Per amore di questa città. Secondo Carlo Pagnini

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11 novembre 2013

PESARO – I pesaresi, spesso, criticano la propria città ma lo fanno solo per amore. Carlo Pagnini, il noto poeta dialettale, ha narrato questo modo di essere dei pesaresi in un suo componimento. Ve lo propongo in un testo liberamente tradotto dall’originale in vernacolo:

 

“Non te la prendere se i tuoi figli ti sgridano, fanno il verso della gazza, si lamentano, malignano, si sfogano, alzano la voce, discutono, schiamazzano dietro un angolo, nelle strade o nella piazza. A giudicare, da quanto si affannano, viene da pensare che manca poco che non si scannino. Tu lascia che lo facciano e non fermarli! Tanto, sta’ sicura, che non c’è niente da fare! Poi più si arrabbiano e più tu diventi bella! Molti ti stimano una vera modella: distesa, imponente, accogliente, generosa … da godere, diciamo, come è lo sposo con la sposa. Per questo si tormentano se ti vedono un po’ giù e subito cercano di risollevarti con tantissime proposte e con grandi cambiamenti che, a starli a sentire, sembra che non vada bene niente. Non è sufficiente che ormai tutta la gente di questo mondo ti conosce, ti apprezza e nessuno lo nasconde. Se ti vengono a cercare per avere un po’ di pace, quando devono andare via, tutti sono dispiaciuti; per quello che hanno trovato, per quello che hanno saputo, per quello che tu hai dato loro, per quello che hanno conosciuto. Ma non basta … ci vuole dell’altro! Non puoi rimanere così! Per quelli che si lamentano tu hai solo da cambiare! Però Pesaro, i figli tuoi, che fanno tanto chiasso, fra quasi 100.000, sono quelli che ti vogliono più bene!”

 

Carlo Pagnini sa fa riflettere divertendo, come 100 anni or sono faceva Odoardo Giansanti il nostro Pasqualon.

 

 

 

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