Per la Vuelle con Siena una sconfitta preventivata, anche se…

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5 novembre 2013

PESARO – Ci sono sconfitte che metti in preventivo fin dalla prima visione del calendario, specialmente se sei una formazione in lotta per la salvezza e quella contro i sette volte campioni d’Italia della Montepaschi è certamente una di queste, ma c’è modo e modo di perdere una partita e lunedì sera la Vuelle l’ha persa nel modo peggiore, arrendendosi alle prime difficoltà senza riuscire più ad alzare la testa, travolta dalla forza fisica di Hackett e compagni che hanno banchettato contro una zona due-tre troppo scolastica per infastidire realmente l’avversario e una difesa individuale battuta regolarmente ad ogni penetrazione con troppi giocatori che non si sono piegati sulle gambe faticando sugli scivolamenti laterali.

Coach Dell’Agnello ha certamente ragione a lamentarsi della rotazione corta, perché con soli sette giocatori non vai da nessuna parte e Terenzi e Bartolucci non possono restare sul parquet più di un paio di minuti, ma i “magnifici sette” di magnifico hanno avuto ben poco contro la Montepaschi e preoccupa la mancanza di un vero leader tecnico ed emotivo al quale affidarsi nei momenti topici dei match, specialmente quando arriveranno le sfide decisive per la salvezza. Di norma dovrebbero essere i veterani a sostenere il peso maggiore delle responsabilità, ma Alvin Young non appare al top della forma fisica e fatica tantissimo a ritrovare i suoi tiri e per il futuro dovrà aumentare il numero di conclusioni verso il canestro avversario (8 di media finora) e Andrea Pecile non era arrivato a Pesaro per fare il play titolare, ma per fare il cambio di Traini garantendo 10-15 minuti di qualità ed esuberanza tecnica, l’infortunio al ragazzo di Loreto ha rivoluzionato il settore esterni con Turner chiamato a coprire tre ruoli con tutte le difficoltà del caso, in un mondo

Dell'Agnello durante un timeout della Vuelle

Dell’Agnello durante un timeout della Vuelle

perfetto si dovrebbero trovare le risorse per acquistare almeno due giocatori (play ed ala grande titolari), ma nel mondo della Vuelle del 2013 si fatica tantissimo a barcamenarsi tra sponsor che non arrivano, deficit da colmare e dirigenza che non può e non vuole fare il passo più lungo della gamba e così si deve sperare nei miglioramenti di un gruppo giovane e volenteroso che dovrà dimostrare il suo reale valore, il materiale umano sul quale lavorare non sarà di primordine, ma neanche totalmente da buttare via, lampi di classe si intravedono qua e là, l’importante è credere nell’impresa a cominciare da coach Dell’Agnello, apparso giù di morale e in confusione nelle scelte tattiche, Sandro conosceva fin da luglio i problemi in casa pesarese e lamentarsene adesso non aiuta nessuno.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Il secondo quarto della Vuelle è stato un vero manuale di quello che non devi fare su un campo di pallacanestro: attacco confusionario dove la palla non arrivava mai con i tempi giusti sotto canestro e gli esterni vagavano per il parquet alla ricerca di non sappiamo quale ispirazione, una difesa a zona che veniva battuta dopo sei o sette secondi dell’azione con i senesi che tiravano comodamente da fuori o dentro l’area, due soli falli commessi (alla fine saranno solamente 11), sintomo della mancanza del furore agonistico, quintetti improponibili con Bartolucci e Terenzi in campo al posto dei titolari, se si aggiunge la totale mancanza di reazione dopo aver subito il primo vero break, si è assistito a dieci minuti di antibasket che speriamo non vengano considerati come parametro dall’amministratore delegato della holding milanese presente ieri in prima fila all’Adriatic Arena. Questa è la settimana decisiva per risolvere il problema sponsor, entro giovedì si attende la risposta definitiva dai dirigenti di questa società lombarda che gravita nel settore degli investimenti e da un’altra azienda più vicina logisticamente a Pesaro, ma con meno capitale da investire, per arrivare a quella doppia sponsorizzazione auspicata da Ario Costa fin dal luglio scorso, aumentare il budget è obbligatorio per una Vuelle che non può continuare con questo roster e in settimana si dovrà decidere se inseguire la pista Peppe Poeta, che dovrebbe liberarsi entro qualche giorno dal contratto con la Virtus Bologna, e se accettare la proposta di Hervè Touré, disposto a firmare con Pesaro, ma con una clausola a suo favore che gli permetterebbe di andarsene se gli arrivassero offerte che la Vuelle non fosse in grado di pareggiare economicamente, difficile che per il derby di domenica prossima le cose siano sistemate, ma il tempo stringe e Pistoia non resterà a zero punti all’infinito con la quinta giornata che vedrà i toscani impegnati in casa contro Cremona, urge muoversi in fretta, chiudendo al più presto le trattative con gli sponsor per avere margini di manovra sul mercato, perché i tifosi pesaresi si meritano una Vuelle in grado di lottare per la salvezza fino all’ultima giornata.

