Giada Boriassi, il marmo sotto rete: “Una svolta dalle nuove arrivate, il gruppo è molto unito, ma viviamo alla giornata”

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27 novembre 2013

PESARO – Michelangelo amava lavorare il marmo, dargli forma, anzi vita. Si dice che davanti al Mosè, commosso, stupito dalla bellezza dell’opera, esclamò: “Perché non parli?”. Il marmo di Carrara racconta storie che nascono a ogni colpo di scalpello a iniziare dai sacrifici dei cavatori hanno una storia di sacrifici. Si racconta che chi nasce nelle terre dove s’estrae il marmo sia forgiato alla vita, all’impegno, alla fatica, al sudore. L’intervista a Giada Boriassi, 21 anni il prossimo 14 dicembre, centrale di 1,88, è una scalpellata dopo l’altra. Nelle sue parole, una è la più pregnante: lavoro. Lavoro e fatica quotidiana per essere come il marmo, dura sotto rete.

 

Giada Boriassi in azione

Giada Boriassi in azione

Giada è alla seconda stagione a Pesaro, anzi è una delle poche rimaste della Snoopy 2012/13: contenta della scelta fatta?

 

“Quando Barbara mi ha informato che mi avrebbero confermato, sono stata contenta. In verità non avevo pensato ad alcuna alternativa. Mi ero trovata bene con la società, la città mi piaceva, non c’erano motivi di cambiare”.

 

La scorsa stagione eravate la Snoopy, una neo promossa che si è salvata. Quest’anno avete un nuovo nome e una migliore posizione in classifica: cosa è cambiato?

 

“Il gruppo è più unito… I nuovi arrivi hanno dato una svolta. Carol Zuccarini ha tanta esperienza di serie B1, è un particolare che conta. I nomi non mancavano neppure nel precedente campionato, ma il gruppo non era così unito, e comunque non sempre i nomi sulla carta fanno una squadra. E’ il campo che dà le risposte più vere. Se non si trova l’amalgama giusto, i nomi significano poco…”. Che poi è la chimica che fa scattare qualcosa, che trasforma una stagione difficile in una vincente.

 

Adesso va tutto per il verso giusto. Ci raccontava la vostra presidente che la trasferta di Cagliari le ha regalato la certezza che siete un bel gruppo.

 

“E’ vero, lo possiamo dire forte e chiaro”.

 

Vi manca la continuità, e dopo sole sei giornate forse sarebbe pretendere troppo, ma quando giocate bene…

 

“Al momento, ed è importante, ci completiamo: se una non fa bene, l’altra aumenta il proprio rendimento. Solo a Loreto abbiamo giocato tutte molto bene. Però un aspetto che potrebbe essere negativo ne nasconde uno positivo: siamo squadra”.

 

Nelle prime partite, il gioco al centro stentava a decollare, perché – spiegava Matteo Bertini – la ricezione non era ideale per vostri attacchi molto anticipati.

 

“La situazione sta migliorando perché stiamo lavorando bene sulla ricezione, ma anche sull’affinità fra noi centrali e Giulia Carraro, il nostro palleggiatore. E’ un particolare molto importante per attaccare bene con i primi tempi e con la fast, ma anche con la 7. Ci stiamo impegnando molto e si vedono i primi risultati”.

 

Raccontava coach Bertini, da Cagliari, che lei ha giocato una buonissima partita.

 

“L’ho letto, ma non saprei cosa dire…”.

 

Magari che è giusto essere felici dei complimenti del proprio coach, che peraltro, quando lo ritiene opportuno, non manca di criticarla. Credo perché vorrebbe di più da lei, certo che può darlo.

 

banner naturalmente bella 264x60“Mi fa piacere che Matteo esprima questi giudizi nei miei confronti, siano positivi o critici, perché vorrei dare sempre il massimo e cercare di migliorare”.

 

Barbara Rossi ha detto che si accorge giorno dopo giorno che Bertini è molto attento al rapporto con le giocatrici, che se sempre cosa dire e, se il caso, non dire. Questo il giudizio della presidente. Il suo qual è?

 

“Che è vero. Magari con chi c’era l’anno scorso aveva già un bel rapporto. Adesso inizia a conoscere meglio tutte. Di Matteo si possono dire solo cose positive”.

 

Lei ha iniziato a giocare a pallavolo…

 

“Per caso… Ero al mare, nella spiaggia del bagno Supersport di Marina di Carrara. Un allenatore, che poi è stato il mio primo coach, mi ha visto per alcuni mesi e poi ha mandato alcune ragazze in Val di Magra a chiedermi di giocare a pallavolo. Sembra semplice, ma è andata davvero così”.

 

In spogliatoio, in viaggio, stando insieme, vi capita di commentare la bella stagione e magari di fare un pensiero su come potrebbe finire? Oppure vivete alla giornata?

 

“Ogni tanto, qualche pensiero lo facciamo, non lo nascondo. Ma viviamo alla giornata, perché sabato siamo solo a inizio campionato e sabato giocheremo solo la settima delle ventisei partite in programma. Più che al futuro pensiamo al presente, ad andare in palestra e ad allenarci bene, a dare il massimo in partita. La stagione la viviamo pensando a partita per partita, senza avventurarci nel futuro”.

 

Prime e imbattute: l’obiettivo delle vostre avversarie è di essere le prime a battervi. Sabato a Pesaro sarà di scena l’Edilrossi Bastia che vorrà vendicare l’inopinata sconfitta casalinga con Firenze.

 

“Una partita molto importante, contro una squadra affrontata in precampionato, anche se sia noi sia loro eravamo incomplete, perché mancava Caterina Gioia, reduce dall’infortunio nell’amichevole con Urbino. Non giocammo al massimo, mentre loro dimostrarono di essere una squadra di buon livello. Ci attende una sfida impegnativa”.

 

Boriassi, Fiesoli, Salvia e Trinci: mezza squadra, una regione.

 

“Siamo quattro, con noi Volley Pesaro ha un po’ di Toscana”.

 

Lei è di Carrara. In passato, una sua concittadina ha giocato qui, nella Robur: è la sorella di Gigi Buffon. La conosce?

 

“Guendalina. La conosco di nome e di vista. Carrara è piccola, la famiglia Buffon si vede in giro”.

 

Le piace Pesaro?

 

“Sì. C’è il mare, come a casa mia. Mi trovo bene e mi sono iscritta all’Università di Urbino, in Scienze Motorie…”.

 

Potrebbe diventare allenatrice…

 

“No, mi piace più giocare che allenare. Non mi dispiacerebbe occuparmi della preparazione di una squadra, questo sì”. Intanto Giada si prepara ad affrontare una buona coppia di centrali che vorranno mettere in difficoltà il gioco, brillante e redditizio, che lei e Valentina Salvia, attivate dalle mani di Giulia Carraro, propongono per dare varianti al gioco offensivo che può contare sulle schiacciate di Alessia Fiesoli, Caterina Gioia e Carol Zuccarini. Dopo il “6” realizzato nella ricevitoria di Cagliari, Volley Pesaro punta al 7 (bello) contro Bastia.

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