Valentino Rossi si racconta: “I più grandi? Agostini, Hailwood e anche io. Il decimo titolo? Nessuna ossessione… solo un sogno”

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4 novembre 2013

Da oggi, con questo articolo su Valentino Rossi, nell’officina di Pu24.it entra un numero uno del giornalismo italiano: Enrico Biondi. Sabaudo di nascita, sangue romagnolo, svezzato dalla Gazzetta del Popolo, firma doc nella Formula 1 fin dal 1975. Passato al quotidiano La Stampa ha iniziato a seguire i mondiali Rally e, dal 1990, la Motogp e l’esplosione dei campioni italiani come Capirossi, Biaggi, Valentino Rossi, Melandri, il compianto Simoncelli, in un susseguirsi di titoli mondiali entusiasmanti. Su Pu24.it, con una sua rubrica di prossima realizzazione, racconterà quanto succede sui campi di gara, le schede aggiornate di ogni singolo Gran Premio, la presentazione di ogni evento, le prove, le gare e tanto altro ancora.

Casco allacciato e luci accese anche di giorno su pu24.it: il giornale online della tua provincia vuole essere sempre più vicino al mondo dei motori.

 

di Enrico Biondi

Valentino Rossi

Valentino Rossi

PESARO – Valentino Rossi si confida a Skysport24. Una bella intervista (ripresa subito da Gazzetta.it) dove come sempre è semplice e diretto, schietto come solo lui sa essere, senza peli sulla lingua. Capace di mettersi in discussione, quasi a scusarsi se quest’anno non è riuscito a essere il “solito” Rossi.

Parla di tutto, Valentino: parte dal calcio, poi passa ai grandi personaggi del passato, del presente e del futuro, quindi al motociclismo prossimo venturo, per chiudere con la sua fidanzata-compagna, senza tralasciare nulla. Ma procediamo con ordine.

INTER. Come ben sapete, il signor 46 è interista purosangue: “E comunque a me quest’anno l’Inter piace già così”. Ma non si può fermare a questo enunciato, occorre parlare del nuovo proprietario dell’Inter, del magnate indonesiano Erick Thohir: “Visto dall’esterno mi sembra una persona gentile e intelligente – dice –. Spero metta dei gran soldi nell’azienda. Chi vorrei vedere all’Inter? Tanto per restare con i piedi per terra dico Messi, ma mi piace molto anche Cristiano Ronaldo”.

TOTTI. Ecco il Valentino che non ti aspetti, quello che quando parla di un avversario è capace di inchinarsi riconoscendogli i meriti che spettano a un grande campione: Francesco Totti. “Ha solo qualche anno più di me e mi piace che sia ancora sulla cresta dell’onda. Lui è il capitano dei capitani (frase che, pensiamo, non sarà piaciuta per nulla a Zanetti…). E se la Roma vince lo scudetto lo invito a fare un giro in moto. Lui al Mondiale? Io Totti lo porterei ovunque, anche a cena con me. È fortissimo e va al di là del tifo, anche se non sei italiano. Totti è un grandissimo. E poi vedere che alla sua età fa ancora la differenza, come Federer, ti porta a fare un gran tifo per lui”.

LA MOTO. Si torna a parlare di due ruote. E qui Valentino se ne esce con il repertorio migliore, quello che lo ha fatto amare da milioni di appassionati, confermando di sentirsi sempre un pilota, malgrado i risultati più difficili da ottenere contro gli scatenati piloti spagnoli: “La moto è la cosa che mi è sempre piaciuto fare, viaggiare in giro per il mondo, sentire l’adrenalina che sale cinque minuti prima del via della gara. La mia pagella quest’anno è da 6,5 perché speravo di poter essere più spesso in lotta con Lorenzo, Marquez e Pedrosa per la vittoria ed invece non riesco ad andare sempre a limite come loro, anche se mi manca poco”.

IL FUTURO. La prossima stagione sarà ancora in Yamaha ma “spero di poter firmare un contratto per altri due anni” per poter continuare a correre, vincere, salire sul podio e magari ottenere quel decimo titolo che gli manca “ma che è un sogno e non un’ossessione. Jorge è il più forte perché anche se quest’anno la Honda è la moto migliore, lui è riuscito ad ottenere questi risultati, mettendoci del suo. Marquez essendo un `rookie´ ha vinto tanto, dimostrando di essere un fenomeno ed il campione del futuro. Per perdere il titolo dovrebbero succedere delle cose strane. È anche più forte di me alla sua età, visto che io al primo anno nella classe regina sono arrivato secondo e ho vinto meno gare”.

I PIU’ GRANDI DI SEMPRE. “Per cinque-sei anni sono stato in assoluto il più forte – sottolinea Rossi -. Agostini comunque è il più grande, perché ha vinto più titoli e più gare, e l’ha dimostrato con la sua carriera; Mike Hailwood, pur vincendo di meno, è considerato da molti quello con maggior talento. E poi penso di esserci io. Diciamo che sono insieme a loro”.

