VUELLE, due chiavi di lettura per analizzare la quinta sconfitta consecutiva

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18 novembre 2013

PESARO – Ci sono due chiavi di lettura per commentare la quinta sconfitta consecutiva della Vuelle: la prima è quella positiva, perché tutti i pronostici davano il Banco di Sardegna strafavorito, con in ragazzi di Sacchetti che avrebbero dovuto rifilare almeno venti punti a quelli di Dell’Agnello ed invece Pesaro, dopo un inizio difficile che ha consentito alla Dinamo di volare sul 22 a 8, è salita d’intensità non consentendo più i tanti canestri facili in contropiede agli avversari, recuperando punto su punto grazie ad un Turner ispirato e ad un Trasolini finalmente coinvolto nella partita, con Anosike a vincere il duello contro Linton Johnson e Pecile bravo nel limitare Travis Diener a soli tre punti realizzati. Il Banco ha provato almeno tre volte a piazzare il break decisivo ma la Vuelle ha sempre saputo reagire, continuando a colpire la difesa sassarese nel cuore dell’area con tante penetrazioni e servendo Anosike con buona continuità, dimostrando il carattere e la grinta necessari per compensare un minore tasso tecnico e la mancanza d’esperienza del gruppo.

(Per leggere la cronaca della partita clicca qui)

La seconda chiave di lettura è quella negativa. Perché dopo la sconfitta di Montegranaro, la Vuelle ha gettato al vento un’altra possibile vittoria contro un’avversaria che non sembrava pervasa dal furore agonistico con tante amnesie difensive e un attacco che si affidava troppo al tiro da tre, Pesaro ha palesato i soliti difetti congeniti, con Amici che non riesce ad essere un fattore e Musso che dimostra tutte le difficoltà nell’affrontare la serie A.

Dell'Agnello. Foto Danilo Billi

Dell’Agnello. Foto Danilo Billi

Ma la verità sta spesso nel mezzo e la causa principale di queste sconfitte brucianti subite dalla Vuelle in questi due ultimi match, rimane il mancato arrivo del sostituto di Hamilton (23 punti e 10 rimbalzi anche domenica scorsa a Reggio Calabria), perché se ad un gruppo con tasso tecnico non elevato e con un’esperienza da acquisire partita dopo partita, togli una pedina senza rimetterne subito una nuova sulla scacchiera, ti devi aspettare la mancanza di lucidità nei finali concitati, dove il tuo quintetto migliore dovrebbe arrivare con la necessaria freschezza per non farsi travolgere dagli avversari. Invece, Turner è rimasto in panchina il tempo di asciugarsi il sudore prima di ritornare subito sul parquet e il 38enne Young non ha più i trenta minuti nelle gambe, specialmente se gli si chiede di marcare anche il miglior giocatore del campionato, con Drake Diener che, da vero campione, ha aspettato l’ultimo quarto per piazzare la zampata decisiva, se poi si aggiunge anche la sfortuna che ha tolto l’unico play vero biancorosso dal parquet negli ultimi tre minuti, con il povero Pecile steso in panchina a farsi medicare il brutto taglio procuratosi in uno scontro di gioco, è difficile non arrabbiarsi per le occasioni perdute e i rimpianti per non essere stati in grado di ingaggiare un americano in questo ultimo mese crescono di pari passo con la delusione del pubblico pesarese, che vede le difficoltà societarie nel trovare un nuovo giocatore come il primo sintomo di un malessere economico di difficile risoluzione, con lo sponsor che non si riesce a firmare e il Consorzio che non può, o non vuole, rimettere mano al portafoglio per aumentare il budget.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA:

 

Si aspettano risposte positive dal mercato, ma è chiaro che con 35.000 euro sul piatto non sarà facile convincere qualcuno a venire a Pesaro spinto solamente dall’amore per il basket, si dovrà fare i conti con la concorrenza delle altre leghe, perché il campionato italiano non ha più quel fascino dei tempi d’oro e la mancanza di un’offerta appetibile dal punto di vista economico rende tutto più complicato.

