Una pioggia di milioni per gli agricoltori pesaresi: affollato convegno di Cia, Confagricoltura e Copagri

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26 novembre 2013

La platea del convegno

La platea del convegno

PESARO – Decine di milioni di euro in arrivo nella provincia di Pesaro e Urbino dall’Europa attraverso la nuova PAC (Politica Agricola Comunitaria): come saranno ripartiti? Di questo si è parlato nell’affollatissimo convegno organizzato da Cia, Confagricoltura e Copagri a Campanara, a cui hanno partecipato oltre 300 agricoltori, con molti fuori che non sono potuti entrare.

 

Tre sono stati i punti-chiave dell’incontro: per primo, la regionalizzazione del territorio italiano. Se il nostro Paese fosse considerato come unica regione d’Europa, la provincia di Pesaro e Urbino e le Marche potrebbero vedere riequilibrato il valore delle proprie quote in termini positivi di circa 100 euro ad ettaro in più. “Per capirci meglio, si consideri che, mediamente, un nostro agricoltore che coltiva grano o cereali potrà beneficiare di una cifra tra i 250 e le 400 euro all’ettaro. Determinanti per salvare, ad esempio, una coltura come il grano, attualmente sottopagata e sottostimata ma essenziale per la sopravvivenza dell’agricoltura”, hanno spiegato Gianfranco Santi, Denis Bernabucci e Claudio Nasoni (rispettivamente direttori di Cia e Confagricoltura e presidente di Copagri).

Secondo punto cardine sono state le caratteristiche degli aventi diritto ai finanziamenti, ossia le categorie degli agricoltori attivi e dei piccoli agricoltori.

I relatori del convegno sull'agricoltura

I relatori del convegno sull’agricoltura

Per terzo, infine, come sviluppare da parte delle Regioni dei piani di sviluppo rurale rispondenti alle reali esigenze delle imprese e dell’agricoltura marchigiana. Un punto, questo, che dipende essenzialmente dalla volontà politica dell’amministrazione regionale, poichè da parte dello Stato e dell’Unione Europea non ci sono vincoli, come ha sottolineato Giuseppe Blasi (capo dipartimento politiche comunitarie del Ministero dell’Agricoltura), tra i relatori. Che ha spiegato: “Le decisioni da prendere riguardano quale modello organizzativo privilegiare, cosa si intende per agricoltore attivo, quali saranno i settori e le aree territoriali a cui fare arrivare i fondi, tutto evitando lungaggini e burocrazia“.

“In questi tre mesi il settore si gioca il proprio futuro” hanno ribadito i tre responsabili delle associazioni, e hanno lanciato così il loro appello affinché “i contributi dal 2014 al 2020 siano utilizzati con procedure semplici, di facile accesso per gli agricoltori anche della nostra provincia. Se così sarà il comparto avrà sviluppo, altrimenti perderemo una grande e decisiva occasione”.

Per i responsabili di Cia, Confagricoltura e Copagri “è necessario trovare modelli di governance del sistema che assicurano che le risorse vadano effettivamente alle imprese agricole, senza alcuna mediazione. Di burocrazia si muore: si parla sempre di snellire le procedure, ma bisogna farlo concretamente e per questo facciamo un appello ai nostri parlamentari, perché ci aiutino a ottenere procedure semplici, che saranno scritte appunto dallo Stato membro, affinchè possano servire concretamente agli agricoltori per usufruire dei contributi della Pac”.

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