Virginio Ferrari: un grande uomo, un grande cuore

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9 dicembre 2013

Virginio Ferrari è stato in passato un grande pilota, ma è stato ed è un Grande Uomo.

Se la redazione di pu24 ha deciso di omaggiare l’uomo e il pilota c’è una ragione che ora, però, preferiamo non rivelare.

Possiamo dirvi adesso che quando una Istituzione Motociclistica Italiana che si dedica esclusivamente alla promozione del motociclismo darà la notizia capirete: ecco per una volta non facciamo i giornalisti perché non vogliamo “bruciare” una bella, ma davvero bella notizia che la dice lunga sul grande cuore dei motociclisti, in questo caso di Virginio Ferrari, un pilota con un  CUORE GRANDE.

 

Virginio Ferrari

Virginio Ferrari

di Enrico Biondi e Maurizio Bruscolini

Ci sono piloti che da soli potrebbero scrivere dei libri sulle loro imprese sportive. Ne conosciamo tanti che non è neppure il caso di citarli tanto sono famosi.

Ma ci sono piloti che potrebbero scrivere dei libri sul loro imprese umane e umanitarie, da Libro Cuore per intenderci. E questi sono molto, molto meno dei primi e soprattutto sono talmente schivi che non amano farsi pubblicità per quelle imprese umanitarie che hanno fatto, fanno e faranno in futuro.

Uno di questi si chiama Virginio Ferrari, un gentleman, un uomo tuo d’un pezzo e con un cuore d’oro grande così. Ma procediamo con ordine, raccontando velocemente la sua carriera sportiva e le sue imprese.

Ferrari, nato a Pellegrino Parmense nel 1952, al motociclismo ci arriva un po’ casualmente, stile Max Biaggi, quando all’età di 18 anni un amico lo introdusse in un moto club milanese affinché conseguisse la licenza di pilota. Tutto, beninteso, all’insaputa del padre che infatti lo scoprì due anni dopo… Ma Virginio irrequieto lo è sempre stato: a 5 anni rubò il Mosquito della maestra e se ne andò in giro per le strade del paese facendo gridare allo scandalo.

Ferrari al Gp di Silverstone nel ‘79

Ferrari al Gp di Silverstone nel ‘79

Nel ’73 corre la 500 km di Imola poi si dedica alle gare di endurance  fino a vincere nel ’75 le il Trofeo Moto 1000 sul circuito di Misano. La moto? Una Laverda 725 SFC. Insomma, roba sopraffina, per quei tempi.

Quando sbarca nel motomondiale, nel ’75, entra a far parte insieme con Lucchinelli, Uncini e Graziano Rossi di quella pattuglia azzurra che infiammerà i cuori dei tifosi italiani duellando con campioni del calibro di Read e Barry Sheene. Fino ad arrivare, nel ’79, a un passo dal titolo mondiale, giungendo secondo alle spalle di Kenny Roberts. Ultima gara a Le Mans, Ferrari si lancia all’inseguimento di Roberts, leader della classifica, ma al 12° giro, per non tamponare Johnny Cecotto, cade urtando le barriere. La sua moto, impazzita, lo investì procurandogli diverse lesioni e la perforazione di un polmone. Fine di un sogno. Titoli mondiali? Sì, solo uno, era il 1987, ma negli annali c’è scritto che vinse il titolo iridato in F1 che dall’anno successivo si  chiamo Campionato del Mondo Superbike.

Virginio Ferrari e Marco Lucchinelli         (foto Daydegass.it)

Virginio Ferrari e Marco Lucchinelli (foto Daydegass.it)

Molto bravo come pilota ma anche come collaudatore, Virginio. Un ricordo per tutti: quando durante un test di sviluppo della sua Suzuki RG500 disse che il telaio fletteva troppo, in modo anomalo e pericoloso, decise di convincere gli scettici tecnici nipponici in un modo solo: li portò a vedere con i loro occhi nel curvone dove il telaio andava…in barca.  Solo che per farlo Virginio spinse così a fondo la sua Suzuki che portò la moto a una sbacchettata tremenda, che spedì lui e la moto in aria alla modica velocità di 240 orari! La scena bastò ai tecnici, sotto choc, per mettere mano al progetto e cambiare tutto. Peccato che Virginio, per quel volo e uno successivo nel Gp di Francia, perse il titolo iridato…

Ferrari sulla Yamaha al Gp nel 1984

Ferrari sulla Yamaha al Gp nel 1984

Per lui 14 anni in MotoGp e poi 6 stagioni in Superbike fino all’anno del suo ritiro, nel ’96, quando intraprese la carriera di direttore di squadra avendo come piloti campioni del calibro di Fogarty, Falappa, Lucchiari, Kocinski, Hodgson, Chili, Corser, Spencer e Gobert. E scusate se è poco…

Fin qui il pilota. Ora parliamo dell’uomo Ferrari, capace di cose che oggi rasenterebbero dell’incredibile. Tre gli episodi salienti. Maggio 1989, circuito di Hockenheim Gp di Germania classe 250. Al secondo giro, Fabio Barchitta, Bruno Bonhuil e Ivan Palazzese rimangono coinvolti in un terrificante incidente. Molti piloti scorrono via, ma non Ferrari, che si ferma e corre in aiuto.

