Valentina Salvia: “Società, allenatore, compagne: sono contenta della scelta fatta la scorsa estate”

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14 novembre 2013

PESARO – Valentina Salvia, Mvp della quarta giornata, è – incredibile a dirsi vista la giovane età – una delle più esperte del Volley Pesaro. Nata a Cecina, in provincia di Livorno, ennesima toscana del gruppo allestito da Barbara Rossi, cresciuta a Rosignano, a 16 anni va all’Asystel Novara, una delle società più attente alle giovani. Trattandosi di una centrale, ci viene subito in mente l’ex colibrì Martina Guiggi, che dalla Toscana passò all’Asystel, per poi venire a Pesaro. Valentina va a San Donà, in B1, poi a Forlì, in A2, quindi a Scandicci, in B1, infine a Pesaro.

 

“Gli anni a Novara importanti per la crescita”

 

Valentina Salvia, foto tratta da FB

Valentina Salvia, foto tratta da FB

Nella stagioni novaresi, Valentina si è allenata con grandi giocatrici, o comunque ha visto giocare Sara Anzanello, Agüero, Berg, Skowronska, Osmokrović, Barcellini, Cardullo. Oltre che su giocatrici già affermate, Novara puntava molto sulle giovani.

 

Valentina, per lei è stata un’occasione di crescita o un’occasione persa?

 

“Sicuramente sono stati i due anni che mi hanno permesso di crescere di più. A livello giovanile abbiamo raggiunto una finale nazionale e vinto la Girl League. Eravamo un bel gruppo, siamo state due anni insieme, lo considero un bel modo di crescere”.

 

“Dopo la delusione, il piacere di giocare a Pesaro”

 

La scorsa stagione a Scandicci, in B1, 20 vittorie e 5 sconfitte, poi la delusione dei playoff con due sconfitte al tie-break con Caserta…

 

“Una stagione che ci ha lasciato l’amaro in bocca, perché potevamo fare meglio, secondo me. Però, sono dell’idea che alla fine ognuno raccoglie quel che semina…”.

 

Poi, in estate, lei ha scelto di giocare a Pesaro, in quella squadra che pure era arrivata undicesima nella stagione regolare del girone C vinto da Scandicci. Non le è sembrato un passo indietro?

 

“Intanto, Pesaro mi è sempre piaciuta, perché quando ero a Forlì ci sono venuta spesso per disputare amichevoli con la Scavolini. Inoltre sapevo che era allenata da Matteo Bertini e la società era buona. E’ stata un’ottima scelta, perché tutto quanto di buono era a mia conoscenza è stato confermato dai fatti: a Pesaro si lavora benissimo e si sta molto bene. Non posso che essere molto contenta della scelta”.

 

“Calendario favorevole, ma prime grazie al lavoro”

 

Una squadra nuova, non solo nel nome. Della precedente sono rimaste solo Fiesoli, Boriassi e Micheletti. In questi casi, di solito ci vuole tempo per conoscersi, capirsi, intendersi. Invece siete prime, con quattro vittorie: brave voi, bravo il coach, o calendario favorevole?

 

“Finora abbiamo avuto un calendario abbastanza favorevole, ma sabato inizia un capitolo nuovo, perché ci attende uno scontro diretto contro una delle seconde, Perugia. Però, a prescindere dal calendario, stiamo lavorando molto bene e c’è un bel gruppo. Secondo me è per questo che siamo prime”.

 

Dopo le prime partite, Bertini sottolineava che dovevate crescere nel gioco al centro. Sabato scorso lei è stata la migliore in campo, attaccando con il 70 per cento. E ha fatto bene anche Boriassi. E il vostro coach spiegava che i vostri primi tempi, molto anticipati, hanno bisogno di una ricezione più che positiva.

 

“Per rendere più efficace il nostro gioco è fondamentale che il centrale anticipi, evitando che le avversarie abbiano punti di riferimento. Il passaggio ritardato consentirebbe di leggere il nostro gioco e di prendere le misure ai nostri attacchi. Stiamo lavorando tanto al centro per aiutare i posti 4 e di conseguenza rendere la nostra squadra meno prevedibile”.

 

Sabato siete attese da due clienti niente male, le sorelle Cruciani, centrali perugine, che lei sicuramente conosce bene…

 

“Le ho affrontate l’anno scorso, sono una coppia di valore. Ci attende una bella sfida”.

 

Dalle ginocchiere a 7 anni all’Accademia di Belle Arti

 

Perché ha scelto la pallavolo?

 

“ A sette anni ho messo le ginocchiere e le ho ancora”.

 

Il volley rappresenta il suo futuro o è un intermezzo importante?

 

“Gioco a pallavolo, ma allo stesso tempo studio. Vorrei cercare di portare avanti entrambi gli impegni”.

 

Gioca e studia, studia e gioca. L’intervista è realizzata mentre Valentina torna a Pesaro da Rimini.

 

“Dove frequento l’Accademia di Belle Arti, studio design”.

 

Dagli schemi di gioco, alla creatività. Complimenti! Ma anche un grande impegno.

 

“Che assolvo molto volentieri, perché mi piacciono entrambi”.

 

Il suo obiettivo personale, nel volley?

 

“Mi piace stare sempre con i piedi a terra e guardare anno per anno. Quindi, posso rispondere solo per la stagione in corso. Visto che le mie compagne, tutte giovani, mi chiamano “la vecchietta”, anche se ho 23 anni, è crescere insieme con loro”.

 

Quello di squadra?

 

“Togliersi più soddisfazioni possibili. Come ho detto già, preferisco non guardare troppo avanti. Tireremo le somme a fine stagione”.

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