Ravern Johnson si presenta da Miami: “Non vedo l’ora di arrivare in Italia, ho tanta voglia di giocare”

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26 novembre 2013

Johnson si intrattiene con una tifosa di Mississippi State che lo ha riconosciuto davanti al consolato italiano a Miami

Johnson si intrattiene con una tifosa di Mississippi State che lo ha riconosciuto davanti al consolato italiano a Miami

LORENZO SCATIGNA @lolloscat

MIAMI (Stati Uniti) – Incontriamo il nuovo acquisto della VL, Ravern Johnson, direttamente al consolato italiano di Miami dopo le procedure per ottenere il visto.  La faccia è di quelle stanche ed i suoi lineamenti ci ricordano terribilmente Penny Hardaway (magari), ma dopo la levataccia per salire sull’aereo delle 5 del mattino che da Memphis nel Tennessee lo ha portato a Miami-Florida, via Atlanta, l’aria stanca e assonnata più che altro ci fa venire in mente Tracy McGrady…

“Guardi, TMac è il mio giocatore preferito perché ha, o meglio, aveva aveva uno stile di gioco nel quale mi rispecchio, un tipo di gioco rilassato, morbido, elegante ma pronto ad accendersi ed esplodere in qualsiasi momento. Un vero swing man come vorrei essere io sul campo”.

“Sono un grande tiratore da 3 punti”

Quindi qual è  la cosa che sa fare meglio in campo?
“Il tiro da 3 punti è il mio pezzo forte. Sono secondo tutti i tempi a MSU per triple realizzate e potevo essere primo se il mio anno da freshman avessi giocato un po’ meglio e di più senza essere troppo nervoso per il fatto di dovermi conquistare minuti (solo 6.4 di media) dato che davanti a me avevo uno come Jamont Gordon (attualmente protagonista in Eurolega con il Galatasaray Istanbul di Ataman). Comunque spero di poter dare una mano a rimbalzo (ragazzo dotato di braccia decisamente lunghe e ottimo atleta). Sono un 3 che può tendere sia al 2 che al 4. Uno swing man appunto. Un all-around”.

 

“Un anno senza giocare? Niente infortuni e nessun caratteraccio, solo svelte sbagliate”

Ma andiamo per ordine. Anzi partiamo dalla fine perché sembra che il veleno sia nella coda. Dopo la più che eccellente apparizione al PIT dell’Aprile 2011 le porte dell’Europa sembravano spalancate per lei. Invece addirittura non ha quasi giocato l’ultimo anno. Infortuni? Caratteraccio?
“Niente di tutto questo. L’ultimo anno per me è stato semplicemente un brutto anno: solo scelte sbagliate. Dopo essere uscito dal college nell’estate del 2011 ho firmato in Grecia per l’Ikaros ma lì ho giocato solo 7 partite poiché la squadra, dopo un brutto inizio di campionato (1v, 6 p), aveva sospeso gli stipendi,  ma più che altro perché non c’erano i soldi e tutte le mie buone prestazioni in precampionato (anche contro l’Olympiacos) non mi hanno portato da nessuna parte. Inoltre l’allenatore era davvero una persona singolare (anche se il termine utilizzato da Ravern non è stato esattamente questo), non gli interessava il suo lavoro di allenatore. Non era molto professionale, nella vita faceva il postino…”.

Prego?
“Sì, faceva il postino come sua principale attività. Dopo la Grecia,   tre partite in D-League in quella stagione e niente più”.

Poi l’anno scorso cos’è successo?
“Ho cambiato agenzia, sbagliando. Il mio nuovo agente era abbastanza nuovo in questo ambiente e non aveva buoni contatti e connessioni come altri agenti ben più radicati in questo business. Così non ho ricevuto grandi offerte, anche se mi avevano fatto credere di poter fare la squadra con qualche franchigia NBA. Ma niente. Ho dovuto accettare un’offerta in Giappone, una lega per atleti sul viale del tramonto e non appena sono arrivato il mio (ex) agente ha litigato col team ed il giorno dopo ero già sull’aereo di ritorno negli USA”.

