’. Infatti, a parte poche vie, nella maggior parte dei casi, per uscire dalla citta’ bisogna per forza passare per qualche rotatoria. Percio’ se un cittadino denuncia un furto o altro (es. alle ore 4,30 ha subito un furto) tramite dei centri operativi di vigili, polizia e carabinieri (devono collaborare) si possono vedere le immagini della fuga dei delinquenti e agire di conseguenza. Cosi’ facendo puo’ darsi anche che si possono riconoscere e avere buoni indizi per la cattura.

    Grazie e saluti
    Massimo Paolucci

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