La Vuelle stavolta non ha lottato fino al quarantesimo

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2 dicembre 2013

PESARO – Alla fine forse bisognerà ringraziare la Lega, Fastweb e TVRS che, non sappiamo con quale percentuale di colpe, non hanno consentito ai tifosi biancorossi di assistere alla diretta televisiva del match, con le immagini ancora ferme sul 5 pari quando a Varese erano già sul 31 a 30. Sì, perché questa volta la Vuelle non ha lottato fino al quarantesimo come nelle sconfitte precedenti e, dopo un primo tempo dignitoso, non ha saputo reagire al primo break dei padroni di casa e, una volta finita sotto di una quindicina di punti, ha subito alzato bandiera bianca, arrendendosi ad una Cimberio non esaltante che si sarebbe dovuta portare fino ad un finale punto a punto per approfittare di un suo eventuale nervosismo. Invece i ragazzi di Dell’Agnello sono ricaduti nei soliti problemi, non risolti certamente dall’arrivo di Ravern Johnson: sul nuovo americano della Vuelle si dovrà aspettare qualche partita prima di dare un giudizio definitivo, ma è innegabile che Johnson sia una guardia di due metri con un tiro dignitoso e dei discreti movimenti offensivi, ma se cercavate un’ala piccola o addirittura un giocatore capace di dare una mano sotto canestro, dovete rivolgere le vostre speranze altrove.

Logico che ad una squadra ultima in classifica serviva un innesto, ma rimane da comprendere il motivo della scelta societaria di non cercare nemmeno per sbaglio un play da affiancare a Pecile o un lungo da mettere dietro ad Anosike, finendo invece per prendere un due/tre avendo sia Turner che Young nello stesso ruolo, con anche Bernardo Musso pronto a dare una bella mano. Se hai una sola cartuccia da giocare devi cercare di tamponare la falla più grossa o di prendere un fenomeno al di là del ruolo specifico, ma Johnson non è sicuramente un fenomeno e non è nemmeno un difensore, anzi sembra quasi peggio di Trasolini ed è tutto dire, con quel suo baricentro altissimo e le gambe che non si piegano mai per fare qualche scivolamento laterale. Rimane la speranza che una volta inserito nei meccanismi, si renda pericoloso nel tiro da fuori e produca un quindicina di punti in una Vuelle che fatica troppo a trovare le triple, ma sperare che Pecile regga fino a maggio come unico playmaker è un azzardo troppo grosso e non avere un’alternativa al triestino in fase di costruzione del gioco è un errore grave in una Vuelle che sa di non poter vincere le partite in difesa ed ha qualche speranza di trovare altri punticini per muovere la classifica, solamente se riuscirà a rendersi veramente pericolosa in attacco, alternando schemi e soluzioni che Pecile non può garantire per trenta partite filate. Rimane aperto anche il problema dei lunghi con il buon Anosike che non può permettersi di commettere dei falli per non lasciare sguarnito il ruolo di centro, dove ci sarebbe il solo Trasolini a provare a rendersi utile, ma i pivot sono sempre stati una merce rara, mentre di playmaker è pieno il panorama cestistico. I soldi saranno anche finiti, ma prima che finisca anche la pazienza del popolo biancorosso, si dovrà meditare sulle prossime mosse da fare per lasciare l’ultimo posto in classifica.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Con i 91 punti subiti a Varese la Vuelle si mantiene in media e sarebbe potuto andare anche peggio perché la Cimberio ha chiuso il terzo quarto a quota 78. Una squadra con così poco talento difensivo è difficile da ritrovare nella storia della Victoria Libertas e onestamente si fa fatica a trovare un rimedio immediato: nessuno riesce a contenere l’avversario diretto per due-tre palleggi di fila, gli esterni permettono alle guardie avversarie di penetrare agevolmente fino all’area colorata e i lunghi biancorossi non sono certamente delle saracinesche e si devono anche preservare dai falli per mancanza di alternative valide, Anosike e Trasolini mettono il fisico ma non possono mettere la tecnica che non possiedono e Dell’Agnello si sbraccia in tutte le maniere per convincere i suoi a non farsi travolgere in ogni parte del campo, si è cercato di tamponare la falla affidandosi alla zona due-tre, ma anche questa viene fatta in maniera troppo scolastica, dove basta un ribaltamento di lato per far saltare tutti gli automatismi, sempre ammesso che ci siano, sono passati tre mesi dall’inizio di settembre e in questi novanta giorni non si sono visti quei miglioramenti auspicabili ad inizio raduno e si continua a navigare a vista, con qualche sprazzo agonistico individuale e poco altro.

