Haywoode Workman, ex Scavolini oggi arbitro Nba, incontra Lorenzo Scatigna a Miami e gli racconta: “Voglio portare la mia famiglia a visitare Pesaro”

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10 novembre 2013

Haywoode Workman e Lorenzo Scatigna nel grande palasport di Miami

Haywoode Workman e Lorenzo Scatigna nel grande palasport di Miami

PESARO – Haywoode Workman è un incredibile protagonista nella storia della pallacanestro. Anzi, una rarità. Dopo avere studiato a Oral Roberts, fu scelto dagli Atlanta Hawks, ma dopo poche partite passò a Topeka, in Cba. Quindi il ritorno in Nba, a Washington, che allora – 1990/91 – era ancora Bullets. Poi la grande scelta di crescere in Italia, con il buon contratto offertogli dalla Scavolini, con cui disputò due stagioni, prendendo il posto di Darwin Cook. La prima davvero fenomenale, conclusa con la vittoria della Coppa Italia, ma anche le amare sconfitte nella finale scudetto (con la Benetton) e in Coppa Korać (contro la Virtus Roma). Fortissimo atleticamente, un suo “coast to coast” diventò la sigla delle dirette televisive della Rai.

Fra tanti giocatori che arrivavano con la puzza al naso, convinti di capitare chissà dove, Workman fu una bella eccezione: attento, curioso, con tanta voglia di conoscere la nuova realtà. Già le prime sere a Pesaro, pur non capendo l’italiano, andava al cinema con i compagni di squadra.

Dopo la difficile seconda stagione, quella che passerà alla storia per la rinuncia a Daye per firmare Henry James e mollarlo subito, Haywoode tornò negli Usa, nella Nba, per giocare altre stagioni (1993/99) con gli Indiana Pacers, poi ai Milwaukee Bucks e ai Toronto Raptors. Quindi la fine della carriera di giocatore in Israele. Poi il salto… il grande salto, da giocatore ad… arbitro.

Spero di non sbagliare, ma credo siano solo due gli ex diventati fischietti!

Haywoode è uno. Sabato sera ha arbitrato, con la consueta maglia numero 66, insieme con i colleghi Bill Spooner e  Derrick Collins, la partita tra i campioni in carica, i Miami Heat, e i Boston Celtics, che hanno espugnato l’American Airlines di South Beach con un canestro incredibile (tripla) a fil di sirena di Jeff Green.

All’American Airlines era presente Lorenzo Scatigna, che ha incontrato Workman a fine partita. Haywoode lo ha salutato con piacere e gli ha raccontato che confida di portare presto a visitare Pesaro e altre città italiane la moglie e i figli adolescenti, che erano con lui a Miami.

Pesaro è ancora nella sua mente e nel suo cuore.

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