Un Matteo in famiglia, Ricci a Casa Moscati: “Un Luogo simbolo della città solidale”

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30 novembre 2013

PESARO – «Un Matteo in famiglia» in versione diurna, senza video e diretta social, per il pranzo di Matteo Ricci a Casa Moscati. Con il presidente della Provincia che entra nel luogo simbolo della solidarietà pesarese, concepito più di 20 anni fa dalla visione di Don Gaudiano e Paolo Pierucci. A tavola siedono 9 ospiti affetti da infenzione da hiv-aids e 6 operatori. Insieme a Ricci c’è anche Luca Bartolucci. Si discute di speranza e solidarietà, con il responsabile della struttura Paolo Drago, nell’invito alla sensibilizzazione lanciato nella stretta vigilia della giornata mondiale di lotta contro l’hiv-aids: «E’ stato un momento conviviale e informale – commenta Drago -. Ma per noi un segno di testimonianza importante. Questa Casa appartiene al territorio e vogliamo che sia pienamente vissuta dalla città».

Matteo Ricci spiega che «Casa Moscati e il Ceis hanno influenzato il mio senso civico fin dall’inizio. Ogni volta che alle superiori si organizzava una festa o un concerto, si facevano campagne di prevenzione. E’ lì che ho conosciuto l’attività di questa struttura. Tornarci oggi è un po’ come risalire ai motivi del mio impegno sociale». Il presidente vuole «rafforzare la collaborazione con gli operatori fantastici, nelle attività di prevenzione e non solo». Ci si lascia con tre obiettivi, sottolineati dal presidente. Primo: «Coinvolgere la struttura nella prossima programmazione degli enti locali dedicata alla ricerca dei fondi europei, nelle azioni contro la povertà. Verificando ogni possibilità». Secondo: «Sviluppo del collegamento con le attività del Centro per l’Impiego e della cooperazione sociale, per tirocini lavorativi nel sostegno mirato al reinserimento degli ospiti dimissibili». Infine: «Promuovere un percorso di prevenzione nelle scuole, da avviare nel 2014 con la sinergia tra Casa Moscati e Avis». La struttura assicura presenza e supporto 24 ore su 24 agli ospiti sieropositivi, tra casa residenziale e Centro Arca, per l’accoglienza, il reinserimento e l’ascolto. Una rete di alloggi di accoglienza, dove riecheggia lo spirito dell’inclusione. Per il presidente, «un patrimonio di tutti, da sostenere».

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