Marquez fa il marziano a Valencia. Giro record e pole position, Lorenzo (furioso) è secondo. Bravo Vale, che chiude quarto. LE INTERVISTE AUDIO

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9 novembre 2013

VALENCIA (Spagna) – Il marziano è sceso sulla Terra, ha guardato chi gli stava attorno, ha preso le misure e ha piazzato la zampata mandando in visibilio i 120 mila spettatori che hanno preso d’assalto Valencia (erano anni che non si vedeva un pubblico simile al Ricardo Tormo) per gioire dello strapotere spagnolo in MotoGp.

Moto

Marquez quindi non fa e non farà calcoli: come è giusto che sia e come deve fare un aspirante al titolo mondiale. Qui non stiamo parlando del suo manager (Emilio Alzamora,  per capirci) unico al mondo capace di vincere un campionato del mondo nel 1999 senza vincere neppure una gara, mandando fuori dai gangheri il povero Melandri che invece di gare in quell’anno ne aveva vinte 5: qui stiamo parlando di un pilota alla classe pura, che soprattutto non fa calcoli, che non soffre di “braccino corto”, che tira a campare facendo il ragioniere. Marquez è di quella specie (per fortuna non in via di estinzione) che martella sempre e comunque, che non si tira indietro se c’è da battagliare, che dà il massimo perché in testa ha una solo idea fissa: vincere.

E più gli dicono al muretto di prendersela comoda, più lui fa spallucce tira dritto per la sua strada. Anche oggi è stato così: visto il tempo stabilito da Lorenzo, che aveva abbassato il suo record del mattino, Marc è sceso in pista e a pochi minuti dalla fine ha spaventato Valencia con un crono mostruoso: 1’30”237.

Basterà domani? Forse sì, ma andiamoci piano, perché Lorenzo che era inferocito a pochi minuti dal termine per via di un problema ai freni sulla moto migliore cui è seguito un problema di motore (sempre sulla stessa moto)  che in queste ore i tecnici cercano di capire e risolvere, ha comunque effettuato nell’FP4 un long run di 19 giri sui tempi incredibili di 1’31”3 che se ripetuti domani potrebbero mettere in seria crisi anche lo stesso Marquez. E gli altri? Pedrosa in prima fila, come a proteggere Marquez (ma chi ci crede?), 4° tempo per Valentino Rossi e seconda fila (ma anche lui ad aiutare Lorenzo non ci pensa proprio) gli unici in grado di dire la loro in questo Gp, anche se ormai pare assodato che i primi due faranno gara a sé con la prevedibile corona sulle spalle di Marquez. Che, detto tra noi, il titolo se lo meriterebbe tutto e che sarebbe arrivato anche prima se il suo team non si fosse complicata la vita con quella pazzesca decisione in Australia di farlo rientrare un giro dopo il consentito.

Ma adesso vediamo, minuto per minuto, l’evolversi delle prove.

 

FP4. Pronti via e Valentino sceglie subito la gomma dura, setta le due moto in modo uguale e va in pista per fare delle comparazioni. Ma al primo giro utile il più veloce è Lorenzo che piazza subito un 1’31”981 davanti a Rossi, per poi scendere a 1’31”643 con mezzo secondo di vantaggio su Rossi. Arriva Marquez e mette tutti d’accordo al terzo giro: 1’31”483. Quarto giro: Lorenzo non ci sta e torna primo con due millesimi di vantaggio su Marquez. Rossi e Crutchlow sono già a mezzo secondo al 5° passaggio quando Marquez torna primo per poi rientrare ai box.

Mentre Marquez è fermo succede un po’ di tutto: Lorenzo torna al comando con 1”31”313, (20 millesimi meglio di Marc) Pedrosa sale al 3° posto e precede Rossi (sei decimi) poi Bradl, Bautista, Crutchlow, Hayden, Dovizioso e Smith. Quindi Iannone e Pirro.

A otto minuti dal termine della prova, tornano tutti in pista dopo aver proceduto ai settaggi che, si spera, possano portare a una soluzione ottimale. Valentino si migliora, scende a 322 millesimi (gomma morbida) mentre Lorenzo ne approfitta per inanellare un long run di 19 giri con tempi impressionanti sul giro con la gomma dura, tutti sul 1’31”3. Incredibile. A 3’ dal termine Rossi piazza due caschi rossi e chiude terzo in 1”31”339, a 30” dalla fine Marquez ci prova ma un po’ rallentato da Iannone non riesce a chiudere al comando. La classifica: Lorenzo, Marquez, Rossi, poi Pedrosa Crutchlow, Bradl, Bautista Smith Dovizioso, Hayden.

