Taglio e piega in nero: beccate due parrucchiere abusive

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6 novembre 2013

Una delle due parrucchierie abusive scovate

Una delle due parrucchierie abusive scovate

FANO – Continua senza sosta la lotta all’abusivismo da parte della Guardia di finanza: due le parrucchiere in “nero” individuate dalla compagnia di Fano. Sono complessivamente cinque, con quelle di estetista, le attività abusive scoperte nel corso del 2013, con un recupero di base imponibile per circa 370 mila euro.

Le Fiamme Gialle della Compagnia di Fano, nel corso di mirati interventi rientranti nel più ampio dispositivo di controllo economico del territorio, hanno individuato due donne che esercitavano in modo illegale l’attività di acconciatrici nelle rispettive abitazioni, dove avevano allestito un vero e proprio salone, dotato di ogni attrezzatura necessaria a tale scopo.

Una volta identificate, si è poi scoperto che una delle due interessate aveva chiuso la propria partita I.V.A. nel 2010 ma aveva continuato ad effettuare le proprie prestazioni di parrucchiera come se nulla fosse; nel frattempo, aveva omesso di dichiarare i propri redditi sin dal 2008.

La seconda, invece, aveva pensato bene di rimanere completamente sconosciuta al fisco, anche se aveva un significativo giro di clientela i cui nominativi, con i rispettivi appuntamenti, erano stati registrati sulle agende che i finanzieri hanno rinvenuto al momento dell’accesso effettuato nel locale utilizzato come salone.

L'altro locale dove lavorava la parrucchiera in nero

Immagine dell’altro locale dove lavorava una parrucchiera in nero

In entrambi i casi, tuttavia, i militari hanno riscontrato l’esistenza di tutta l’attrezzatura idonea, come poltroncine posizionate di fronte alle rispettive specchiere, carrelli porta bigodini, caschi professionali asciugacapelli, postazioni lava testa, spazzole, pettini, forbici,  phon e prodotti di ogni genere. In una delle attività attenzionate era stata installata anche una macchina del caffè utile ad intrattenere i clienti in modo confortevole durante l’attesa del proprio turno.

Nei confronti delle stesse, qualificate come evasori totali, sono state eseguite le conseguenti verifiche fiscali, che hanno consentito il recupero a tassazione di circa 120.000 euro di ricavi e 25.000 euro di I.V.A. non versata all’erario nonché la segnalazione alle autorità comunali per lo svolgimento abusivo dell’attività artigianale.

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