Matteo Bertini, Fiesoli, Boriassi e Salvia e la lezione di Karch Kiraly

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18 novembre 2013

PESARO – Coach Bertini, archiviata anche la quinta vittoria, è possibili quantificare il livello raggiunto, sia fisicamente sia tecnicamente e tatticamente, dal Volley Pesaro?

 

“Direi intorno all’80 per cento. Dobbiamo lavorare di più in ricezione perché abbiamo momenti in cui non riusciamo a dare una palla precisa a Giulia Carraro, ed è un peccato, perché abbiamo sia un palleggiatore straordinario, sia grandi attaccanti. Migliorando la ricezione possiamo incrementare la nostra efficacia nel cambio palla, che poi – si è visto anche con Perugia – è molto difficile da tenere dalle nostre avversarie. Al contrario, noi siamo andati bene anche in questo aspetto del gioco”.

 

Fiesoli ha iniziato male, con un primo set da dimenticare (un solo punto, un errore, un muro subìto e tanta difficoltà a superare la difesa umbra). E così nel secondo (quattro errori in attacco). Bravi i tifosi a incoraggiarla, ancor più brava lei a venire fuori da una serata difficile, chiudendola con il punto finale che ha coronato un grande set. Otto i punti che Alessia ha realizzato 8 nell’ultimo atto di una sfida esaltante.

 

“Fiesoli è molto importante per noi. Senza il suo contributo ci viene a mancare un riferimento in zona 4 e il muro avversario sceglie di andare sui centrali o sull’opposto. Alessia è entrata in partita lentamente… Lei mi dice che sente molto la responsabilità di essere captano di questa squadra, in questa città. Le credo. E’ giovane, ma deve imparare da questo per salire il gradino successivo, quello personale, che attende una ragazza forte che vuole diventare protagonista in serie A. E’ un anno fondamentale, per Alessia. Ripartiamo, con lei, dal terzo e dal quarto set, dove ha fatto tante belle cose, senza dimenticare perché ha avuto difficoltà nei precedenti”.

 

Perugia si è confermata una squadra super in difesa. La fotografia è a inizio del quarto set, quando vi ha costretto a uno scambio infinito, concluso da un mani fuori di Fiesoli. Ci piacerebbe contare quante palle hanno salvato le ragazze umbre. Dati i meriti alle perugine, i vostri non sono di meno.

 

“Le nostre ragazze sono state molto brave. Dicevo tempo fa che era necessario migliorare in difesa, a muro. Possiamo farlo ancora, soprattutto tecnicamente, a muro, se lavoriamo con la grinta e l’entusiasmo che mettiamo in allenamento, con l’attenzione messa in partita. Come dice Karch Kiraly (oggi allenatore della nazionale femminile Usa, ex giocatore del Messaggero Ravenna, uno dei più grandi della storia del volley, ma anche del beach volley; ndr): se io voglio, la prendo. Non dobbiamo guardare la palla, ma andare sulla palla. E’ fondamentale prendersi responsabilità in più. A un certo punto ho chiesto alla ragazze di andare in 6 sulla palla, non mi interessa di chi è. Lo hanno fatto. Brave!”.

 

Nelle precedenti partite, l’attacco delle centrali andava bene con la fast. Contro Perugia ha funzionato meno, ma i primi tempi di Valentina Salvia e Giada Boriassi sono stati super. La coppia di centrali pesaresi ha dominato il confronto con le più esperte umbre, non solo per il 22 a 10 nei punti e per il 7 a 2 a muro.

 

“Valentina non è specialista della fast, ma va alla grande con i primi tempi, Giada può migliorare ancora sulle fast e sui tempi, trovare un buon amalgama con Giulia Carraro, ma quando è stata chiamata in causa ha fatto cose discrete. Lei ha picchi clamorosi, ma poi le prendono i 5 minuti in cui sbaglia molto. Deve lavorare, e lo sa, perché può diventare molto importante per la nostra squadra. Intanto ha fatto passi avanti a muro e se non mura tanto (ma 4 contro Perugia sono un buon gruzzolo; ndr) tocca, che per noi è fondamentale per la difesa e il contrattacco. Adesso deve crescere nella fast per diventare più completa”.

Per leggere la prima parte dell’analisi  di Bertini clicca qui

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