Ferrari soccorre il povero Ivan Palazzese

Ferrari soccorre il povero Ivan Palazzese

Le immagini di Virginio che abbandona moto e  gara per tentare di rianimare Ivan Palazzese fanno il giro del mondo, e ancora oggi sono ben scolpite nella mente di chi ha vissuto quel dramma.

Una scena simile avviene tempo dopo a Monza, quando Virginio ferma la sua Superbike, scende e strappa letteralmente la bandiera di segnalazione dalle mani dei commissari che non si erano accorti dell’olio in pista.

Giancarlo Falappa sulla Ducati Sbk

Giancarlo Falappa sulla Ducati Sbk

Ultimo episodio, il più clamoroso, nel 1994 e che dice tutto dell’uomo-Virginio Ferrari, è quello che lo vede protagonista come team manager della squadra Ducati SBK, con Falappa come pilota. Un brutto giorno, quello dei test di Albacete, con Falappa che ha un terribile  incidente che lo fa finire in coma per i traumi della caduta. Virginio non abbandona il suo pilota nemmeno un secondo. Anzi, fa di più: prende il suo camper e lo piazza nel  parcheggio dell’ospedale di Albacete. E nonostante Fogarty, l’altro pilota del team, fosse in lizza per il titolo, Ferrari non molla il capezzale di Falappa fino a quando Claudio Castiglioni non decide di riportare Falappa in aereo a Bologna, convincendo così Virginio a riprendere finalmente il ruolo di capo del team.

Grande campione, grande pilota ma soprattutto grande uomo! Grazie Virginio, per tutto quello che ci hai insegnato con il tuo esempio e la tua dedizione.

Carriera nel Motomondiale
Esordio:1975 in classe 500
Stagioni: dal 1975 al 1989
Miglior risultato finale: 2°
GP disputati: 68
GP vinti: 2
Podi: 10
Punti ottenuti: 189
Pole position:1
Giri veloci: 3

Carriera in Superbike
Esordio: 1988
Stagioni: 6 (dal 1988 al 1995)
Miglior risultato finale: 18° nel 1992
GP disputati: 36
Punti ottenuti: 63
Giri veloci: 1

4 Commenti to “Virginio Ferrari: un grande uomo, un grande cuore”

  1. Smanettone scrive:

    Virginio Ferrari per chi ha un poco di memoria storica è stato un grande pilota. le sue battaglie con Lucchinelli, Graziano Rossi, Franco Uncini e il mitico Kenny Roberts mi sono rimaste nella mente. Ricordi indelebili non solo perchè gareggiò con il team Gallina, non solo perchè vinse un mondiale con la Bimota, non solo poerchè da team manager Ducati in Superbike valorizzò un grandissimo pilota come Giancarlo Falappa il Leone di Jesi.
    Ferrari era, ed è ancora, un atleta a tutto tondo un pilota che dedicava alla forma fisica gran parte del suo tempo e ancora oggi, basta vederlo al programma televisivo Griglia di Partenza di Franco Bobbiese, è in forma splendida.
    Grazie di tutto Virginio, noi avremo nel nostro cuore sempre un posticino per te.

  2. daidegass scrive:

    Leonardo Sciascia nel celebre libro “Il giorno della civetta” distingue l’umanità “in cinque categorie: gli Uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, e i quaquaraquà”.
    Virginio appartiene alla prima categoria, quelli con la U maiuscola. Gli altri…beh, lasciamo perdere… Grande Virginio, uomo tutto d’un pezzo!

  3. pepe scrive:

    Di persone come lui ne nascono una ogni cent’anni. Se fosse un libro, Virginio Ferrari dovrebbe essere insegnato nelle scuole.

  4. Massimo scrive:

    Sono stato socio per tanti anni del Moto Club di Virginio, che ricordo come grande amico di tutti noi, sempre disponibile a scambiare due parole ed opinioni.
    Tra i tanti episodi questo: all’entrata dell’Autodromo di Monza fermò apposta la sua Stratos, insieme a Marco Lucchinelli, per salutarci. Eravamo due Commissari di pista e stavamo prendendo servizio, era un giovedì pomeriggio, per il Gran Premio delle Nazioni.

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