Anna Frank, i genitori riuniti in Comitato: “No al frazionamento dell’edificio per dar vita a una scuola media”

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9 novembre 2013

Dal Comitato Genitori Scuola Elementare “Anna Frank” riceviamo e pubblichiamo il seguente comunciato:

 

Scuola Anna FrankSANTA MARIA DELLE FABBRECCE – In questi giorni sulla stampa locale è stata resa pubblica la questione della scuola elementare “Anna Frank” di Santa Maria delle fabbrecce, dove un gruppo di genitori, da poco costituitosi Comitato, ha sollevato non pochi dubbi sulla realizzazione di una scuola media all’interno della scuola elementare. Si tratta infatti di un vero e proprio frazionamento di una parte interna all’edificio, dove aule ed altri spazi destinati in origine alla scuola elementare sono stati sottratti per ospitare una sezione (tre classi) di scuola media. Tutto è cominciato circa due anni fa, quando circolava per i vari plessi del distretto scolastico “Elio Tonelli”, una petizione dove si chiedeva ai genitori di firmare per una scuola media nel quartiere. La petizione ha avuto successo, peccato però che la scuola in questione non è nata nel quartiere ma è nata, come già descritto, attraverso un semplice frazionamento, dentro il plesso della scuola elementare “Anna Frank”. Tutto questo ha inevitabilmente portato ad una serie di cambiamenti che ha sacrificato gli spazi esistenti. Ad esempio uno dei locali mensa ora ospita una classe (sempre delle elementari) e per far fronte alla diminuzione di posti mensa è stato sacrificato quello che era il laboratorio di scienze, decisamente più piccolo rispetto alla parte destinata all’aula. Fra l’altro emergono dubbi sulla locazione di una classe all’interno della mensa, in particolare per quanto concerne l’aspetto sanitario. I servizi igienici all’interno del plesso non sono aumentati ma sono stati divisi per quelli che erano già presenti, ed un aumento dell’utenza rischia di creare disagi legati all’attesa. Ed ancora, bisognerà gestire la convivenza fra bambini delle elementari e alunni della media, senza contare che è presente anche un asilo. L’incognita di un decadimento dell’offerta formativa, (diversi progetti sono già stati abbandonati, come ad esempio il progetto musica e teatro), il tema della sicurezza (piano antincendio, uscite di emergenza) la regolamentazione della viabilità intorno alla scuola che non garantisce l’incolumità non solo dei bambini, sono gli argomenti in discussione oramai da diverso tempo a cui non si trova risposta mentre si pensa ad aumentare indiscriminatamente l’utenza. I genitori che hanno sottoscritto la petizione lo hanno fatto perché veniva chiesta una scuola nel quartiere e non per creare difficoltà alla vita scolastica dei loro stessi figli, in una scuola già alle prese con una serie di problemi senza il bisogno di aggiungerne altri. E’ dall’anno scorso che cerchiamo interlocutori, ma non c’è dialogo: si continuano a fare i lavori internamente alla scuola usando i soldi dell’ordinaria manutenzione della scuola elementare mentre gli scolari non ne possono fruire, piuttosto vengono lasciati vuoti spazi e risorse inutilizzate (v. Lavagna multimediale acquistata con i soldi del contributo volontario dei genitori che giace in un’aula vuota). Questa gestione del plesso è disagevole, comprime i tempi di vita degli scolari quando proprio non ce ne sarebbe bisogno. Il progetto pedagogico è debole: una sola classe di scuola media in una struttura, totalmente inadeguata ad accogliere dei preadolescenti, isolati dai loro coetanei e con tutte le incertezze rispetto a quali saranno gli insegnanti che per poche ore potranno insegnare nella futura scuola/classe. Come potrà l’offerta formativa essere paragonata a qualsiasi vera scuola media del territorio? (non c’è un’aula magna, tutte le strutture sono a misura di bambini, il laboratorio informatico versa in condizioni disastrose…). Sarebbe inevitabilmente di serie B. Il progetto non convince mentre le conseguenze negative sono già tutte evidenti: già l’anno scorso non sono state raccolte iscrizioni sufficienti per poterlo avviare, ma si insiste riproponendo anche quest’anno una pseudo scuola che al massimo, in un quartiere popoloso e cresciuto a dismisura negli ultimi anni, potrà accogliere non più di 30 ragazzi e ragazze. Che senso ha? Se la richiesta della cittadinanza sta così a cuore alle istituzioni locali perché non ricominciano da lì, perché non pensano davvero ad una nuova scuola nel quartiere senza danneggiare quello che già esiste. Si tratta di beni comuni, di soldi di tutti che oggi più che mai vanno spesi bene evitando inutili sprechi; si tratta della scuola, del suo valore. Cominciare tanto per cominciare non basta, non è sufficiente non è accettabile di questi tempi di scarse risorse. Bisogna cominciare bene, offrendo reali opportunità, scommettendo nella scuola quella vera, rispettandola. Questo è il cuore delle nostre richieste. Siamo molto preoccupati, ci sono problemi mai risolti nel plesso scolastico, vengono prese decisioni senza che le famiglie vengano informate e la situazione intanto peggiora sotto gli occhi di tutti e il valore aggiunto ci sfugge.

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