Fano-Grosseto, l’intervento di Savelli (RC): “Impedire lo scempio di tale tracciato è un dovere civico di tutti”

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12 novembre 2013

Renzo Savelli*

In occasione dell’ultimo Consiglio provinciale ho svolto una importante interpellanza su un tema di grande attualità, quello cioè della superstrada Fano-Grosseto.

Purtroppo di tale mio intervento non c’è stata traccia sui massi-media locali sia perché i rappresentanti della stampa non erano presenti in quel momento sia perché l’ufficio stampa della Provincia continua di proposito ad ignorare ogni mia iniziativa, non so se per propria scelta o per altrui disposizioni.

Chiedo pertanto ospitalità per far conoscere il mio intervento e la insoddisfacente risposta avuta dal Presidente, nonché per portare i cittadini a conoscenza di fatti oscurati o dimenticati.

  1. Il tracciato definitivo della Fano-Grosseto è stato scelto alla unanimità dei presenti (Provincia, Regione, Ministero dei Trasporti, ANAS ecc.) nella riunione di Roma del 1999.

Tale scelta è avvenuta sul confronto di tre ipotesi di tracciato preferendo quello considerato da tutti il meno impattante sotto l’aspetto ambientale.

  1. Ricordo infatti che quando si parlava della famosa “bretella” per Urbino avevo sollevato proprio il problema di “dove” essa dovesse partire.

Sulla scorta delle decisioni unanimemente assunte i piani regolatori dei Comuni, attraversati, cioè Fermignano, Urbania, Sant’Angelo in Vado e Mercatello sul Metauro, sono stati necessariamente adeguati.

  1. Per accelerare l’eventuale realizzazione dell’opera l’Ufficio Tecnico della Provincia, in accordo con l’ANAS, ha provveduto a predisporre per i singoli lotti i vari progetti fino a quello definitivo, cioè cantierabile. Tale operazione naturalmente ha avuto i suoi costi.

  2. Poiché fra i primi provvedimenti del Governo Letta c’era stata la scelta di togliere vari miliardi dalle infrastrutture finanziate ma di là da venire per utilizzarli per le opere immediatamente cantierabili ho chiesto/suggerito al Presidente Ricci di muoversi subito per ottenere il finanziamento di almeno un lotto.

Egli ha risposto che ciò non era stato possibile sia perché i nostri lotti non erano cantierabili ( e ciò in contrasto con quanto dichiarato dall’U.T. provinciale), sia perché i soldi erano disponibili solo per le infrastrutture già appaltate, ma poi bloccate per insufficienza di fondi, cioè la “quadrilatero”. Non sono stati citati documenti scritti a riprova di entrambe le affermazioni.

Emergono quindi due altri aspetti sui quali riflettere.

  1. Il Presidente Spacca- di Fabriano- si è sempre disinteressato delle sorti della Fano-Grosseto solo teso a realizzare la famosa “quadrilatero” che riguarda la sua Fabriano, ovviamente con finanziamento pubblico diretto. Per la Fano – Grosseto ha individuato la soluzione della “finanza di progetto” con finanziamento pubblico differenziato (che non viene detto) e con la trasformazione, che a noi non serve, di una superstrada gratuita in una autostrada a pagamento. Grazie Spacca! Ricordiamo che il sottoscritto si è battuto per evitare di pagare il pedaggio come succederà a chi transiterà lungo la quadrilatero.

  2. La società privata ha presentato un progetto che, per risparmiare, ha riproposto uno dei due tracciati già bocciati dal Ministero (+ Regione e Provincia) nel 1999. Questo tracciato, giustamente allora accantonato, spacca la piana di Annibale in due con un impatto devastante, capito già allora e ancor più chiaro adesso alla luce degli studi sul “paesaggio di Piero” della Francesca.

Impedire lo scempio di tale tracciato è un dovere civico non solo degli amministratori (allettati con promesse delle cosiddette “opere compensative”), ma di tutti i cittadini consapevoli che un’opera come la Fano-Grosseto, una volta realizzata male, resterà per sempre.

Dunque facciamo costruire bene la via di scorrimento veloce secondo il tracciato già approvato, sicuri che anche i sindaci non permetteranno la devastazione per proprio territorio con il pretesto dei presunti risparmi.

*Capogruppo RC in Provincia

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