“Abbiamo bisogno di magistrati vivi, non di altri eroi”: Fano col pm Di Matteo

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13 novembre 2013

In piazza per manifestare solidarietaÃÄ al giudice Antonino Di Matteo, minacciato di morte a Palermo

In piazza per manifestare solidarietà al giudice Antonino Di Matteo, minacciato di morte a Palermo

Ettore Marini*

FANO – Oggi abbiamo letto queste parole sul quotidiano La Repubblica: “Di Matteo deve morire. E con lui tutti i pm della trattativa, mi stanno facendo impazzire”. Totò Riina era furibondo qualche giorno fa, dopo l’ultima udienza del processo che sta scandagliando i segreti del dialogo fra Stato e mafia. “Quelli lì devono morire, fosse l’ultima cosa che faccio”, ha urlato il capo di Cosa nostra a un compagno di carcere, e le minacce non sono sfuggite a un agente della polizia penitenziaria. E grande è stata la nostra preoccupazione per il dottor Antonino Di Matteo, e per gli altri Pubblici ministeri che a Palermo stanno portando avanti il cosiddetto “processo sulla trattativa Stato-mafia”, perché questa è solo l’ultima minaccia di altre susseguitesi durante quest’anno.

Sembra di essere tornati indietro di 21 anni, a quel luglio 1992, in cui Paolo Borsellino sapeva che il prossimo a morire, dopo Falcone, sarebbe stato lui. Ma mentre allora il giudice Borsellino si sentiva solo, questa volta non vogliamo che ciò si ripeta, e diciamo, anche noi, come ebbe a dire qualche mese fa Salvatore Borsellino: “Non abbiamo bisogno di altri eroi, ma di magistrati vivi”. Perciò a nome di tutti gli aderenti al Movimento Agende Rosse di questa provincia, voglio esternare tutta la nostra solidarietà al giudice Di Matteo e ai suoi colleghi di Palermo: “Non vi lasceremo soli!”

E pensiamo che anche  il Presidente della Repubblica Napolitano, in qualità di  presidente del Csm, avrebbe il dovere di dire qualcosa a difesa di magistrati che stanno rischiando la vita solo perché fanno il proprio dovere, fino in fondo.

*Coordinatore Movimento Agende Rosse di Pesaro e Urbino
http://agenderossemarche.wordpress.com/

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