Undici giocatori contro sette: ecco tutto

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5 novembre 2013

PESARO – Prima della partita c’era una strana atmosfera, mista di scetticismo e di celata speranza. Di lì a poco si sarebbe entrati “…nel tempo pericoloso in cui molto possono decidere i nervi, la padronanza di sé dei giocatori, il contegno del pubblico. Questa partita non passerà alla storia del basket italiano. Ha vinto La Montepaschi Siena per 94 a 69. Che sforzo! Nel 1° quarto di gioco la Vuelle sembrava poter dare la propria impronta alla partita, conducendola fino alla fine. Invece, un 2° quarto disastroso, che ha visto un divario di 30 punti a 4 in favore della Montepaschi, ha aperto la porta al fatalismo. Il primo tempo è finito 27 a 48 (di cui 18 di Hackett) per i senesi.  Forse, se la Vuelle fosse riuscita a fermare Daniel, che è sempre ostico da marcare, avrebbe potuto ribaltare il pronostico. Musso ha fatto quello che ha potuto. Poi, una difesa a zona troppo blanda e mantenuta troppo a lungo, ha fatto il resto. Basti pensare che, nel 3° quarto, la Victoria Libertas ha commesso un solo fallo contro i 5 degli avversari.  Il fatto, però, è che la Montepaschi ha il suo punto di forza nella profondità e qualità di tutto il suo roster. Undici giocatori veri contro sette. Coach Crespi ha potuto ruotarli con la loro fresca energia. Coach Dell’Agnello ha chiamato tutti i suoi al massimo impegno, compresi Andrea Bartolucci e Diego Terenzi. La Mens Sana Siena può contare sullo sponsor più importante del campionato mentre la Vuelle aveva il suo “potenziale” sponsor fra il pubblico. Corsi e ricorsi della storia. L’avere una squadra di pallacanestro in serie A è motivo di orgoglio per tanti cittadini. Quest’anno l’orgoglio sembra non possa essere affiancato dalla soddisfazione di vincere diverse partite. Così, l’occasione di vivere qualcosa di grande rispetto ai livelli di vita provinciale viene delusa. Per questo tanti tifosi rischiano, prima l’infarto e poi l’apatia. Eppure basterebbe poco, ancora uno o due acquisti azzeccati. Per esempio, qualcuno fra il pubblico si domandava: che fine ha fatto il cestista croato Rok Stipcevic? Questa nostra città e la sua squadra sono come descritte da Giuseppe Mari nel libro “I pivots nani di basket town”. Basket town siamo noi pesaresi, anche senza pallone. Chissà che, come nel mito di Davide e Golia, Pesaro non possa fare altrettanto con le “grandi” città.   Sarebbe bello poter tornare alla pari, almeno per il basket, con città come Siena, Varese, Milano.

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