“L’occupazione della Libia, violenza e colonialismo 1911 – 1943”, si inaugura a Pesaro una mostra foto – documentaria

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21 novembre 2013

PESARO – Verrà inaugurata venerdì 22 novembre, alle 17.30, nel palazzo Gradari di Pesaro (via Rossini 24), la mostra foto-documentaria “L’occupazione della Libia, violenza e colonialismo 1911 – 1943”, ad ingresso libero, prima iniziativa del progetto “Conoscere il Mondo Contemporaneo, ideato dall’Istituto di storia contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino (Iscop) in collaborazione con vari enti (Università di Urbino, Biblioteca Bobbato, Archivio di Stato di Pesaro e Urbino, Centro per l’Archivio Nazionale e gli Studi Storici Tripoli – Libia, Società Pesarese di Studi Storici, Anpi provinciale, Cesde di Pesaro, Comune di Pesaro e Provincia di Pesaro-Urbino) per far conoscere, soprattutto ai giovani, la storia e gli avvenimenti che caratterizzano diverse aree e Paesi.

Realizzata dal Centro per l’Archivio Nazionale di Tripoli e curata da Costantino Di Sante e Salaheddin Hasan Sury, l’esposizione restituisce al visitatore la possibilità di conoscere il periodo della colonizzazione italiana attraverso un percorso storico-didattico illustrato da oltre 70 pannelli e proiezioni di foto storiche. L’inaugurazione di venerdì 22 sarà affiancata dal seminario di Antonio Morone dell’Università di Pavia “Il colonialismo italiano in Libia tra storia e memoria”, con introduzione di Amoreno Martellini e Anna Maria Medici dell’Università di Urbino e visita guidata alla mostra. L’iniziativa prevede infatti, parallelamente all’esposizione, seminari di approfondimento, corsi per insegnanti e studenti (coordinati dalla professoressa Anna Maria Medici e dal direttore dell’Iscop Costantino Di Sante), proiezione di film, documentari e video interviste realizzate dagli studenti su “La storia della Libia in tre domande per tre generazioni”.

Come evidenzia l’Iscop, l’idea di dedicare alla Libia il primo evento del progetto “Conoscere il mondo contemporaneo” è dovuta al fatto che ancora oggi si sa poco di questo paese, con cui abbiamo intensi scambi economici e commerciali. Ripercorrere alcune tappe, dal colonialismo italiano alla rivoluzione iniziata il 17 febbraio 2013 sull’onda delle “rivolte arabe”, consentirà di prendere maggiore coscienza dei problemi attuali (di cui si è tornati a parlare con i nuovi sbarchi di profughi) e di ciò che sta accadendo dopo il cambio di regime. La mostra resterà aperta fino al 6 dicembre, tutti i giorni dalle 9.30 alle 12 e dalle 16 alle 19 (domenica solo il pomeriggio). Per info o prenotazioni visite guidate gruppi e scuole tel. 0721.451550.

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