 

I PIU’…

Primo quarto
Pesaro nei primi dieci minuti sembra in discreta serata con il pallone che gira con i tempi giusti e qualche lampo di classe individuale, senza lasciare presagire la débacle assoluta che attendeva i ragazzi di Dell’Agnello nei successivi tre quarti del match.

Diego Terenzi
Nulla di trascendentale per carità, ma il ragazzo ha appena firmato un triennale con la Vuelle e fa intravedere qualità che potrebbero essere molto utili in futuro, l’ideale sarebbe mandarlo in Legadue a fere esperienza, ma continuando così potrebbe dover giocare dieci minuti buoni ogni domenica.

Pubblico
3.800 spettatori di lunedì sera con la diretta televisiva sulla Rai, sostegno alla squadra anche quando è finita sotto di 35 e i fischi più sonori se li è presi Daniel Hackett, come è giusto durante la partita per un avversario temuto e rispettato che ha segnato 20 punti alla tua squadra, non sappiamo se la pazienza avrà un limite temporale, ma per adesso i quattromila dell’Adriatic Arena dimostrano maturità e si meritano una Vuelle molto più competitiva.

 

E I MENO DELLA SFIDA PESARO – SIENA

Andrea Pecile
Tanta confusione in attacco e poco carisma per il triestino che deve essere consapevole di essere un punto di riferimento per i giovani compagni sia in campo che nello spogliatoio, da capitano della Vuelle dovrà essere il primo a riscattarsi fin dal prossimo derby contro la Sutor.

Alessandro Amici
Partito bene con un paio di penetrazioni a canestro di pregevole fattura, l’ala pesarese si fa fischiare un paio di falli ingenui e al ritorno sul parquet ci mette dieci secondi a commettere la terza penalità, in una Vuelle senza difensori puri è l’unico ad avere le gambe per tenere l’avversario diretto come dimostrato l’anno scorso sotto la guida di Markovski, speriamo che ritrovi al più presto la necessaria concentrazione per rimanere in campo più minuti possibile.

Marc Trasolini
Va tutto bene finché la squadra gira a dovere, ma appena le cose non vanno nel modo giusto comincia a vagare per il campo, non sapendo bene dove mettersi arrecando più confusione che altro, in difesa deve imparare ad abbassare il baricentro per contenere le penetrazioni avversarie, ma il ragazzo è intelligente e confidiamo in un suo miglioramento per le prossime partite.

 

DAGLI ALTRI PARQUET

Rimangono sei le squadre al comando dopo questa quarta giornata, oltre a Siena e Milano, vittoriosa facile contro Pistoia ancora ferma a quota zero, a sei punti ci sono anche Brindisi, dopo il blitz esterno sul campo di Venezia, Cantù, vincente dopo un supplementare a Roma, Varese e Bologna dopo i larghi successi casalinghi contro Avellino e Montegranaro, primi due punti per Cremona che vince con facilità contro Sassari, mentre Reggio Emilia trascinata da White batte di 17 punti Caserta.

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