La Cgil benedice la fusione Colbordolo-S. Angelo, anche se… “Ci voleva un percorso più partecipato”

di 

7 dicembre 2013

Simona Ricci e Angela D’Alessandro*

COLBORDOLO – Il referendum di domenica scorsa sul nuovo Comune che nascerà dalla fusione di Colbordolo e Sant’Angelo in Lizzola segna un passo decisivo. Il lungo percorso “associativo” iniziato diversi anni fa e proseguito con risultati altalenanti e non sempre fruttuosi (pensiamo solo all’esperienza, della società Futura Servizi, conclusasi non bene) ora diventerà realtà.

Avremmo preferito, per la storia del Pian del Bruscolo e per il futuro di questa parte del nostro territorio così complesso, fortemente colpito dalla crisi, che si procedesse verso un percorso di fusione più coraggioso, con il coinvolgimento degli altri Comuni dell’Unione, che pur resterà. Anche se, per tanti motivi, non è stato possibile, pensiamo che la scelta fatta da Sant’Angelo in Lizzola e Colbordolo sia comunque una scelta importante che speriamo possa servire da esempio e da traino anche per altre realtà.

C’è un aspetto che a nostro parere è stato però trascurato in questa importante fase: l’attenzione necessaria ai dipendenti dei due Comuni. L’attenzione cioè a quegli uomini e a quelle donne che dal primo gennaio 2014 lavoreranno perché la nuova realtà istituzionale possa funzionare al meglio per offrire ai cittadini servizi migliori e, se possibile, meno costosi per la collettività. Da subito,con le nostre RSU e come CGIL abbiamo dato la disponibilità massima ad un confronto, che avremmo voluto assiduo e costante, su tutti quegli aspetti anche pratici, organizzativi, non solo contrattuali che riteniamo importanti per il buon funzionamento del nuovo Comune. In altre parole avremmo voluto un percorso più partecipato e che coinvolgesse maggiormente anche i rappresentanti dei lavoratori.

In questi mesi decisivi nel cammino verso la fusione, non abbiamo trovato nelle Amministrazioni dei due Comuni l’attenzione che la delicatezza della decisione presa avrebbe meritato. Il referendum e il suo risultato sembravano lontani e non scontati, tanto da non pianificare con meticolosità tutti gli aspetti relativi all’organizzazione interna del lavoro e alle nuove modalità di erogazione dei servizi in maniera unitaria.

Ora il referendum c’è stato. Pur con una scarsissima partecipazione della popolazione interessata (solo il 28%, dato, questo, che dovrebbe stimolare qualche riflessione visto che stiamo parlando del Municipio ovvero dell’ente locale più vicino ai cittadini ) il “sì” ha vinto in maniera schiacciante (oltre il 75% dei voti).

Siamo convinti che la partecipazione ed il coinvolgimento siano le premesse necessarie, nelle quali occorre credere fermamente, per poter raggiungere il miglior risultato possibile, nell’interesse della comunità e di chi lavora per quella comunità. Noi siamo a fare la nostra parte per il raggiungimento di questo obiettivo.

*Segretaria generale Cgil Pesaro Urbino e responsabile Fp Cgil Enti locali

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>