Marquez è il più giovane campione del Mondo della storia: Lorenzo vince davanti a Pedrosa e Marc. Rossi, quarti di nobiltà

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10 novembre 2013

Marc Marquez è stato onesto e soprattutto di parola: ieri in conferenza stampa aveva candidamente ammesso che questo mondiale poteva perderlo solo lui, per come si erano messe le cose in questo combattutissimo campionato. Lui non ha sbagliato nulla ed è finita come aveva detto.

Ma c’è di più: ieri aveva addirittura previsto come sarebbe finita la gara: “Vince Lorenzo, poi Pedrosa e terzo io”: magari tra un paio di decenni, quando avrà smesso di correre e vincere su tutte le piste del mondo, Marquez avrà un futuro da mago, perché non c’era mai capitato di sentire un pilota azzeccare il pronostico in questo modo. E credetemi, non era affatto facile, soprattutto pensando a come sono andate le cose in pista.

Lorenzo, fino a pochi minuti dal via, aveva in testa una strategia ben precisa: partenza e fuga e gli altri dietro a scannarsi tra di loro. Poi, dopo un meeting con il suo capotecnico Ramon Forcada, ecco il repentino cambio di idea: partenza lenta, anzi lentissima, per tenere tutti più stretti, vicini, nella speranza da una parte di innervosire Marquez, poco avvezzo al corpo a corpo quando si è tutti in gruppo, e nel contempo sperare che Valentino Rossi o Bautista potessero inserirsi nella bagarre e quindi dare una mano a Lorenzo.

E al via, per dieci giri è stato proprio così: dopo aver assistito a prove sul giro per tutto il weekend sul passo di 1’31” basso, ecco che Lorenzo, il più lesto al via a prendere il comando, comincia a girare in 1”32! E gli altri? Tutti dietro a lui, in fila indiana, in una di quelle “meline” come le ha definite Max Biaggi come non se ne vedevano da anni. Ebbene, in un trenino così lento Valentino Rossi e Bautista non sono riusciti neppure ad avvicinarsi a lui Pedrosa e Marquez. Jorge, pur di restare in testa, non disdegna il gioco duro, con un paio di entrate pesanti su Pedrosa (che lo passava in rettilineo) fino al momento in cui lo costringe anche a rialzare la moto dopo avergli sdrucito la tuta con una ruotata Manovra che finisce sotto inchiesta a fine gara e della quale Lorenzo in conferenza stampa e appena arrivato al parco chiuso si scusa con Pedrosa.

In quel momento, Marquez ne approfitta per balzare al comando, ma non ci resterà per molto: Lorenzo lo ripassa e girandosi indietro e vedendo che anche su quel ritmo blando nessuno ne approfittava, ha preso la decisione definitiva del tipo: “Ragazzi, sapete cosa vi dico? Arrivederci e grazie. Mondiale addio, pensiamo ad andare a vincere la gara e arrivederci al prossimo anno”.

Deve essergli costata tanto una decisione del genere, ma occorre ricordare che la fortuna non è stata dalla parte di Jorge quest’anno: pensate alla pazzesca decisione in Olanda, di partire, tornare a Barcellona, farsi operare alla clavicola e tornare in pista il giorno dopo per arrivare 5°. E’ caduto meno di Marquez in questa stagione ma più rovinosamente del giovane rookie.

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Quando mancano 10 giri alla fine, il risultato è già bello deciso: Marquez si stacca sempre più da Lorenzo, si fa avvicinare da Pedrosa e poi, con un gesto della mano sinistra gli dice di passare. Lui, tranquillo tranquillo, visto che Rossi veleggia a oltre 4”, si accontenta di salire sul podio e diventare, a 20 anni e 266 giorni, il più giovane campione del mondo della storia. Se Valentino è la storia del motociclismo moderno (come lo fu prima di lui Giacomo Agostini), Marquez rischia di diventare la storia del motociclismo del futuro: veloce, rapido nelle decisioni, capace di capire il limite suo e della sua moto, anche a costo di andare qualche volta sopra le righe, ha tutto per diventare protagonista negli anni.

Simpatica la battuta di Valentino a chi gli chiedeva se Marquez può ancora migliorare: “Speriamo non tanto” ha risposto. Altrimenti, aggiungiamo noi, che cosa ci stiamo a fare noi, qui? Coraggio Valentino: finita l’era Burgess è ora di guardare avanti. E di ricominciare a vincere!

 

Classifica della gara

1-Lorenzo 46’10.302

2-Pedrosa a 3”934

3-Marquez a 7”357

4-Rossi a 10”579

Classifica mondiale

1-Marquez 334

2-Lorenzo 330

3-Pedrosa 300

4-Rossi 237

 

I NUMERI DI MARQUEZ

 

6 vittorie: Austin, quattro di fila a Sachsenring, Laguna Seca, Brno e Indianapolis e l’ultima a Aragon

 

5 secondi posti : Jerez, Assen, Silverstone, Misano e Sepang.

 

4 terzi posti: Qatar, Le Mans, Montmelò e Valencia.

 

9 pole position: Austin, Le Mans, Sachsenring, Indianapolis, Silverstone, Misano, Aragon, Sepang e Valencia.

 

11 volte il giro veloce: Qatar, Austin, Mugello, Montmelo, Sachsenring, Laguna Seca, Indianapolis, Brno, Misano, Sepang e Motegi.

 

3 triplette (vittoria, pole e giro veloce): Austin, Sachsenring e Indianapolis.

 

Tre titoli mondiali di carriera: 2010 (125) -2012 (Moto2) e 2013 MotoGP.

 

2019 km percorsi in gara.

 

5876 km percorsi durante le prove dei weekend di gara.

 

4.077 km percorsi nei test pre-campionato (e cadendo dalla stagione).

 

Moto2. Solo un accenno alla classe Moto2, quella che non doveva decidere nulla, visto che Pol Espargarò aveva già vinto il titolo. Vittoria di Terol, davanti a Torres e a Zarco al fotofinish su Corsi. Ed Espargarò? Per terra, quando era al comando con un vantaggio enorme. La voglia di strafare lo ha fatto sbagliare. Da segnalare invece a magnifica gara di Franco Morbidelli che ha chiuso 17° dopo essere stato a lungo nei punti. Per lui una gara magnifica e tanta esperienza in più per il futuro

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