Rischiare di vincere giocando in 6: Vuelle, un grande cuore e Musso non bastano. Serve una diversa identità difensiva

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25 novembre 2013

PESARO – Con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma è impossibile non porsi la domanda di come sarebbe andata a finire la partita di Pistoia se la Vuelle fosse stata al completo. I guai fisici di Young hanno costretto Dell’Agnello a ruotare solamente sei giocatori con cinque atleti che hanno giocato per oltre 45 minuti e, nonostante tutti questi problemi, Pesaro ha rischiato di vincerla, recuperando dal meno 14 del terzo quarto grazie ad un monumentale Bernardo Musso che ha cominciato quasi da solo a bombardare la difesa pistoiese, consentendo ai biancorossi di recuperare fino al canestro di Turner che ha portato tutti al supplementare. Poi nei tre overtime è successo il finimondo con le due squadre che hanno fatto di tutto per non vincerla la partita con errori marchiani in attacco, gestioni dei palloni da campionati parrocchiali e difese che sembravano quelle di un torneo ferragostano, ma l’amara verità è che i due punti se li è portati a casa Pistoia e il vero leit motiv della partita è stata l’inconsistenza difensiva della Vuelle: non è credibile che JuJuan Johnson si sia trasformato di colpo in Dwight Howard e nei 25 tiri presi dal pivot pistoiese (17 dei quali a segno) c’è la grave complicità di Anosike, così come non è possibile che Wanamaker si sia trasformato in una notte in Chris Paul e nei 29 punti segnati con 16 tiri dalla guardia pistoiese c’è lo zampino di Turner.

Se in questo momento aprissimo un sondaggio su chi sia il migliore difensore della Vuelle, faremmo fatica a spendere un nome perché anche Trasolini non ha le capacità fisiche per opporsi alla maggior parte del lunghi di questo campionato e Pecile va spesso in difficoltà contro play più massicci di lui, se aggiungete Bernardo Musso che fa quello che può con diversi bei palloni recuperati e Alvin Young che a 38 anni deve centellinare le forze per non rischiare di rimanere ai box come successo domenica, l’unico nome rimasto è quello di Alessandro Amici, ma l’ala pesarese è la vera delusione di questo primo quinto di campionato e la scommessa fatta in estate dalla premiata ditta Costa-Cioppi rischia di essere persa già da adesso.

banner new mithos 515x60Non è stata una bella partita e dopo averle vista all’opera non si può negare che in questo momento Pesaro e Pistoia siano le due formazioni più scarse della serie A, a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, la Vuelle ha rischiato di vincere fuori casa con soli sei uomini e praticamente senza due americani, mentre i toscani dovrebbero essere questi fino alla prossima primavera, ma la classifica dice che Pesaro è ultima da sola e il calendario non è dei più favorevoli con la trasferta di Varese e il doppio impegno casalingo contro Roma e Milano, si deve ripartire da dei punti fermi e se non si riuscirà a dare un’identità difensiva a questo gruppo, si dovrà cercare di fare una canestro in più degli avversari cercando una maggiore fluidità offensiva, con Trasolini che va sfruttato per quello che può dare e Turner che non può fare anche il playmaker per non perdere di pericolosità, abbiamo perso il secondo spareggio stagionale, sempre al supplementare come contro Caserta, la speranza è che ce ne siano altri da qui al prossimo maggio.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA:

 

Non sappiamo realmente come sia andata la ricerca del sostituto di Hamilton e se erano veramente necessari 40 giorni per trovare un rimpiazzo, ma se le sconfitte contro Sassari, Montegranaro e Pistoia sono arrivate tutte negli ultimi minuti è anche colpa di una rotazione ridotta, con i problemi economici della Vuelle che hanno sicuramente contribuito a ritardare l’acquisto di Ravern Johnson, c’è il grosso rischio di rimpiangere queste sconfitte arrivate tutte nei finali caldi. Era fattibile portarne a casa almeno una di vittoria per muovere una classifica che si fa sempre più preoccupante con il passare delle giornate, in settimana è atteso il nuovo americano che non sarà la panacea di tutti mali biancorossi ma che comunque dovrebbe alzare il livello di competitività di una Vuelle che, malgrado tutto e certe volte senza capire bene come, è sempre stata in grado di recuperare anche svantaggi importanti, finendo col giocarsi il tutto per tutto nei finali infuocati, dove vengono fuori tutti i difetti di un gruppo inesperto e senza un vero leader, malgrado i tentativi di Turner e Pecile di prendersi in mano la bacchetta del comando. Coach Dell’Agnello ha le sue colpe e nei tre overtime di Pistoia è impossibile non aver sbagliato qualche scelta tattica, ma dall’altra parte anche coach Moretti ha rischiato di gettare tutto alle ortiche concedendo la tripla a Musso invece di commettere fallo, è quasi impossibile in 55 minuti azzeccare tutte le mosse e l’allenatore pesarese non ne aveva poi tante disponibili con una rotazione ridotta all’osso (ricordiamo che mancava anche baby Terenzi), ma Dell’Agnello sembra ancora avere in mano la squadra ed è giusto rinnovargli la fiducia almeno per il prossimo mese, dove finalmente dovrebbe avere una Vuelle con otto uomini da poter schierare, poi a fine 2013 si faranno le dovute considerazioni in base ai risultati ottenuti.

