Volley, vedere attaccare Caterina è una… Gioia

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18 novembre 2013

PESARO – Vedere attaccare Caterina è una… Gioia. Opposto di 21 anni per 1 metro e 83 centimetri d’altezza, Caterina è romana, ma da qualche stagione gira l’Italia sotto la rete. Prima a Frosinone, poi a Chieri, adesso al Volley Pesaro. Per fortuna, grazie alle continue vittorie, riesce a trovare il tempo per tornare a casa. Le giornate di domenica e lunedì, dopo il successo su Perugia, Caterina le ha trascorse tra gli affetti. Il giusto premio a una settimana di allenamenti intensi culminata nella grande prestazione di sabato: due giorni di riposo.

 

Caterina Gioia

Caterina Gioia

“Sono a Roma, perché Matteo (Bertini, l’allenatore; ndr) ci ha dato il lunedì libero; se vinciamo ci concede anche il pomeriggio. Aveva promesso che se avessimo battuto Perugia, ci avrebbe dato due giorni interi di riposo: è stato di parola”.

 

“Sono contenta del ruolo che ho in squadra”

 

Sabato, il suo primo set, semplicemente devastante, è stato fondamentale per dare la carica alla squadra. La partita con Perugia era attesa con curiosità e qualche timore, visto che le umbre sono ritenute fra le più accreditate alla vittoria del girone.

 

“Sentivamo molto la partita. Sapevamo che era importante giocare bene e vincere, anche perché davanti al nostro pubblico non eravamo ancora riuscite a partire bene, ad essere aggressive fin dalla prima palla…”.

 

Contro Todi siete andate sotto di due set, il secondo addirittura 13-25; di uno con Firenze.

 

“Contro Perugia l’approccio è stato positivo e io sono contenta di avere offerto il mio contributo nel primo set e nel resto della partita”.

 

Nel primato del Volley Pesaro, lei sta recitando una parte da grande protagonista.

 

“Sono contenta del mio ruolo all’interno della squadra e della fiducia che mi concede Giulia (Carraro, il palleggiatore, come dicono tutti, anche se a noi piace più il femminile palleggiatrice; ndr). Ho letto le parole di Matteo, e quindi della sua fiducia. Spero di continuare a fare bene, di non deludere le loro aspettative”.

 

Sabato sera, il suo allenatore ha detto di lei: “Caterina sta facendo quello che pensavamo potesse fare quando l’abbiamo voluta la scorsa estate. Speriamo continui a questo livello”.

 

“Sinceramente non so cosa s’aspettasse da me. Prima che arrivassi a Pesaro, non ci conoscevamo. Ci siamo parlati al telefono, perché lui era impegnato con la Nazionale. Poi di persona quando è tornato dai suoi impegni. Ignoro cosa gli abbiano riferito di me. Ho letto le sue dichiarazioni, che sono grintosa e sento molto le partite. Tutto vero. Le sue parole mi hanno fatto piacere”.

 

Si è detto e scritto che il calendario iniziale era agevole. Non lo hanno nascosto coach Bertini e alcune sue compagne. Però, le distrazioni più pericolose arrivano con le avversarie meno forti.

 

“Spesso, le partite sulla carta più facili diventano le più difficili, perché i cali concentrazione sono dietro l’angolo, come accaduto nel terzo set con Pagliare. Anche con Perugia abbiamo avuto un calo, ma ritengo giusto dare merito alle avversarie, perché in campo non c’eravamo solo noi. E’ vero che abbiamo avuto un calendario favorevole, ma Loreto è in crescita e così Firenze. E non dimentico che si devono affrontare tutte e Perugia l’abbiamo superata”.

 

“Sabato, in Sardegna, nessuna distrazione”

 

Sabato sarete a Cagliari. L’Alfieri è ultima in classifica, ha zero punti, ma farà di tutto per sbloccarsi contro la capolista.

 

“Dovremo stare molto attente, partendo dal presupposto che le trasferte in Sardegna – con viaggio in aereo – nascondono più insidie rispetto a quelle che s’affrontano con due ore di pullman. C’è il rischio di prenderle sotto gamba, ma abbiamo dimostrato nelle precedenti cinque partite che non sottovalutiamo alcuno, che scendiamo in campo con lo spirito giusto. Sappiamo che il campionato è ancora lungo, ma i punti in palio sabato sono preziosi, anche perché domenica s’affronteranno Filottrano e Casette d’Ete, nostre inseguitrici, e qualcuna perderà qualcosa”.

 

Viste da fuori state bene insieme. Pensava che la squadra sarebbe cresciuta in così poco tempo, che avrebbe trovato il giusto sistema di gioco pur essendo praticamente nuova, avendo cambiato quattro sesti delle titolari?

