La domanda di For-Bici su Fano: “Città dei bambini o città dei motori? Le prossime elezioni devono essere occasione di cambiamento per la mobilità”

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21 novembre 2013

FANO – “Il 12 novembre un SUV ha investito una signora mentre camminava in via Nolfi. Il pedone è morto in seguito all’incidente, il SUV sembra che non abbia subito danni: a Fano, anche dentro le mura medievali, l’automobile è tenuta in grande considerazione e anche nei vicoli più stretti è possibile parcheggiare sotto casa. Solo qualche maso-automobilista utilizza il nuovissimo parcheggio coperto di via Vanvitelli. I pedoni ( bambini, anziani, genitori o nonni con passeggino, invalidi) sono lasciati liberi di passeggiare in mezzo alle strade che, come via Nolfi, sono diventate comode scorciatoie per automobilisti esperti”.

Inizia così un comunicato di ForBici Fano che si chiede se quella della Fortuna sia “città dei bambini o città dell’auto?” “Un visionario fanese, Francesco Tonucci, 22 anni fa aveva dato fama internazionale alla città con il progetto “Fano città dei bambini” in cui si legge tra le motivazioni: “Il potere del cittadino adulto lavoratore è dimostrato dall’importanza che l’automobile ha assunto nella nostra società, condizionando le scelte strutturali e funzionali della città e creando gravi difficoltà per la salute e la sicurezza di tutti i cittadini”. La crisi epocale che stiamo vivendo impone un cambiamento radicale degli stili di vita e un modello diverso di città: il centro storico, non solo il pedone, rischia di morire assediato dalle auto e da nuovi mega centri commerciali: la salvezza è una grande isola pedonale, a vantaggio anche di commercianti e pubblici esercizi, in cui è piacevole camminare, sedersi, incontrare, giocare, fare shopping…”.

Conclusione: “Le prossime elezioni comunali devono essere occasione di un vero cambiamento a cominciare dalla mobilità, con scelte anche impopolari nella fase iniziale, ma è inconcepibile che una città di 60mila abitanti non abbia un piano unitario del traffico e che si continui a prendere provvedimenti e controprovvedimenti come in via Nolfi, creando smarrimento tra la gente.

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