 

 

Citando una nota serie fantasy, l’inverno sta arrivando e se Attila porterà la prima neve stagionale, la speranza di tutto il popolo biancorosso e che non si raffreddi l’entusiasmo dei giocatori e della società, perché il campionato è ancora lungo e prima o poi il vento dovrà girare dalla parte dei ragazzi del presidente Costa.

 

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I PIU’ ……..

 

Bernardo Musso: Stabilisce tutti i suoi record in serie A con 29 punti e un 30 in valutazione frutto di sei triple realizzate, sette rimbalzi e quattro palle recuperate, impossibile chiedergli di più.

 

 

 

Marc Trasolini: Prendere o lasciare, se volevate un difensore arcigno ed atletico guardate da un’altra parte, ma se cercavate un quattro con punti nelle mani, un discreto tiro da fuori e una buona propensione a rimbalzo, avete trovato il vostro uomo, non sappiamo se basterà fino a fine campionato e l’arrivo di Johnson gli darà una mano in determinate situazioni tattiche.

 

 

 

JuJuan Johnson: In attesa dell’arrivo del Johnson pesarese, il JJ di Pistoia fa una prestazione straordinaria con 37 punti e 13 rimbalzi per un 43 di valutazione prendendosi anche tiri non nel suo repertorio, Dell’Agnello ha detto che il pistoiese la Nba l’ha giocata mentre i suoi ragazzi la vedono solo in tv, ma Anosike sembrava che fosse rimasto ancora sul divano invece di provare a difendere sul pivot avversario.

 

…. E I MENO DELLA SFIDA PISTOIA – PESARO:

 

Lo sguardo di Amici. Foto Danilo Billi

Lo sguardo di Amici. Foto Danilo Billi

Tiri Liberi: 30 su 42 con il 71% non sarebbe neanche una percentuale orribile, ma quando si perde dopo tre supplementari è impossibile non segnalare i soli cinque errori commessi dalla lunetta dai tuoi avversari e se anche Pecile comincia a sbagliarne un paio a serata, il problema comincia a farsi serio.

 

Alessandro Amici: Al di là della tripla centrale fallita con tre metri di spazio sul finire del terzo supplementare, non è piaciuto il solito atteggiamento superficiale e in 29 minuti prendersi solamente sei tiri e catturare tre soli rimbalzi è un brutto segnale per un giocatore che in queste prime sette partite ha goduto della fiducia incondizionata di tutto l’ambiente, speriamo che un po’ di competizione interna con l’arrivo di Johnson glia dia la scossa per ritornare almeno ai livelli della scorsa stagione.

 

Alvin Young: Non per la sua prestazione di Pistoia, perché non era in condizione fisica ottimale e bisogna ringraziarlo per i 14 minuti passati sul parquet, ma perché a 38 anni è normale che non puoi essere sempre al 100% e che i guai muscolari sono sempre dietro l’angolo e se la società invece di prendere un esterno in più nelle rotazioni ha deciso di andare avanti così prendendo un mezzo lungo come Johnson, si è sicuramente presa un bel rischio per il futuro.

 

DAGLI ALTRI PARQUET:

 

Difficile pronosticare Brindisi in testa da sola ad inizio campionato, ma i pugliesi si meritano il primo posto solitario dopo la bella vittoria sul campo di Caserta, all’inseguimento dell’Enel ci sono Cantù e Siena, con i lombardi che vincono in volata il confronto diretto nel posticipo serale, Sassari, che vince soffrendo contro Avellino e Bologna, sconfitta in casa da Venezia guarita da tutti i mali dopo l’arrivo di Markovski. Milano fa il suo dovere rifilando venti punti a Reggio Emilia, mentre Montegranaro si toglie dalle zone calde grazie al terzo successo casalingo consecutivo, arrivato questa volta contro quella Varese prossima avversaria della Vuelle, rimane a quattro punti Cremona dopo la netta sconfitta casalinga contro l’Acea Roma.

Per rileggere la cronaca e il tabellino della partita clicca qui:

http://www.pu24.it/2013/11/24/vuelle-cosi-fa-troppo-male-beffa-dopo-tre-tempi-supplementari-a-pistoia/

Un commento to “Rischiare di vincere giocando in 6: Vuelle, un grande cuore e Musso non bastano. Serve una diversa identità difensiva”

  1. appassionato scrive:

    E’ difficile parlare della difesa della VL, quando non hai cambi… appena Anosike è uscito per falli, libero loro sbagliato e rimbalzo su Amici ed altri due punti…
    Se si difende si può rischiare di fare fallo, noi non possiamo sperare di vincere se abbiamo anche un giocatore con problemi di falli.
    Visto che molti, oltre a non essere difensori, sono ancora ingenui la soluzione è l’atteggiamento difensivo passivo. Bravi cmq a lottare come matti su tutti i palloni vaganti!!!

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