Un rifiuto per la tassa dei rifiuti che complica la vita dei cittadini, soprattutto dei più anziani

di 

11 dicembre 2013

PESARO – Dicevano che gli artisti erano strane creature. Allora i politici che sono?

 

Si sbizzarriscono mettendo strane sigle alle varie tasse o imposte: Tares,Tai, Tarsu, Iuc, Imu, Tari e Tarsi. E tante altre gabelle. Ne inventano di tutti i colori, pardon di nomi.

 

Come se non bastasse comunicano scadenze, che poi non vengono mai rispettate per diversi motivi.

 

La macchina divulgatrice e distributrice non funziona quasi mai, allora ecco il rimedio: rinviare, procrastinare , prorogare la scadenza, come sempre all’ultimo momento dell’ultimo giorno. Ma tanto siamo abituati, vaccinati, abbiamo l’antivirus , siamo in Italia, dove tutto può succedere.

 

Prendiamo per esempio una tassa a… caso, la Tares che è in questo momento sulla bocca di tutti, sia Pesaro che altrove.

 

Come gli addetti ai lavori prevedevano, è successo quello che ci si aspettava: le bollette non sono arrivate in tempo, proteste, tutto ok, poi il rinvio della scadenza del pagamento, guarda caso nel periodo dell’Imu. Vuoi pensarci prima a far coincidere le due scadenze che differivano di pochi giorni. La gente è già stanca, inviperita, arrabbiata… deve andare due volte in pochi giorni in banca e alle Poste.

 

E non comprendiamo perché per gli acconti Tares si paghi con il bollettino e il conguaglio con il modello F24. Tanto per complicare la situazione già ingarbugliata.

 

Moltissimi anziani non sanno neppure che cosa sia il modello F24. E loro, invece di aiutarli, di agevolarli nel pagamento – già impopolare – gli complicano la vita. Almeno per quest’anno continuiamo a fare pagare con il classico bollettino, poi si vedrà. Ma si sa l’hanno fatto per farci risparmiare le spese postali…

 

Inoltre, nel conguaglio fra le tante scritte, vi è quella che cita di effettuare un controllo sui vari acconti per osservare se vi è una differenza. Già che gli utenti sono diffidenti e sfiduciati offriamogli pure l’opportunità che ci sia l’errore. Un controllo più approfondito deve essere fatto per la metratura, uno dei fattori di calcolo più importanti, e la tariffa , la tabelle e i coefficienti. Ma i dati e i regolamenti sui portali dei Comuni non brillano per chiarezza e non sono di semplice utilizzo.

 

E dire che qualche anno fa si era tutti d’accordo per la semplificazione della burocrazia, per limpidezza. Tutti gli utenti, i contribuenti, i cittadini e gli italiani sono ormai stufi e incazzati di vedere e di subire questi cattivi funzionamenti, queste pessime organizzazioni.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>