Pesaro Povera lancia il censimento della popolazione senza fissa dimora. Tutte le iniziative

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4 novembre 2013

Pierpaolo Bellucci e Pino Longobardi, fondatori di Pesaro Povera

Pierpaolo Bellucci e Pino Longobardi, fondatori di Pesaro Povera

PESARO – Il gruppo di cittadini denominato “Pesaro Povera” rilancia la propria attività a favore della grave emarginazione sociale, con l’obiettivo di prevenire le sempre più numerose situazioni di estrema povertà materiale, proponendo un ciclo di tre incontri sui vari aspetti legati alle politiche di contenimento della povertà. Gli incontri si terranno in luoghi pubblici a partire dalla seconda metà di novembre (i dettagli verranno comunicati sulla pagina www.facebook.com/pesaropovera, oppure è possibile scrivere a pesaropovera@gmail.com) e verteranno sui seguenti temi: 1. “Povertà, istituzioni e volontariato: politiche di sussidiarietà in tempo di crisi”; 2. “Povertà e politiche urbane: idee per una città vivibile”; 3. “Povertà e religione: un approfondimento sulla teologia della liberazione”.

Inoltre, dal mese di dicembre aprirà al pubblico, inizialmente un pomeriggio a settimana, uno sportello di ascolto e aiuto presso la sede dell’Acu (Associazione consumatori utenti) in via Miralfiore, 6 presso i locali del Ferrhotel, che lavorerà in sinergia con istituzioni, privato sociale e volontariato per dare risposte soprattutto alle persone più emarginate e isolate, i cosiddetti “ultimi degli ultimi”.

Lo hanno detto stamane in conferenza stampa Pierpaolo Bellucci e Pino Longobardi, aggiungendo che Pesaro Povera sta cominciando un censimento della popolazione senza fissa dimora presente in maniera stanziale nel territorio comunale di Pesaro, chiedendo in primo luogo alle istituzioni sanitarie di garantire controlli medici (assistenza del medico di base e analisi del sangue) a quanti vivono all’aperto, a prescindere da qualsiasi impedimento burocratico (mancanza di tessera sanitaria, permesso di soggiorno, residenza a Pesaro, eccetera), onde evitare il ripetersi di morti tragiche causate da condizioni di vita indegne nelle quali si trovano a vivere – nella città di Pesaro – quantomeno 20 persone, a costante rischio di morte, sia d’estate che d’inverno.

Infatti Pesaro Povera rifiuta categoricamente “formule di autogiustificazione” basate su luoghi comuni del tipo “è una scelta di vita” oppure “è un soggetto irrecuperabile” in quanto ogni persona va aiutata a ritrovare la propria strada, anche se spesso è un lavoro costoso, difficile e poco gratificante.

L’appello alla cittadinanza intera, coinvolgendo in primis le istituzioni civili ed ecclesiali, è a partecipare agli incontri di condivisione e formazione, magari versando un contributo nel fondo di Pesaro Povera che verrà utilizzato per il sostegno alle persone senza fissa dimora. Per contribuire è possibile effettuare un bonifico intestato ad “Associazione Acu Marche Consumatori Utenti” (iban: IT 36 S 05018 02600 000000164518), specificando come causale “fondo Pesaro Povera”.

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