Decreto stabilità, il dietrofront del Pd sulla sdemanializzazione delle spiagge non piace a Oasi Confartigianato

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15 novembre 2013

PESARO – La proposta di emendamento al “decreto stabilità”, finalizzata a sdemanializzare l’area della spiaggia sulla quale insistono il capanno centrale e le singole cabine spogliatoio, non è passata. L’idea, condivisa inizialmente da tutte le forze di maggioranza, era quella di trasferire al patrimonio disponibile dello Stato le sole aree occupate dai manufatti per poi alienarle riconoscendo un giusto diritto di opzione ai concessionari preesistenti.

Oasi Confartigianato di Pesaro e Urbino esprime grave rammarico per l’avvenuto ritiro dell’emendamento che sarebbe servito a restituire alla categoria dei balneari quel quadro di certezze senza il quale non è più possibile investire sugli stabilimenti e contribuire, quindi, al miglioramento complessivo dell’offerta turistica italiana.

Secondo il presidente provinciale di Oasi Confartigianato Gastone Sgueglia Della Marra, “la marcia indietro dei gruppi parlamentari del Pd è dovuta al fatto che l’intera partita della sdemanializzazione è stata giocata troppo in fretta; al contrario ci sarebbe voluto molto più tempo per spiegare bene le ragioni di una scelta che aveva come unico obiettivo quello di salvare l’intero sistema balneare italiano le cui peculiarità e specificità sono unanimemente riconosciute”.

A nulla servono gli incontri e gli appelli fatti in Regione nei giorni scorsi dalle altre associazioni dei balneari: primo perché da molto tempo, ormai, il Governatore Spacca ed il presidente del Consiglio regionale Solazzi hanno dimostrato la loro vicinanza al settore dei balneari; secondo perché le partite dei rinnovi delle concessioni, dei canoni e della riduzione dell’Iva si giocano, inevitabilmente, sui tavoli nazionali.

“A livello nazionale l’unica associazione che, in tutti questi anni, si è battuta in modo serio per la risoluzione del problema dei rinnovi e per l’applicazione dell’Iva agevolata al 10% , come già avviene per le altre categorie del comparto turistico, è stata proprio Oasi Confartigianato grazie all’azione pressante del presidente nazionale Giorgio Mussoni, supportato opportunamente da esperti di diritto internazionale e demaniali di primo grido, quali avvocati e professori universitari”.

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