Cioppi continua a depennare dalla lista un paio di nomi ogni giorno e le speranze di vedere il nuovo americano in campo a Pistoia si riducono con il passare delle ore, specialmente se dovrà arrivare dall’America con tutti i problemi di visto e passaporti, rimaniamo dell’idea che a questa Vuelle servirebbero almeno un paio di rinforzi, con un cambio del play e un lungo da affiancare ad Anosike, ma la realtà delle cose ci obbliga a volare basso e con gli euro in cassa attualmente non si può sognare più di tanto e, anche se non condividiamo la scelta di prendere un’ala piccola, speriamo che arrivi almeno un giocatore in grado di essere subito decisivo e che soprattutto sia in grado di togliere pressione ad Elston Turner e di far rifiatare Alvin Young.

Servirà un uomo con una quindicina di punti nelle mani in grado di dare una bella mano anche in difesa, garantendo quattro-cinque rimbalzi di media che all’occasione possa fare anche il quattro tattico, Cioppi è chiamato a fare l’ennesimo colpo da maestro, dopo gli ingaggi di Turner, Anosike e Trasolini che per il rapporto qualità-prezzo, rimangono dei veri affari nonostante tutto, se poi riuscirà a farlo arrivare per Pistoia tanto meglio per tutti.

 

I PIU’…..

 

Elston Turner:

Non sarà il miglior tiratore puro visto in riva al Foglia, ma Turner sa come fare canestro, anche quelli dall’alto coefficiente di difficoltà, lampi di classe pura alternati ad amnesie difensive, ma il materiale sul quale lavorare rimane di primissimo livello.

 

O.D. Anosike:

Deve imparare a schiacciare con prepotenza appena gli si apre un varco difensivo, evitando quegli appoggini morbidi che spesso lo beffano, ma a rimbalzo è un’autentica furia e se le statistiche gliene assegnano 13, sono almeno altrettanti i palloni che sporca e tocca con quelle sue braccia lunghe e con un tempismo da quartieri alti del basket europeo.

 

Marc Trasolini:

Non sarà il giocatore più reattivo della Lega e la sensazione che arrivi sempre con quel mezzo secondo di ritardo non ce la siamo tolta, ma contro Sassari si è rivisto il Trasolini di Avellino, presente a rimbalzo ed in grado di colpire da fuori, i margini di miglioramento ci sono tutti e il buon Marc ha l’intelligenza per continuare nella sua crescita.

 

….. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – SASSARI:

 

Palle perse: 18 palloni gettati al vento che hanno generato tantissimi contropiedi avversari, contro i soli nove palloni recuperati in fase difensiva, Turner da playmaker fatica a trovare il giusto ritmo (cinque perse) e il contropiede pesarese non riesce a svilupparsi come dovrebbe, con troppe occasioni sprecate in superiorità numerica.

 

Bernardo Musso:

L’impegno è sempre encomiabile, ma l’oriundo non riesce ad essere un fattore, sbagliando diversi appoggi in entrata e faticando tantissimo in difesa sui cugini Diener, è chiaro che non dovrebbe essere lui la guardia titolare della Vuelle e i 27 minuti di media passati sul parquet in queste prime sei partite, non erano nei programmi del precampionato.

 

Tiro da tre:

Mentre Sassari si prende le sue triple a conclusione di azioni ben costruite, Pesaro dà la sensazione di faticare troppo a liberare i suoi tiratori che, tolto Musso, non hanno nelle conclusioni dai 6.75 il loro punto di forza, il nuovo americano dovrà essere anche un buon tiratore per aumentare la pericolosità biancorossa sul perimetro.

 

DAGLI ALTRI PARQUET:

 

Dopo la brutta sconfitta subita da Cantù a Cremona con ben 64 punti subiti nel solo primo tempo, rimangono in tre in vetta al campionato con Siena che fa il suo dovere casalingo contro Montegranaro, mentre Bologna sbanca Roma nel posticipo con una convincente rimonta finale, sorprende ancora Brindisi che vince con autorità sul parquet di una Varese in crisi d’identità e si mantiene al comando della classifica. Il derby campano se lo aggiudica Avellino contro una Caserta arrivata alla quarta sconfitta consecutiva, mentre Reggio Emilia vince senza grossi problemi contro Pistoia ferma a soli 56 punti realizzati, il posticipo del lunedì vedrà la sfida tra Venezia e Milano.

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