L’architetto Mazzolani parla del lavoro svolto a Urbino con gli studenti dell’Università di San Antonio (Texas)

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28 novembre 2013

URBINO – Il 28 novembre, a partire dalle tre del pomeriggio, i diciassette studenti di Architettura dell’Università di San Antonio (Texas) – UTSA – ospitati a Urbino per svolgere il loro semestre di studio all’estero, presenteranno i risultati del loro lavoro nella Sala del Maniscalco. Si tratta di quattro proposte sviluppate sul tema del completamento della Data a partire dall’ultima elaborazione del programma, che risale al 2008 e che è stata ritenuta un punto di partenza per l’esplorazione della destinazione finale, dopo essere stata condivisa col Sindaco e con parte degli Assessori, all’indomani del completamento dell’ultimo stralcio finanziato. Il documento riportava cinque alternative di collocazione e dimensione delle quattro attività previste – biblioteca pubblica, spazio espositivo, laboratorio della città e del territorio, ristoro – ed è stato fornito loro come base di lavoro, insieme a una approfondita analisi del progetto. Questo è il programma approvato dall’Università e concordato con i docenti dell’UTSA – John Alexander e Darryl Ohlenbush – che hanno seguito gli studenti a Urbino.

L’idea è nata, in parte, da una serie di incontri che Antonio Troisi e io abbiamo avuto con studenti e docenti l’anno scorso e da una visita al cantiere della Data, per offrire un modello di intervento a cui ispirarsi per entrare in relazione con un contesto monumentale. Loro, infatti, si misuravano per la prima volta con un progetto inserito in un contesto storico eccezionale. Darryl Ohlenbush, colpito dalla rilevanza del monumento e dall’attualità del progetto, ha proposto che il suo completamento, senza troppo discostarsi dal progetto originale, diventasse il tema progettuale per l’anno successivo. Questa scelta avrebbe consentito agli studenti di esplorare alcune delle alternative di programma proposte per la futura destinazione, pur rimanendo all’interno di un progetto strutturale già eseguito e con una corretta impostazione da condividere. Questo punto di partenza comune ha infatti permesso agli studenti di usare il proprio tempo per sviluppare un progetto più dettagliato, tra l’altro tutto a vantaggio della Municipalità alla quale viene offerto un lavoro coordinato, aderente agli obiettivi reali. Il lavoro, inoltre, si può definire originale e realistico, perché approfondito in tutti i suoi aspetti e arricchito dal punto di vista di chi proviene da un contesto molto diverso ma desidera fare un’esperienza diretta, ricca e documentata . L’approccio è stato cauto e i ragazzi hanno cercato di comprendere prima di proporre, estendendo i loro pensieri all’intorno e domandandosi come le attività, all’interno di quelle mura storiche, potessero risultare visibili e attraenti anche da fuori senza toccare il prospetto; come si potesse armonizzare lo spazio pubblico con quello gestito da privati (non dimentichiamo che la Data dovrà auto-sostenersi), in che modo gli urbinati potranno fruire al massimo livello di un bene così prezioso a loro destinato. Gli studenti hanno potuto sperimentare sul campo il modo in cui De Carlo arrivava a formulare le sue scelte in un contesto storico, hanno familiarizzato con l’idea di “lettura” del contesto, così cara a De Carlo, e con l’idea di “progetto tentativo” cioè di progetto che mette in tentazione l’esistente per farlo reagire alle sollecitazioni del progettista. Non dimentichiamo che gli studenti di San Antonio vivono e lavorano all’interno dei Collegi e quindi sono immersi in un contesto progettuale che in ogni momento insegna loro qualcosa sul vecchio e sul nuovo: sui materiali, sul controllo dei punti di vista, sull’accessibilità, sul rispetto del paesaggio, sul linguaggio contemporaneo che deve armonizzarsi con il passato e andare oltre. Per studenti sensibili questa è stata un’esperienza che non dimenticheranno e che continuerà a nutrire i loro pensieri una volta partiti. Ecco come Urbino è patrimonio comune e come, al di là dei riconoscimenti, fa parte integrante del bagaglio di moltissimi studenti di architettura di diverse nazionalità. Concludo dicendo che gli studenti di San Antonio, insieme ad AutLab dell’Università di Roma 3, hanno inaugurato la Maratona di lettura di testi di Giancarlo De Carlo, della quale sono già fissate altre tappe che toccheranno tutti i temi architettonici più rilevanti, molti dei quali ancora in attesa di essere sviluppati. La prossima tappa sarà il 29 Novembre 2013 nell’ Aula Rossa della Facoltà di Economia, Palazzo Battiferri, alle 14,00. A riprendere la staffetta saranno l’Università Politecnica delle Marche, le Facoltà di Architettura di Alghero, Ascoli Piceno, Ljubljana, Milano, Napoli, Pescara, Palermo, Paris Malaquais, Patrasso, Reggio Calabria, Roma, Venezia, e la Facoltà di Ingegneria di Ancona. Monica Mazzolani 24 novembre 2013

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