Rossi rivaluta Stoner: “Ha fatto cose incredibili in Ducati. Appena l’ho provata io mi sono detto: siamo nella m…. E’ vero, volevo rescindere ma non potevo”

di 

28 novembre 2013

TAVULLIA – Non per niente gli hanno dato una laurea in Scienze delle Comunicazioni a Urbino. Quel giorno all’Università c’eravamo anche noi e ci bastò vedere come venne accolto all’interno dell’ateneo da centinaia di studenti e tifosi in festa, e ciò che disse loro, per capire che quella laurea ad honoris era stata data al personaggio giusto. Ed era strameritata anche se alcuni studenti un po’ fuori le righe tentarono di contestare la cerimonia con uno striscione che fu rimosso prontamente.

Stoner in piega con la Desmosedici

Stoner in piega con la Desmosedici

Ecco: otto anni e mezzo dopo quel 31 maggio del 2005,  Valentino Rossi è ancora qui ad esternare come solo lui sa fare, perché riesce sempre a calamitare su di sé l’attenzione dei media. Come un fiume in piena, dopo l’intervista a Mediaset nella quale annunciava il ritiro e sconfessata il giorno dopo (se vi siete persi qualcosa andate a rileggervi l’articolo di Maurizio Bruscolini sul nostro sito che ritrovate qui) oggi è la volta del mensile Rolling Stone che gli dedica un servizio sul prossimo numero in edicola da domani.

Dice cose importanti, Valentino. Anche pepate il giusto, come suo carattere. Quasi tutte incentrate sul suo burrascoso periodo trascorso in Ducati, le aspettative e le delusioni e la voglia di mollare tutto.

 

Rossi in piega con la Desmosedici

Rossi in piega con la Desmosedici

La prima volta che ho guidato la Ducati è stato uno shock – ricorda il pesarese -. Dopo tre giri ho pensato: ‘Siamo nella merda’. Ma mi sono bastati per capire che avevo fatto un errore. Non avevo potuto mai provare la moto prima di firmare, ma ho firmato lo stesso. I problemi erano chiarissimi fin dall’inizio. Ho detto: ‘Ok, proviamo a migliorare questa moto’. Abbiamo lavorato per tutta la prima parte della stagione, ma dopo 10 gare ho cominciato a capire che non avrei mai vinto con quella moto”.

Poi l’affondo: “Le voci secondo cui volevo rescindere il contratto erano vere, ma non potevo farlo, non c’era modo. Ed è stato un bene. Sarebbe stata una scelta sbagliata, troppo facile dire: ‘Me ne sto a casa’ quando le cose vanno male. Non bisogna arrendersi. Si dice che quando attraversi un periodo difficile diventi più forte, secondo me non è vero. Sicuramente diventi più vecchio”.

Valentino, poi, fa una cosa che non aveva mai fatto prima: rende onore a Casey Stoner. E la cosa ha davvero dell’incredibile, soprattutto pensando a quello che si sono detti negli anni in cui hanno corso uno accanto all’altro: “Casey ha fatto un lavoro incredibile con la Ducati: e se riguardo la sua telemetria ancora non capisco come abbia fatto. La gente pensa che Stoner fosse molto veloce, ma non molto intelligente, e per questo alla fine ha fatto il botto. Ma la realtà è che con la Ducati ha dovuto guidare sempre oltre il limite, andare più forte possibile. E se guidi così, alla fine ti schianti”.

“Io e Casey abbiamo due storie diverse. Lui aveva guidato una sola moto, la Honda di Luca Cecchinello e per un solo anno, quando è passato in Ducati. Credo abbia pensato: ‘Fanculo, questa moto è buona, devo vincere’. Io invece venivo da anni con la Honda e la Yamaha e ho capito subito che la moto non era buona. Sono sicuro che se Stoner domani salisse sulla Ducati di Dovizioso arriverebbe sesto. Comunque guidava in un modo incredibile. È unico. Se mi manca? In pista sì. Era un grande talento, difficile da battere. Fuori dalla pista no. Senza di lui, tra noi piloti va molto meglio. Ci sono i rivali e i nemici, ma la situazione è normale: quando finisce la gara non siamo amici, ma l’atmosfera è ok”.

La spallata di Rossi a Gibernau era il 2005

La spallata di Rossi a Gibernau era il 2005

L’ultimo pensiero è per Pedrosa: “È un peccato che Pedrosa non sia mai stato campione del mondo. Se lo merita, mi piace molto. Adesso mi sembra che gli sia entrata un po’ di paura, ha il talento per vincere il titolo, ma si è rotto le ossa 18 volte. Sono tante. Forse potrei fare quattro chiacchiere con Lorenzo e Márquez e dirgli: “Ragazzi per favore, lasciatene uno a Dani”.

Si vede che Natale è vicino e siamo tutti più buoni. Ma vorrei ricordare a Valentino che lui non ebbe nessuna pietà (come giusto che fosse, nel senso sportivo del termine) con Biaggi, con Melandri, con Gibernau non lasciando loro che le briciole di un secondo posto e negando loro la gioia di vincere un titolo mondiale in MotoGp. Perché Lorenzo e Marquez dovrebbero fare diversamente?

Welkom 2004 Rossi vince la prima gara in Yamaha Biaggi si arrende

Welkom 2004 Rossi vince la prima gara in Yamaha Biaggi si arrende

Un commento to “Rossi rivaluta Stoner: “Ha fatto cose incredibili in Ducati. Appena l’ho provata io mi sono detto: siamo nella m…. E’ vero, volevo rescindere ma non potevo””

  1. Nik scrive:

    la foto è di stoner con il casco di rossi e il 46 sovrapposti ………. che occhio che ho 😀 ….già la postura non era da vale, poi il colore del perieodo di rossi era diverso, ma per fugare ogni dubbio … la tuta alpinestars :DDDDD rossi non ha mai cambiato la dainese

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>