 

“Vengo da un’esperienza simile vissuta a Chieri, con un gruppo rinnovato quasi totalmente, dove abbiamo avuto difficoltà a trovare l’amalgama. E’ una bella sorpresa, per me e credo per tanti. Sembra che giochiamo insieme da tanto tempo, non da un paio di mesi. Bravo l’allenatore a creare il giusto feeling per un buon rapporto, a metterci in campo con i meccanismi giusti, con equilibrio. Il merito è prima di tutto di Matteo, poi nostro e della società”.

 

“Mi ha detto Saccomani che è bello giocare qui”

 

A proposito della società: cosa ha pensato la scorsa estate quando l’ha contattata la presidente Barbara Rossi?

 

“Ho parlato con il mio procuratore: mi ha spiegato che è una società molto seria, composta da persone che tengono molto alle ragazze e alla pallavolo, con primo obiettivo divertirsi giocando. Ho ricevuto identiche notizie da una mia amica, Laura Saccomani, che ha giocato tre stagioni nella Scavolini. Laura mi ha detto che a Pesaro si sta bene, raccontandomi cose molto positive di Barbara Rossi e Giancarlo Sorbini. Non ho esitato ad accettare perché in questo periodo di società così serie ce ne sono poche. Sapere che esistono ancora certe realtà dà molta fiducia”.

 

Rossi e Sorbini apprezzeranno molto queste parole che ricambiano l’affetto che abbiamo registrato nei suoi confronti. Ricordiamo che in occasione dell’amichevole con Urbino, quando lei si infortunò a una spalla, i dirigenti e molti tifosi manifestarono apprensione, solidarietà e amicizia.

 

“Un gesto che mi fece capire dove ero arrivata. Non è così facile sentirsi seguite così attentamente dopo circa tre settimane di presenza. Ero ancora poco conosciuta, ma fui molto contenta della vicinanza di tutti, in primis Barbara e Sorbo, che mi scrivevano tutti i giorni, incoraggiandomi, e i tifosi, che desideravano rivedermi in campo il prima possibile. Mi aiutarono a superare un momento difficile, perché si avvicinava la prima di campionato e avevo paura di non esserci. Tutto quell’affetto mi diede la carica giusta. E’ stato bellissimo”.

 

Come è nata la sua passione per la pallavolo?

 

“Frequentavo la quarta elementare e tutte le mie amiche giocavano a volley. Ho cominciato anch’io. All’inizio facevo anche atletica leggera, allenandomi complessivamente quattro volte alla settimana. Ero in una società piccola, ma ebbi la possibilità di giocare il Trofeo delle Regioni, quindi passai alla Roma Pallavolo con cui ho disputato le finali nazionali Under 16 e 18. Da lì è sbocciato definitivamente il mio amore per la pallavolo”.

 

Ha una giocatrice di riferimento? In passato mi è capitato di intervistare chi raccontava di essersi innamorata delle protagoniste dei cartoni animati giapponesi…

 

“In realtà non ho guardato mai i cartoni animati e quindi nella scelta sportiva non mi sono fatta condizionare da quei personaggi. Dovessi pensare a un idolo pallavolistico, potrei dire che mi piace molto Emilija Nikolova, opposto di Conegliano, che è mancina come me: la ritengo fortissima, ed ha 21 anni. Fra le giocatrici storiche penso invece a Francesca Piccinini…”.

 

Segue qualche altro sport oltre alla pallavolo?

 

“Il mio ragazzo mi condiziona molto e la domenica pomeriggio, se non sono impegnata con la partita, sono costretta a vedere il calcio, ma lui è tifoso della Roma, io dell’Inter”.

 

Ci scusi Caterina, è la conferma che non si può essere… perfetti. Scherzi calcistici a parte, per fortuna c’è il volley, un’oasi in un mondo – quello sportivo – ricco di tante, troppe brutture. E a Pesaro come sta?

 

“Bene, molto bene. E’ piccola, ma non troppo, e tutti i posti si raggiungono facilmente. Mi sono iscritta a un corso di inglese che frequento il mercoledì mattina quando non abbiamo allenamento. Spero che l’inverno non sia troppo freddo…”.

 

Va bene che è abitata al clima mite di Roma, ma l’esperienza fatta a Chieri le servirà anche dal punto di vista meteorologico.

 

“Mica tanto, perché a Chieri faceva freddo, ma era un freddo secco, mentre mi hanno anticipato che a Pesaro è molto umido. Spero non sia così perché sono molto freddolosa”. Si riscalderà con tante schiacciate, che riscaldano anche i tifosi pesaresi, a incominciare dai Balusch…

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