Johnson, l’identikit: ala piccola con punti nelle mani. Ha prevalso la linea societaria

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21 novembre 2013

Ravern Johnson

Ravern Johnson

PESARO – Non è stata una ricerca facile e sicuramente tanti nomi che erano trapelati in queste settimane possedevano un background migliore, ma alla fine si è dovuto fare i conti con l’amara realtà, quella che ha visto un solo giocatore accettare i trentacinquemila euro messi a disposizione dal Consorzio e la Vuelle ha così ingaggiato Ravern Johnson, ala piccola di 25 anni, 200 cm di altezza proveniente da Mississippi State, intravisto per qualche partita in Grecia con la maglia dell’ Ikaros. Ha prevalso la linea societaria, quella che di fronte alla mancanza di un alternativa in cabina di regia a Pecile e il vuoto assoluto dietro ad Anosike e Trasolini, ha preferito scegliere un ala piccola con punti nelle mani, capace all’occorrenza di giocare qualche minuto da quattro, scelta che può essere rischiosa, nella speranza che la coppia di lunghi sia sempre abile ed arruolabile per la causa.

 

Che tipo di giocatore è Ravern Johnson?

 

Ravern Johnson è principalmente un tiratore puro, con una meccanica di rilascio del pallone da manuale del basket, capace indifferentemente di colpire dai quattro metri fino a sette metri ed oltre, longilineo con qualche chilo da mettere su un fisico esile, non sembra a suo agio dentro l’area colorata, non avendo dimestichezza con il gioco spalle a canestro, mentre a rimbalzo può far valere le sue notevoli doti di saltatore anche se nel traffico avrà diversi problemi a farsi valere contro avversari più massicci, in difesa è in grado di marcare anche le ali grandi avversarie ma non alzerà certamente il livello difensivo di una Vuelle che ha proprio nella scarsa vena nella propria metà campo il suo principale tallone d’Achille in questa stagione. Dopo il college ha provato ad entrare nell’Nba, ma di tiratori in America ce ne sono tanti e l’avventura in Europa gli è stata preclusa da un litigio con il suo procuratore che gli ha tolto visibilità, costringendolo a restare fermo per diversi mesi prima di ritornare per qualche partita in aprile nell’Iowa in D-League, nell’estate 2013 si è ripresentato ai camp Nba non riuscendo a trovare squadra, ma dopo essersi riappacificato con il suo vecchio agente, ha deciso di accettare l’offerta pesarese dopo aver rifiutato altre chiamate da campionati minori.

 

 

L’arrivo di Johnson toglierà spazio ad Alessandro Amici, finora il più discontinuo dei giocatori di Dell’Agnello, ma l’ala pesarese potrà riguadagnare minutaggio spostandosi più sotto canestro per giocare qualche scampolo di partita da numero quattro per far valere le sue notevoli doti d’elevazione e ne dovrebbero trarre beneficio anche Musso, finora unico tiratore puro biancorosso, e Turner, con le difese avversarie che non potranno lasciare libero sul perimetro Johnson, lo stesso Pecile avrà una soluzione offensiva in più, potendo finalmente scaricare il pallone negli angoli ad un giocatore diverso dall’oriundo argentino.

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In conclusione in giro c’erano tanti giocatori migliori di Ravern Johnson, ma non lo si può definire un acquisto inutile perché la Vuelle aveva bisogno di un tiratore ed aveva la necessità assoluta di aumentare almeno ad otto il numero dei giocatori alternabili da Dell’Agnello, quando sei ultimo in classifica e con un budget ridotto sono tante le cose che ti servirebbero, per adesso arriverà questo semisconosciuto americano, fermo da diversi mesi per problemi legati ad un cambio di procuratore, ma che nei camp estivi ha lasciato una buona impressione pur non riuscendo a firmare per una squadra Nba, potrebbe rivelarsi un acquisto azzeccato come i vari Turner ed Anosike, ma i dubbi rimangono sulla bontà del giocatore e sul suo ruolo. Al campo, come sempre, l’ardua sentenza.

 

 

 

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