GIOVANI. Per far sì che in Italia venga fuori un nuovo Valentino Rossi, il Dottore ha sviluppato un progetto, (come anticipato da PU24.it che poi si è trasformato in un team che la prossima stagione correrà nel Mondiale Moto 3, con l’appoggio proprio di Sky e che avrà come punta di diamante il giovane Romano Fenati. “L’idea è quella di far crescere i piloti italiani, perché negli ultimi anni non ce ne sono stati tanti. Soprattutto gli spagnoli ci hanno surclassati con i loro giovani talenti. Quindi noi speriamo con questo team di aiutare i ragazzini italiani a crescere a portarli avanti e, magari, farli diventare dei nuovi Valentino Rossi”.

VITA PRIVATA. Chiusura d’obbligo, per far felici i “gossippari”, quelli che se non hanno le ultime notizie sui flirt di cantanti attori e protagonisti dello sport, non vanno a nanna contenti. Rossi svela: “Da un anno sto con una ragazza che si chiama Linda – dice – per fortuna è più giovane di me e non pensa a mettere su famiglia e ai figli”. Motivo? “Semplice – chiude -, perché prima mi piacerebbe finire di correre”. Contenti?

 

 

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6 Commenti to “Valentino Rossi si racconta: “I più grandi? Agostini, Hailwood e anche io. Il decimo titolo? Nessuna ossessione… solo un sogno””

  1. Giorgio scrive:

    ho scoperto per caso questa nuova, bella realtà on line del giornalismo del territorio. Complimenti. L’articolo in particolare di Enrico Biondi mi è piaciuto perchè leggere che un Campionissimo come Valentino si metta dietro altri grandi di altre epoche è segno di maturità (e comunque il dibattito per gli appassionati resta aperto….). Mi auguro infine che questa testata continui a crescere come già, giorno dopo giorno, sto constatando. Augurissimi. Ciao. Giorgio

    • Enrico Biondi scrive:

      Grazie per la gentilezza ma come vedi il merito è tutto di Valentino: nella sua lunga carriera ha fatto il caimano, quando serviva. Ora è altrettanto forte nel riconoscere chi è stato più grande di lui. Una dote che se non ce l’hai, nessuno te la può dare

  2. luca scrive:

    Bella intervista! Bravo Enrico Biondi!
    Valentino? Bella la notizia del team per giovani corridori italiani da far crescere. Bella la notizia di Linda sua ragazza “fissa” da un anno che non lo stressa sul matrimonio perchè ha qualche anno ancora da correre. Tra i tre più grandi forse con Agostini e Hailwood ci avrei aggiunto Mick Doohan. Lui sta in quel cerchio magico chiaramente!

    • Enrico Biondi scrive:

      Grazie dei complimenti, fanno sempre piacere. Quanto a Doohan concordo solo in parte. A mio parere piloti come Spencer Schwantz sono stati alla sua altezza, ma tutti e tre un passo indietro del nostro perchè hanno vinto sempre con una moto sola (Honda, Yamaha, Suzuki) mentre Valentino ha trionfato sia con Yamaha sia con Honda. Doohan poi non ha avuto grandi avversari (se si esclude Biaggi, derubato di un titolo che stava per vincere). Valentino sì (Capirossi, Biaggi, Gibernau, Pedrosa). E li ha triturati tutti… Ciao!

  3. JOE BAR scrive:

    Maledetto Brusco!
    Non so come tu ci sia riuscito (forse complice il legame d’amicizia di lungo corso) ma avere un articolo sul Vale nazionale del mitico Enrico nella bacheca dell’officina di PU24 è proprio un bel colpo.
    Se poi è vero che una delle firme più importanti del giornalismo sportivo italiano curerà una rubrica dedicata ai motori … beh! che dire … roba da fare invidia al sito ufficiale della MotoGP!
    Un chiaro segnale che il quotidiano online PU24.it ha intenzione di fare sul serio.
    Ora tutti chiusi in carena in attesa di buone nuove per noi drogati di motori.
    P.S. Chissà se il vulcanico Brusco ci riserverà ancora qualche altra bella sorpresa?

  4. Enrico Biondi scrive:

    Grazie Joe Bar, il Brusco ed io siamo amici da tanti di quegli anni che se mi metto a contare mi rispuntano…i capelli! Se c’è una cosa che ci accomuna è quella maledetta passionaccia che ci divora. Non siamo capaci di stare troppo tempo lontano dai motori, da quella puzza di olio bruciat nei boxo, dagli smanettoni della domenica e da tutti quegli appassionati che ogni domenica si sfidano in pista, (ho scritto pista, mi raccomando, per strada non facciamo gli scemi…) con in palio solo una pizza, una birra e gli sfottò per una settimana in ufficio. Sì, di idee ne abbiamo tante, io e lui, e se avrete la bontà di seguirci ve ne accorgerete cammin facendo! Grazie e a presto!

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