Parco San Bartolo a rischio chiusura… questione di tagli

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4 dicembre 2013

PESARO – Il Parco San Bartolo e le altre aree protette delle Marche potrebbero cessare di esistere. La loro chiusura è assicurata se la Regione confermerà la decisione di tagliare sul Bilancio 2014 di Parchi e riserve marchigiane il 37% delle spese correnti ed il 40% degli investimenti. Oltre al Parco San Bartolo potrebbero essere costrette a riconsegnare le chiavi anche il Conero, la Gola della Rossa Frasassi, il Sasso Simone Simoncello, più altre 6 riserve tra cui il Furlo.

Lunedì scorso si è tenuta una riunione ad Ancona convocata d’urgenza dal Presidente di Federparchi Marche, Fabrizio Giuliani, che ha annunciato in via informale le intenzioni di taglio della Regione. Tutto ciò significherebbe non avere i soldi per pagare gli stipendi e per fare andare avanti le strutture. Secondo Federparchi una decisione insensata, perché “considerato che la Regione Marche per le sue spese correnti ha a disposizione 3 miliardi e 300 milioni di euro, togliendo il 37 e 40 % alle Aree protette, si potrebbe  recuperare appena lo 0,02%, una cifra irrisoria che farebbe chiudere 10 Aree protette che gestiscono il 10% del territorio regionale”.

“Non posso che associarmi al grido di allarme del presidente di Federparchi – afferma Domenico Balducci, presidente del Parco San Bartolo -. Se i tagli che l’assessore Marcolini ha proposto per le aree protette fossero confermati, nel parco San Bartolo avremmo una situazione drastica. I contributi per il 2014, diventerebbero per le Spese correnti di circa 155.000 euro (rispetto ai 247.000 assegnati nel 2013). E considerando solo gli organi istituzionali, il personale, le spese di gestione e i mutui, (quindi limitandoci alle spese incomprimibili per la gestione ordinaria del Parco) servirebbero almeno 225.000 euro. Per quanto riguarda gli Investimenti invece, passeremmo dai 126.000 euro assegnati nel 2013, a circa 75.000 euro”.

“Ovviamente – sottolinea Balducci – tutto ciò significa la chiusura dell’Ente parco, vanificando quanto concordato nel Tavolo Tecnico regionale di aprile 2013, dove si è stabilito di utilizzare il criterio della  “spesa corrente incomprimibile”, al di sotto della quale i Parchi sono a rischio di chiusura. Se restassero confermati i tagli ipotizzati, il nostro Ente non potrebbe nemmeno garantire il  funzionamento minimo della struttura. Per quanto riguarda gli investimenti invece, trattandosi di interventi che dovrebbero essere caratterizzati dalla non ripetitività, il problema pur grave potrebbe essere affrontato con maggiore serenità. Ma ancora una volta il rischio è quello di credere di risparmiare tagliando la prevenzione, spendendo poi anche 10 volte di più per riparare i danni”.

“Più che un taglio questa sarebbe una rasatura alla Re Umberto – ha commentato ironico Massimo D’Angeli, il presidente della Comunità del Parco – Se questo è il primo passo verso la chiusura lo si dica chiaramente. Altrimenti, se si vuole tenere aperti i Parchi, lo si deve fare con coraggio, a testa alta”.

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