Fano-Grosseto, Ucchielli: “Si proceda sul vecchio tracciato. No al pedaggio nel tratto esistente”

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20 novembre 2013

FANO – Fano-Grosseto, l’asse stradale che unisce il mar Adriatico e il mar Tirreno, sta destando una giusta preoccupazione nei residenti delle zone interne della provincia di Pesaro e Urbino interessate dall’attraversamento dell’arteria. Ad intervenire sulla questione il segretario regionale del Partito Democratico Palmiro Ucchielli.

“Il completamento dell’intero tratto della Fano-Grosseto è certamente auspicabile, considerata l’importanza che lo stesso ricopre per lo sviluppo del territorio – commenta il segretario dei democratici Palmiro Ucchielli – ma ciò non può avvenire né gravando di un pedaggio i veicoli che transitano sul tratto di superstrada già esistente e realizzata con fondi pubblici, né andando a ridurre il costo dell’opera modificando il tracciato attualmente vigente, già approvato in tutte le sedi compresi i Ministeri dell’Ambiente, dei Beni Culturali e Paesaggistici e condiviso con i territori interessati”.

“Un tracciato – prosegue Ucchielli – che ha ottenuto anche una favorevole Valutazione di Impatto Ambientale proprio grazie a quelle gallerie che ora il nuovo progetto vorrebbe eliminare completamente”.

Conclusione: “Tenuto conto che la E78 è stata inserita nelle “legge obiettivo” che determina le priorità nazionali in termini di infrastrutture strategiche e che lo stesso Governo italiano ha richiesto ed ottenuto l’inclusione nella rete TEN-T che consentirà l’accesso ai fondi BEI, l’auspicio che l’opera possa essere realizzata mantenendo la localizzazione della superstrada lungo la fascia ai piede della collina, evitando di compromettere il cuore della valle”.

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Un commento to “Fano-Grosseto, Ucchielli: “Si proceda sul vecchio tracciato. No al pedaggio nel tratto esistente””

  1. Pietro Ciacci scrive:

    Condivido se non n tutto quanto riporta il segretario regionale del PD.
    La strada è stata “pensata” agli inizi degli anni “60, in pieno boom economico che si pensava inarrestabile. lo studio progettuale, almeno nel tratto che va da Fermignano al passo della Guinza, agli inizi degli anni 80, definendola superstrada in ottemperanza alle esigenze attuali ( di quel periodo) e future. per la nostra valle si era in pieno boom industriale tanto che la valle venne chiamata la “valle del jeans” con più di 20.000 capi al giorno.
    la strada progettata negli anni successivi non tenne conto del fatto che alla fine di quel decennio o agli inizi del successivo TUTTE le fabbriche di jeans smisero e restarono alcune nel settore metalmeccaniche, peraltro di meccanica di precisione (e con la globalizzazione non poteva essere diversamente) per cui con volumi di piccola entità. la strada progettata è comunque surdimensionata, è sufficiente, nel tratto detto, una strada a scorrimento veloce come quella che da Acqualagna porta a Gubbio. Si stavano aprendo agriturismi che stanno portando a RI-scoprire le bellezze della nostra valle non ancora del tutto compromesse. stava nascendo una sensibilità nella valutazione degli impatti che le grandi opere danno e definire e “pesare i pro ed i contro che queste opere provocano. il percorso che io definisco attuale ha superato la VIA (non penso che al momento si sia definita un a VAS) e quindi è stato dichiarato che l’impatto era compatibile..
    dopo 15 anni le esigenze di una superstrada sono diminuite (figuriamoci di una autostrada) ed i problemi ambientali vengono proposti in maniera più pregnante avendo i più ben chiaro che il depauperamento del territorio è un fatto IRREVERSIBILE.
    Vorrei che il vecchio percorso sia sottoposto ad una nuova VIA e VAS, cercando ulteriori miglioramenti in tal senso. è improponibile quello che la provincia (pare …………. sih .) voglia fare cioè la strada senza si e senza ma. Ma si rendono conto dello scempio che il nuovo percorso provocherebbe? A me sembra così ovvio che non posso credere alla buona fede, almeno se tale posizione viene presa da persone di livello culturale appena accettabile.
    Comunque tranquilli, la strada in mezzo alla piana di Asdrubale e più in su davanti balcone di Pier della Francesca non si farà, ne sono certo, come certo sono che la scemaggine umana, per quanto accentuata, ha un limite ed in questo caso verrebbe superato.

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