Autotrasporto, dalla legge di stabilità danni al settore. Camionisti pesaresi domenica ad Ancona

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8 novembre 2013

PESARO – Una doccia gelata sui primi, timidi, segnali di ripresa per l’autotrasporto marchigiano. Sarebbe questo, secondo la Cna Fita,  l’effetto delle disposizioni previste nella legge di stabilità sulla riduzione dei crediti d’imposta per il gasolio da autotrazione, la riduzione delle agevolazioni, la riduzione degli stanziamenti a favore dell’autotrasporto, che scendono da 400 a 330 milioni di euro.

“Nei primi nove mesi dell’anno – afferma il responsabile provinciale CNA-Fita Riccardo Battisti – malgrado la scomparsa di 168 imprese di autotrasporto a fronte di sole 27 iscrizioni all’Albo, il fatturato delle 4.242 imprese marchigiane dell’autotrasporto, secondo i dati del Centro Stud CNA, è aumentato di quasi il 10 per cento, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e sono cresciuti anche gli investimenti ma questo aumento di attività viene messo a rischio dai tagli previsti dal Governo per il settore. Per questo abbiamo predisposto alcune proposte di modifica alla legge di stabilità che la Senatrice Camilla Fabbri ha recepito e presentato alla Commissione Industria sotto forma di emendamenti”.

Il contenuto degli emendamenti sarà illustrato ai camionisti pesaresi dalla senatrice Camilla Fabbri alla Cna Fita delle Marche in occasione dell’Assemblea regionale dell’associazione, che si terrà domenica 10 novembre alle ore 10 la “Sala Drudi” della Cna Marche, in via Totti 4 ad Ancona.  All’iniziativa parteciperà Cinzia Franchini, presidente Cna Fita nazionale.

In particolare si tratta di riportare da 330 a 400 i milioni di euro a favore delle imprese dell’autotrasporto, “indispensabili” sostiene la Cna Fita Marche “per contrastare la crisi del settore con strumenti strutturali, anche di tipo economico, per ottimizzare il lavoro, aumentare l’efficienza, stabilire relazioni di sistema, fare rete”.

Si chiede anche una diversa ripartizione delle agevolazioni che garantisca gli stessi importi stanziati nel 2013 per la riduzione dei premi assicurativi Inail, dei contributi al Sistema sanitario e delle spese non documentate. Tutte agevolazioni che riguardano la generalità delle imprese operanti nel settore mentre dal rimborso dei pedaggi autostradali sono esclusi i veicoli Euro 0 ed Euro 1 che rappresentano una notevole percentuale del parco veicolare in circolazione. Inoltre il 40,2 per cento degli autotrasportatori percorre brevi tratte inferiori ai 50 chilometri e quindi è difficilmente interessato da questa agevolazione.

Infine la Cna Fita chiede di non ridurre il credito d’imposta sul gasolio per autotrasporto perché “già con il credito d’imposta l’Italia occupa il settimo posto tra i 27 Paesi dell’Unione Europea con il prezzo del gasolio più caro (1,49 euro  di cui 0,70 di imposte). Senza credito d’imposta l’Italia salirebbe al secondo posto con un costo del gasolio di 1,71 euro di cui 0,91 di imposte. E potremmo scordarci ripresa e ritrovata competitività del settore. Pertanto, sostiene la Cna Fitain assenza di un radicale ripensamento sul taglio delle accise sarà proclamato il fermo nazionale dell’autotrasporto. Una decisione in tal senso sarà presa il 14 novembre.

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