Il segretario provinciale Pd Gostoli: “Ai referendum sulle fusioni dei comuni vinca il sì”. Domenica e lunedì si decide

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28 novembre 2013

Un voto per la fusione. Anzi per due fusioni. Domenica primo e lunedì 2 dicembre i cittadini di Sant’Angelo in Lizzola e Colbordolo andranno a votare per esprimere il proprio parere sulla fusione in un unico Comune e altrettanto faranno gli elettori di Lunano, Belforte all’Isauro e Piandimeleto. Il segretario provinciale del Partito Democratico Giovanni Gostoli auspica un’affermazione del “si”. “Il cambiamento si governa cambiando perché siamo in una fase di profondi mutamenti nel nostro paese e in un momento come questo i processi di riforma o si governano con innovazione oppure si subiscono – spiega Giovanni Gostoli – Ed io sono sicuro che la strada intrapresa dai sindaci dei 5 territori è quella giusta. Sono anche convinto del fatto che la rivoluzione del governo locale può aiutare la crescita economica del territorio. Basti pensare che tra i benefici della fusione è previsto lo sblocco del Patto di Stabilità per tre anni e questo permetterebbe agli amministratori dei due nuovi Comuni di liberare risorse sul territorio capaci di rimettere in moto l’economia locale. Nel caso di Sant’Angelo in Lizzola e Colbordolo, per esempio, si parla di 1 milione e 700 mila euro all’anno a cui si aggiungerebbe un contributo statale da 480 mila euro ed uno regionale da 200 mila euro”.

Giovanni Gostoli, foto Toni

Giovanni Gostoli, foto Toni

L’accorpamento di Sant’Angelo in Lizzola e Colbordolo in un’unica realtà territoriale da circa 15 mila abitanti (si tratterebbe della fusione più importante delle Marche finora) e quello di Lunano, Belforte all’Isauro e Piandimeleto in un Comune da quasi 5 mila abitanti, rappresentano un passo importante verso l’auspicata razionalizzazione della spesa pubblica contribuendo al contempo a garantire una programmazione più organica e omogenea dei servizi comunali resi al cittadino. “Fare il sindaco oggi non è come farlo dieci anni fa a causa di una crisi senza precedenti e di bilanci comunali ridotti all’osso dai tagli nazionali che limitano gli amministratori alla gestione dell’ordinario: nei Comuni il disagio sociale non è fuori dal Palazzo ma bussa ogni giorno alle porte del sindaco – continua Giovanni Gostoli – Nei prossimi anni le Provincie non ci saranno più come le abbiamo conosciute fino ad oggi e, pur non sapendo quale sia la prospettiva nelle funzioni che dovranno mantenere, l’unica certezza è che saranno più deboli. Se si vuole mantenere il livello dei servizi offerti al cittadino la strada da seguire è quella delle fusioni e delle unioni”.

“La gestione associata dei servizi comporta benefici finanziari, economici e organizzativi per i Comuni e inoltre permette di elaborare una strategia omogenea e condivisa, a cominciare dalla pianificazione urbanistica, delle infrastrutture e degli investimenti – conclude Giovanni Gostoli – Oltre al fatto che permette di ridurre anche i costi della politica e della macchina comunale. Il riassetto istituzionale dei Comuni deve essere una priorità del governo regionale. Il tema è quello di ridisegnare il governo locale del territorio spingendo con convinzione sull’aggregazione dei Comuni: convenzioni, unioni e fusioni. C’è bisogno di una legislazione che sia capace di premiare chi prova a mettersi insieme con incentivi mirati”.

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