Alberto Bucci al palaSnoopy: “Non posso programmare quello che non c’è. La vita è adesso”

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3 dicembre 2013

Coach Alberto Bucci

Coach Alberto Bucci

PESARO – Parole ed emozioni. È stata una serata particolare per i tecnici di Volley Pesaro e Blu Volley, che per una volta hanno abbandonato la palestra e si sono seduti ad ascoltare. Parole e immagini trasmesse da un oratore eccezionale, Alberto Bucci, che ancora una volta, dopo Campioni di Vita, è tornato a Pesaro per raccontare la sua visione della vita e dello sport. Il tema della serata era ‘L’importanza dei particolari nell’insegnamento dei fondamentali. Come fare per coinvolgere le giocatrici nell’obiettivo comune’, ma chi era presente sa che c’è stato anche qualcosa di più.  Perché per un allenatore non è importante solo conoscere la tecnica e saperla insegnare, ma deve anche sapere stare nella relazione con l’atleta, e soprattutto conoscere la persona che ha davanti, per “riuscire a tirare fuori il meglio che ogni giocatore ha dentro di sé e aiutarlo a raggiungere il proprio massimo”. E raggiungere il massimo non vuol dire vincere a tutti i costi, ma crescere e capire che “insieme le giocatrici hanno la possibilità di fare bene”. Trasmettere il senso di squadra e l’idea che l’obiettivo è un progetto di crescita del singolo e, di conseguenza, del gruppo. Questi sono gli ostacoli più difficili da superare per un allenatore e Bucci ha racchiuso tutto questo in una frase, consigliata ad un tecnico molto importante prima di una finale: “Questo allenatore mi ha chiesto: Alberto, che cosa diresti ai ragazzi al posto mio? ‘Voglio che ogni giocatore giochi per far giocare bene il proprio compagno’”. In queste semplici parole sta tutto il senso di squadra, di appartenenza ad un gruppo, che può fare la differenza per il raggiungimento di un obiettivo. Bucci si è soffermato a lungo sul coinvolgere le giocatrici nell’obiettivo comune: “Dobbiamo far capire loro che quello che fanno in palestra non lo fanno perché glielo imponiamo – ha spiegato – ma perché lo vogliono fare per loro stesse, perché quello che fanno le emoziona”. E ancora: “Si riparte sempre da dove eravamo forti. Da li riparte la mia autostima nei momenti più difficili, quando un gesto tecnico sembra non riuscirmi più”. Le due ore dell’incontro sono volate, tra battute, ricordi di vecchie partite e momenti di riflessioni sulla vita e sull’importanza di viverla giorno per giorno, perché: “Non posso programmare quello che non c’è.  La vita è adesso, non posso decidere di essere felice domani o la prossima settimana”. Non sono mancati gli spunti di riflessioni per gli allenatori e il loro rapporto con le atlete: “E’ importante creare dialogo con le proprie giocatrici, saperle ascoltare e lasciarle parlare. L’allenatore insicuro non permette il dialogo, per paura di scoprire le proprie carte”.  Infine l’ennesimo input, rivolto sempre agli allenatori: “lo scambio di conoscenze e di esperienze tra voi tecnici è fondamentale – ha concluso Bucci – dobbiamo avere il desiderio di conoscere sempre cose nuove, di confrontarci con gli altri, non tanto per copiare un esercizio da un altro allenatore, ma piuttosto per arricchirci come persone, per andare sempre un pochino più in la di quello che siamo”.

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