“La VL rappresenta una grande opportunità”

Quindi quest’anno è tornato col suo ex agente, Lotsos, che ha nomi importanti in Europa.
“Sì, ora non lo lascio più. Mi ha spinto fortemente ad accettare questa grande opportunità in Italia con la VL. Anche se conosco pochissimo della lega italiana e non ho parlato con nessuno per avere referenze, ho una voglia incredibile di tornare a giocare e rimpossessarmi della mia carriera. Oltre al fatto di rendermi utile alla causa biancorossa. So di avere talento e non vedo l’ora di metterlo a disposizione della mia nuova squadra per aiutarla e renderla migliore”.

“Sono allenato, è arrivato il mio momento”

Una città di grande tradizione e che trasuda basket. C’è grande passione e competenza…
“Ho richieste di amicizia su Facebook da parte dei tifosi di Pesaro. Sono davvero eccitato all’idea. Non vedo l’ora di arrivare e mettermi a disposizione. Sono allenato: questa estate ho fatto parte di una selezione per un tour di 9 partite in Cina contro squadre della lega cinese ed altre partite in Europa dell’est. Pesaro potrebbe essere davvero il posto giusto per me e per il mio rilancio. A volte in questo mondo se non hai un bravo agente gli addetti ai lavori si dimenticano dei giocatori. Ma grazie al mio agente e alla lungimiranza della dirigenza pesarese sembra arrivato di nuovo il mio momento”.

“Non ho chiesto referenze su Pesaro, ma conosco Turner e so bene chi era Alphonso Ford”

Nonostante lei abbia giocato con Jarvis Varnado (campione NBA con gli Heat nel 2012, con eccellenti stagioni sia a Pistoia in Legadue che a Roma in Serie A) non gli ha chiesto nessuna referenza sull’Italia e sulla pallacanestro italiana.
“No. Non conosco quasi niente. So solo che in Italia hanno giocato diversi giocatori NBA o che sono poi andati in NBA. So che ci sono 4 giocatori italiani che giocano in NBA e ho sempre sentito dire un gran bene dell’Italia. Quindi deve essere vero. Comunque ho seguito via internet la partita di domenica. “Maaaan”, sconfitta dopo 3 supplementari. Che peccato! A proposito, della VL conosco Elston Turner Jr, un gran buon giocatore. Ovviamente so anche che Alphonso Ford, una leggenda cestistica nello stato del grande fiume, ha “spiegato” pallacanestro a Pesaro”.

Quindi il suo obiettivo è di poter giocare un giorno in NBA?
“Quello è il sogno di tutti noi giocatori americani. E non solo ormai. Però mi piacerebbe anche una carriera importante in Europa. Ci sono ottimi giocatori in Europa ed un livello di pallacanestro molto alto”.

Bene, allora iniziamo col piede giusto da Pesaro…
“Sì, se mi fan partire…”.

“Niente tweet contro il coach, sono un tipo tranquillo”

A proposito, mi raccomando, per quest’anno niente tweet contro l’allenatore anche perché sia il coach che il GM sono ex glorie cestistiche nazionali ed europee e sono decisamente più grossi di lei. Il coach poi ha il fuoco dentro, meglio non farli arrabbiare.
“Davvero? (e giù risate; ndr). Seriamente: quello del tweet conto l’allenatore al college è stato un episodio isolato, ero più giovane ed ero frustrato e nervoso dopo una bruciante sconfitta (il ragazzo ci tiene assai a vincere; ndr). Poi sono una persona assolutamente tranquilla, il mio tempo libero mi piace passarlo con gli amici divertendomi anche semplicemente giocando ai video game, cosa che generalmente faccio quando non sto giocando a basket. Ci vediamo presto a Pesaro”.

 

Il fisico ed il carattere sembrano quelli giusti per giocare a basket, altrettanto le motivazioni per potere dare una mano importante per la salvezza della VL. I margini di errore sono drasticamente ridotti, il tempo stringe e la squadra ha bisogno di soldati veri da arruolare alla causa. E come dice capitan Pecile: “Non si molla di un centimetro!”.

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