Festa dell’Unità d’Italia e Giornata delle Forze Armate: il discorso del sindaco Luca Ceriscioli

di 

4 novembre 2013

PESARO – Oggi, 4 novembre 2013, è il 95esimo anniversario della fine della Grande Guerra, Festa dell’Unità d’Italia e Giornata delle Forze Armate. La cerimonia commemorativa, iniziata alle 10 alla caserma Del Monte, è aperta al pubblico. Si è iniziato con l’alzabandiera, la – lettura dei messaggi del Ministro della Difesa e del Presidente della Repubblica. Poi allocuzioni del Comandante del 28° Reggimento “Pavia”, del rappresentante Associazioni Combattentistiche,

  • del sindaco di Pesaro e

del prefetto. Ecco il discorso di Luca Ceriscioli:

 

 

Era proprio un lunedì, come oggi, quel 4 novembre 1918 quando a mezzogiorno le campane di tutta Italia suonarono a festa per annunciare la fine della terribile guerra.
Suonarono in tutta Italia perché la guerra, anche se si era combattuta in un territorio ristretto ai margini del nostro Paese, aveva coinvolto milioni di famiglie in ogni angolo d’Italia, in tanti angoli sperduti dove nessuna comunicazione poteva arrivare se non il suono delle campane.

La Guerra cioè non era stata affatto “una guerra lontana”!!
Anche a Pesaro era stata molto vicina. Centinaia di giovani erano stati chiamati a fare quella guerra, e tanti non sarebbero più tornati.
Proprio oggi pomeriggio sarà presentato un libro in cui un fante contadino di queste terre ha raccontato al nipote quel che ricordava di quei tre anni passati prima in trincea e poi prigioniero degli austriaci in giro per i campi di lavoro forzato.

Ma la guerra fu a noi vicina anche perché l’Adriatico, il nostro mare, fu pienamente un fronte di guerra.

Ma guardando al presente vediamo come quella guerra e anche la terribile seconda guerra mondiale, siano oggi lontane, nel senso che l’Europa è lontana dagli scenari di quelle due guerre.
Dopo quelle due guerre, pur tra mille contraddizioni e ritardi, l’Europa ha saputo innescare un processo di cooperazione ed unità che ha garantito il più lungo periodo di pace in questo continente. E anche quei Balcani che furono all’origine della prima Guerra mondiale e che hanno visto guerre anche in tempi recenti, oggi stanno integrandosi nel processo unitario di cooperazione e di pace dell’Unione Europea.

Così l’Adriatico, da scenario di guerre qual’era, oggi si presenta come campo di una cooperazione avanzata,
● ad esempio con la nascita della Macroregione Adriatico-ionica, cioè una forma speciale di cooperazione avanzata per lo sviluppo, per coordinare gli interventi delle politiche europee in quest’area
● o con il Forum delle città dell’Adriatico, cioè città di tutti i Paesi che si affacciano su quel mare, che stanno avviando un progetto di promozione congiunta e coordinata delle iniziative culturali e turistiche per l’anno prossimo, l’anno del centenario della 1° Guerra. Il progetto si chiamerà “Dolcissimo Adriatico” per non dimenticare che negli anni della prima guerra mondiale si parlava di “Amarissimo Adriatico”.

Le grandi guerre del ‘900 hanno per certi versi “sconfitto le guerre”, sono diventate cioè la base di un ripudio della guerra e il presupposto per costruire un’Europa di pace. Un presupposto costato milioni di morti, di feriti, e immani distruzioni.
Il ricordo di quei morti e di quelle sofferenze non deve mai spegnersi perché è come una fiammella che tiene acceso l’impegno per la pace. Perciò è giusto che noi oggi rendiamo omaggio a quei morti e festeggiamo il compimento dell’unificazione dell’Italia, la fine di una guerra, e l’Europa di pace in cui viviamo.
E festeggiamo le nostre Forze Armate, grati per quel che hanno fatto nei secoli, ma anche perché oggi operano in varie parti del mondo come portatrici di pace e di aiuto a popoli che ancora soffrono per le guerre.

Ed è un bel festeggiare sapendo che in una Europa in cui per due volte gli eserciti si sono massacrati a vicenda, oggi si possa parlare addirittura di un Esercito Comune Europeo.
E magari si possa vedere un impegno comune sul fronte del Mediterraneo per evitare le orribili stragi di profughi che abbiamo visto negli ultimi mesi.
perciò
VIVA L’ITALIA UNITA
VIVA LE FORZE ARMATE
VIVA L’EUROPA UNITA E SENZA GUERRE

Tags: , , ,

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>