Urbino, le idee di Rete Imprese Italia contro l’abbandono del Centro storico

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8 novembre 2013

URBINO – Contro la desertificazione del centro storico di Urbino scendono in campo le associazioni di categoria aderenti a Rete Imprese Italia. La questione dei locali commerciali sfitti e dello stato di abbandono in cui versano alcuni immobili del centro storico è stato infatti l’oggetto di un incontro tenutosi nei giorni scorsi tra gli assessori del Comune di Urbino Attilio Fini (alle attività produttive), e Maria Clara Muci (al bilancio), con i rappresentanti delle imprese. Da un censimento effettuato – secondo i rappresentanti delle associazioni che aderiscono a Rete Imprese Italia (CNA, Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato) – si stima infatti che siano almeno 35 nel solo centro storico (7 in via Raffaello; 8 in via Bramante; 4 in via Battisti; 10 in via Mazzini; 6 in via Veneto), i locali ad uso commerciale e/o artigianale, attualmente sfitti. Una situazione che denuncia uno stato di progressiva desertificazione e del successivo  pericolo di degrado del centro storico, un tempo cuore pulsante della vita cittadina ed immagine della città nel mondo e proprio per questo nominato dal 1998 dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Ed è proprio per questo che Rete Imprese Italia ha formulato una serie di proposte per cercare non solo di arginare ma di risolvere questa situazione attraverso la creazione di un vero e proprio Protocollo d’intesa con l’Amministrazione comunale. Questo partendo da una considerazione.

Roberto Annibali, presidente CNA di Urbino nonchè presidente di turno di Rete Imprese Italia-Urbino

Roberto Annibali, presidente CNA di Urbino nonchè presidente di turno di Rete Imprese Italia-Urbino

“Riteniamo di fondamentale importanza – dice il presidente della CNA di Urbino, nonché presidente di turno di Rete Imprese Italia, Roberto Annibali – il ruolo delle piccole imprese artigianali e commerciali nel tessuto produttivo locale.  Ed è proprio per promuovere e sostenere la creazione di nuove imprese che arricchiscono il territorio sotto il profilo sociale, culturale ed economico, che abbiamo presentato al Comune alcune proposte operative volte ad agevolare l’utilizzo di unità immobiliari ad uso artigianale e commerciale per la nascita di nuove attività d’impresa”. Tra le proposte che dovranno essere contenute nel Protocollo d’intesa, Annibali suggerisce l’introduzione di canoni di locazione calmierati: potrebbe essere presa in considerazione ad esempio l’ipotesi di una suddivisione in zone della città in cui sia possibile prevedere fasce di affitto calmierate rispetto al valore massimo di mercato. Ed ancora. Prevedere per i proprietari degli immobili che concedono in locazione negozi e botteghe artigiane un’agevolazione sull’Imu”. Rete Imprese Italia suggerisce poi di prevedere la possibilità di supportare questo provvedimento con l’istituzione di un fondo di garanzia finanziato con risorse messe a disposizione dai vari attori presenti nel territorio (nell’ esame di provvedimenti simili adottati in altre città il fondo è partito con una consistenza di 30.000 euro); un fondo che verrebbe costituito a garanzia del proprietario per le eventuali inadempienze del conduttore (mancato pagamento del canone nei primi tre anni di durata del contratto sino ad un massimo di sei mensilità)”.  Entrando più nel merito le associazioni propongono di sostenere la creazione di nuove imprese artigianali ed enogastronomiche tipiche; attività che possono costituire una prospettiva lavorativa in particolare verso giovani. Intento dell’operazione è anche quello di rafforzare il rapporto con il mondo dell’istruzione di indirizzo artistico secondario e superiore, eccellenza della città di Urbino, sostenendo anche percorsi formativi indirizzati a tali soggetti. “A questo proposito aggiunge Roberto Annibali – abbiamo preso contatto con la Scuola del Libro di Urbino al fine di rilevare, attraverso un’azione di orientamento, i fabbisogni di coloro che in prossimità della conclusione del percorso di studi, immaginano il loro futuro in attività d’impresa nella città di Urbino”. Ma Rete Imprese Italia si spinge oltre e propone l’individuazione di una “Via degli Artisti” attraverso una selezione di realtà produttive dell’artigianato nell’intento di creare un percorso con un’offerta di altissimo livello. “Nella promozione di questa azione – conclude Annibali – i proprietari degli immobili  debbono sentirsi parte attiva nel permettere alla città il mantenimento di attività tipiche e tradizionali rimarcandone il valore culturale e sociale”. A fronte di queste proposte gli amministratori presenti all’incontro si sono dimostrati disponibili a recepire le indicazioni di Rete Imprese Italia concordando sulla necessità di sollecitare l’adozione di politiche atte sostenere la micro impresa artigianale e commerciale cercando di contrastare  il fenomeno della chiusura di attività e l’impoverimento del centro storico.

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