Così, se sei consapevole di subire 90 punti ogni volta, non ti rimane che lavorare per segnarne 91 e si ritorna al problema del play, se è vero che la Vuelle è ultima negli assist e non riesce a coinvolgere i lunghi come dovrebbe, con Anosike e Trasolini che hanno bisogno di essere serviti vicino al ferro non avendo nel gioco spalle a canestro il loro punto di forza, non siamo grandi amanti del pick and roll, ma è innegabile che nella pallacanestro attuale sia uno degli schemi più redditizi e Pesaro ne avrà eseguiti una decina sì e no in queste otto partite, da qualche parte si deve ricominciare a risalire e se Dell’Agnello non riuscirà a fare difendere meglio i suoi ragazzi, si dovrà impegnare a farli giocare meglio in attacco, il coach livornese continua a lamentarsi dello scarso lavoro svolto dalla squadra durante la settimana, con allenamenti mai a ranghi completi, ma pur comprendendo la sua frustrazione, non deve essere usata come scudo per tutti i problemi biancorossi, anche perché era chiaro a tutti fin dal precampionato che questa Vuelle avrebbe avuto al massimo otto giocatori validi da ruotare e fare dei cinque contro cinque all’altezza durante gli allenamenti era un utopia irrealizzabile.

 

I PIU’…

O.D. Anosike
Qualche sbavatura di troppo in difesa e le solite difficoltà a segnare canestri all’apparenza facili, ma il 14+14 è ormai una consuetudine e se volete il nome del miglior centro di questo primo quarto di campionato, non dovete mettervi a cercare da altre parti.

Bernardo Musso
Non per la partita di Varese, dove nei nove minuti sul parquet non è riuscito a combinare niente di buono causa contrattura muscolare, ma proprio per la sua assenza che ha evidenziato l’importanza emotiva dell’oriundo, vera anima della Vuelle pur con tutti i suoli limiti tecnici, Musso è diventato un fattore fondamentale per le speranze biancorosse di salvezza.

Andrea Pecile
32 minuti nei quali cerca con le penetrazioni di bucare la difesa varesina, si procura sette falli con un buon sette su otto ai liberi, anche se da tre non si rende mai pericoloso.

 

…E I MENO DELLA SFIDA VARESE – PESARO

Diretta televisiva
Vedere la scritta buffering sui teleschermi, ci ha fatto pensare per un momento di essere davanti al Pc e non alla TV, Fastweb si è fatta una gran pubblicità con la copertura di tutti i 16 palazzetti della serie A con la fibra ottica e ci sarà il solito scaricabarile, ma alla fine a subirne le conseguenze sono stati i telespettatori pesaresi e le aziende che hanno pagato per farsi pubblicità durante le partite, se pensiamo che fino a qualche anno fa si andava in alta definizione su Sky, ti vengono molti dubbi sull’attuale gestione della Legabasket.

Tiro da tre
Due su sedici, una tripla di Trasolini e una di Turner arrivate sul meno 15, aspettando la leggenda del santo tiratore che risponde al nome di Ravern Johnson, un altro problema da risolvere per coach Dell’Agnello.

Tiri Liberi
15 su 24 ed altri nove errori dalla lunetta per una Vuelle che spreca troppi liberi per sperare di vincere negli eventuali finali punto a punto.

 

DAGLI ALTRI PARQUET

In attesa dei due posticipi del lunedì con il derby metropolitano tra Milano e Roma e quello toscano tra Siena e Pistoia, Brindisi si mantiene da sola al comando della classifica dopo la vittoria casalinga di un punto contro Cantù, con i brianzoli che hanno sprecato la palla della vittoria, Sassari insegue a due lunghezze dopo il bel successo colto a Venezia nel posticipo, mentre il derby emiliano se lo aggiudica Reggio Emilia battendo con autorità Bologna grazie ad un grande James White, per la zona basa della classifica importanti il successo di Caserta sul parquet di Montegranaro e la sconfitta di Cremona sul campo di Avellino.

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