Q1. E’ il momento di vedere chi saranno i due piloti promossi al Q2 tra Edwards, Aoyama Barbera, Petrucci, De Puniet Scassa, Iannone, Espargarò, Bauer, Cudlin, Pirro, Pesek, Staring, Hernandez, Laverty e Corti. La logica dice che sarà lotta a tre tra Iannone, Espargarò e Pirro. Quest’ultimo si autoelimina subito finendo per terra al terzo giro mentre Barbera e Corti (che per dovere di cronaca ancora non ha una moto per l’anno prossimo dopo essere stato appiedato dalla NGM che gli ha preferito la coppia Pol Espargarò Edwards) fanno i tempi migliori.

Ma a 2’ dal termine cambia di nuovo tutto e in poco tempo: Iannone, che finora era stato a guardare, piazza la zampata vincente, vola al comando e chiude davanti a un magnifico Petrucci: entrambi raggiungono i big nelle qualifiche finali

Q2. Ci siamo, stanno per iniziare le ultime qualifiche della stagione, quelle che decideranno lo schieramento di partenza e probabilmente anche il vincitore domani del Gp e del mondiale.  Ritocchi sulla moto di Marquez, dove cambiano le molle della forcella, presumibilmente per le gomme morbide che hanno bisogno di una forcella più rigida. Marc entra per ultimo, Lorenzo per primo: sfide ravvicinate quindi neanche a parlarne, per loro parleranno i tempi sul giro.

Comincia Lorenzo che al primo giro utile scende a 1’30”645 meglio del tempo di Marquez del mattino (nuovo record della pista) e rientra subito ai box a parlare con Ramon Forcada,  perché non è contento! Marquez però è allucinante: ha due decimi di vantaggio e chiude con un tempo strepitoso ma dietro a Lorenzo di 145 millesimi. Terzo si piazza Marquez davanti a Pedrosa e Rossi (650 millesimi da Lorenzo).

Mancano 7 minuti e la sensazione che il meglio debba ancora venire. Torna in pista Marquez seguito da Lorenzo, che inferocito fa solo un giro e torna dentro smoccolando il giusto e cambiando moto. Motivo: non contento dei freni, questo il motivo della discussione con  Forcada ma evidentemente non è stato trovata la soluzione perché nel frattempo è subentrato un problema al motore, come spiegato da Lorenzo nelle interviste a fine prova.

A 2’ dalla fine ecco sua maestà Marc Marquez: tutti caschi rossi, un tempo mostruoso che chiude in 1’30”237 e rifila la bellezza di 408 millesimi (!) a Lorenzo che precede Pedrosa (a 509) quindi Rossi (a 683) e poi Smith e Crutchlow.

Tempo scaduto e classifica finale: Marquez, poi Lorenzo (a 340) e Pedrosa. Seconda fila aperta da Rossi con Crutchlow e Smith. Terza fila per Bautista (caduto all’ultimo giro), Bradl e Dovizioso, quarta fila per Hayden, Iannone e Petrucci. Gli altri italiani? Corti ottimo 15°, Pirro 17° cassa 22°.

Appuntamento a domani per i fuochi d’artificio!

 

Classifiche MotoGp

 

Pos. Num. Pilota Nazione Team Moto Tempo

Gap 

1 93 Marc MARQUEZ SPA Repsol Honda Team Honda 1’30.237
2 99 Jorge LORENZO SPA Yamaha Factory Racing Yamaha 1’30.577 0.340
3 26 Dani PEDROSA SPA Repsol Honda Team Honda 1’30.663 0.426
4 46 Valentino ROSSI ITA Yamaha Factory Racing Yamaha 1’30.920 0.683
5 35 Cal CRUTCHLOW GBR Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 1’31.113 0.876
6 38 Bradley SMITH GBR Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 1’31.201 0.964
7 19 Alvaro BAUTISTA SPA GO&FUN Honda Gresini Honda 1’31.594 1.357
8 6 Stefan BRADL GER LCR Honda MotoGP Honda 1’31.638 1.401
9 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Ducati Team Ducati 1’31.718 1.481
10 69 Nicky HAYDEN USA Ducati Team Ducati 1’31.870 1.633
11 29 Andrea IANNONE ITA Energy T.I. Pramac Racing Ducati 1’31.963 1.726
12 9 Danilo PETRUCCI ITA Came IodaRacing Project Ioda-Suter 1’33.116 2.879

 

LE INTERVISTE AUDIO

Ecco le interviste audio a Pirro, Marquez, Lorenzo, Dovizioso, Rossi e Pedrosa.

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