Urbino, la lunga morte dei negozi in centro: quasi 40 locali sfitti

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9 dicembre 2013

URBINO – Manca meno di un mese al natale e anche in Urbino tutto è pronto, tanto che molti negozianti hanno applicato speciali vendite promozionali.

Vendite promozionali non solo per attirare clienti in tempo di crisi, ma anche per liberare i magazzini in vista di chiusura. Sono diversi i commercianti che hanno abbassato la saracinesca anche a pochi mesi dall’apertura, dall’abbigliamento alle sigarette elettroniche.

Antenisco Bartolucci del Koala

Antenisco Bartolucci del Koala

Sono circa 35 i negozi sfitti del centro e se ne aggiungeranno altri 2 a fine anno. Si trattad de “Il Koala” in via Raffaello, che dal 1986 propone artiginato di qualità. Antenisco Bartolucci, titolare dello show room, dice: “E’ stata fatta una politica sbagliata, dal comune che non ha salvaguardato l’identità della città favorendo una libera apertura di negozi di cibo, anche etnico, take away e dei propietari di immobili che hanno preferito trasferirsi fuori dalle mura, affittando quasi esclusivamente a studenti che hanno dei consumi ridotti (specialmente di articoli degli articoli che propongo al “Koala”. E che vendo con sconti fino all’80%.) Non ha di certo aiutato la crisi.” A fine anno chiuderà anche l’orologeria Baldelli: “Non ci stiamo più con le spese”, dice la titolare.

Nei primi mesi del 2014, probabilmente a maggio, via Raffaello vedrà la chiusura di un’altrà attività, l’orificeria Marcucci da 52 anni sulla piazza:”Nessuno ha raccolto la mia eridità, i tempi sono cambiati e poi ci vogliono i soldi anche per chiudere…” le parole, commesse, di Marcucci.

I negozianti lamentano anche l’onerosità dei canoni di affitto, rimasti a quando la crisi non c’èra, o almeno non era così forte, e a quando il centro storico era popolato e attirava gente.

Anche Confesercenti Urbino si sta muovendo, cercando di frenare questa emmoragia di chiusure, come spiega il Direttore, Domenico Passeri: non sono pochi gli avventurieri, spesso senza lavoro e giovani che provano ad aprire un’attivita ma purtroppo, molti, poco dopo sono costretti a chiudere. Bisogna rivedere la politica amministrativa, a tal proposito, noi associazioni di categoria ci siamo uniti creando ReteImpresa Italia, proponendo all’amministrazione comunale soluzioni, come sconti sulle imposte comunali, che potrebbero aiutare i commercianti.” L’obbiettivo è anche quello di cambiare qualcosa anche a livello nazionale.”

Potrebbe sembrare il momento giusto per effettare acquisti viste le prossime festività e i forti sconfi, ma una domanda sorge spontanea: viste le acque in cui naviga il centro storico di Urbino e che sono vari i negozi sfitti al centro commerciale il Consorzio, quale sarà il futuro del nuovo centro commerciale di Santa Lucia?

 

 

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