La Catalano risponde a Pesaro Povera: “Soffre di qualche eccesso che fa passare informazioni sbagliate”

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19 novembre 2013

Giuseppina Catalano*

PESARO – “Pesaro povera”, nata da poco con uno spirito di solidarietà che non si può non condividere, soffre però di qualche eccesso che purtroppo fa passare informazioni sbagliate. Innanzi tutto si precisa che l’accoglienza (Casa speranza) all’ex ostello è  iniziata realmente lunedì 18 e si è arricchita anche quest’anno del servizio di trasporto a carico del Comune che sembrava fosse impossibile e che in realtà è costato uno sforzo economico e organizzativo molto pesante. L’altra cosa da sottolineare subito dopo è che l’obiettivo, da sempre dichiarato dal Comune, sin dalla prima apertura del “dormitorio invernale” a Trebbiantico, è quello di dare un tetto per la notte, colazione, cena e possibilità di lavarsi, ai senza tetto “stanziali” nella nostra città, durante i mesi freddi. L’accoglienza a “tutti” sarebbe  non solo insostenibile, perché farebbe confluire nella città molte altre persone, ma anche dannosa, perché le persone che hanno bisogno di accoglienza hanno caratteristiche diverse, ognuna delle quali ha bisogno di risposte adeguate.

L’ individuazione delle persone da accogliere all’ex ostello di Fosso Sejore ha seguito la linea operativa decisa assieme dagli operatori dei Servizi sociali, della Caritas e dell’associazione Bambini di Simone, che hanno fatto congiuntamente i colloqui d’ingresso, raggiungendo l’obiettivo di accogliere  tutte le persone stanziali nel nostro territorio, persone tra le quali figurano anche 3 donne.

Altre persone, che avevano richiesto l’accoglienza, non si sono  più  fatte vedere, nonostante i richiami a farlo.

Ci sono stati degli esclusi, è vero, ma si tratta di persone provenienti da altre città italiane perlopiù non in  carico ai servizi del territorio di provenienza, con problematiche di tipo sanitario grave per patologie psichiatriche, tossicodipendenza e che, nei loro Comuni hanno rifiutato gli aiuti loro proposti.

Ad altre persone che  chiedevano accoglienza temporanea sono state trovate soluzioni adeguate alla loro richieste.

Siamo dunque in grado di affermare  di non aver lasciato fuori nessuno, sulla base dell’analisi della domanda presentata e  sulla base della mission di questo servizio che è quella di dare accoglienza per il periodo invernale (e non accoglienza temporanea a chiunque  si presenta ), a cittadini che vivono senza fissa dimora nel territorio di Pesaro e che non presentano patologie tali da dover essere seguiti in strutture e da operatori adeguati.

*Assessore alle Poliche sociali del Comune di Pesaro

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