Le parole di Papa Francesco spazzano via la saga di Halloween

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4 novembre 2013

comunione dei santiFrancesco ci ha ormai abituato ad approfittare di ogni occasione, anche quelle più rituali (dove le omelie e i commenti erano più o meno sempre gli stessi) per regalarci parole importanti capaci di toccare il cuore e bucare lo schermo. Sì, perché nel 2013 serve anche questo, ed è stata sufficiente una riflessione del pontefice sul significato teologico e pastorale della “comunione dei santi” (che non sono solo quelli del calendario, ma tutte le persone “salvate”, compresi i nostri cari, che ora ci proteggono dal Cielo) per relegare in un angolo la “saga pagana” di Halloween, che negli ultimi anni ha spadroneggiato non perché abbia qualche attinenza con la cultura italiana e mediterranea, ma semplicemente perché ha trovato spazio nel vuoto di valori che la società sempre più secolarizzata ci ha lasciato. Riprendo un estratto del commento di Francesco all’Angelus del 1° novembre: “I santi non sono superuomini, né sono nati perfetti. Sono come noi, come ognuno di noi, sono persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze. Ma cosa ha cambiato la loro vita? Quando hanno conosciuto l’amore di Dio, lo hanno seguito con tutto il cuore, senza condizioni e ipocrisie; hanno speso la loro vita al servizio degli altri, hanno sopportato sofferenze e avversità senza odiare e rispondendo al male con il bene, diffondendo gioia e pace. Questa è la vita dei santi: persone che per amore di Dio nella loro vita non hanno posto condizioni a Lui; non sono stati ipocriti; hanno speso la loro vita al servizio degli altri per servire il prossimo; hanno sofferto tante avversità, ma senza odiare. I santi non hanno mai odiato”. E poi sul concetto di comunione dei santi, che è anche comunione tra fratelli, precisato da Francesco nell’Udienza generale del 30 ottobre: “La nostra fede ha bisogno del sostegno degli altri, specialmente nei momenti difficili. Se noi siamo uniti la fede diventa forte. Quanto è bello sostenerci gli uni gli altri nell’avventura meravigliosa della fede! Dico questo perché la tendenza a chiudersi nel privato ha influenzato anche l’ambito religioso, così che molte volte si fa fatica a chiedere l’aiuto spirituale di quanti condividono con noi l’esperienza cristiana. Chi di noi tutti non ha sperimentato insicurezze, smarrimenti e perfino dubbi nel cammino della fede?”. Parole che lasciano poco spazio a commenti perché sono già dense di significato: leggendole e meditandole, appare meno strano che un pontefice telefoni a persone colpite da drammi familiari (morti improvvise, omicidi, eccetera) non per “creare clamore” ma semplicemente per spiegare che chi non è più accanto a noi in realtà è sopra di noi, e per questo è più vicino a noi, e grazie alla comunione dei santi può aiutarci dal Cielo ad affrontare con maggiore serenità le insidie del quotidiano.

Pierpaolo Bellucci – www.facebook.com/parlasignorepesaro

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