Elena Sacchi, il 14 di Leo Lo Bianco, un grande coach, il gruppo bellissimo della famiglia Volley Pesaro e i magnifici tifosi

di 

12 dicembre 2013

PESARO – Tra una lezione e l’altra a Misano Adriatico, pensando agli allenamenti, alle partite, Elena Sacchi è il volto sorridente del Volley Pesaro che ha portato tante ragazze in gamba, ma punta anche su chi rappresenta da sempre il territorio.

Elena Sacchi

Elena Sacchi

Elena è arrivata dal Montecchio, che militava in serie B2, dopo una stagione da dimenticare, culminata nella retrocessione, forse anche per colpa del suo infortunio.

L’inizio è stato difficile. Non sapevo a cosa sarei andata incontro in una categoria che era nuova per me. E avevo tutti i dubbi che nascono da un infortunio…”.

Adesso?
“Sono molto contenta, va tutto bene”.

Poteva andare ancora meglio se l’ace fatto contro Bastia fosse servito a vincere il primo set e magari la partita.
“Ah, sì, mi sarebbe piaciuto ci avesse aiutato a vincere quel set. Quando entro in campo cerco di dare il mio contributo…”.

In campo non ci sta molto, ma la sua presenza è puntuale.
L’allenatore mi utilizza nel doppio cambio: io ed Eva Trinci entriamo per Carraro e Gioia per rimanere in attacco a tre. Mi alleno molto per farmi trovare pronta, anche se la presenza dura poco”.

Torniamo al passato: nel momento più difficile, quando – sono sue parole – si chiedeva se, dopo un grave infortunio, avrebbe trovato squadra, Elena ha ricevuto la chiamata di Barbara Rossi. Una bella sorpresa.
“E’ vero, anche perché inattesa. Ero a casa, ma in più occasioni avevo visto Barbara al PalaSnoopy, dove facevo fisioterapia. Una volta mi aveva chiesto cosa pensassi di fare nella nuova stagione. Onestamente, non lo sapevo neppure io. La mia squadra era retrocessa in serie C e io ero ancora amareggiata per l’infortunio. Pensavo che nessuna squadra avrebbe pensato a me… La domanda di Barbara mi aveva fatto piacere. Potete pensare cosa ho provato quando la presidente mi ha chiamato per invitarmi a vivere l’esperienza che sto vivendo, a giocare in serie B1, allenata da un coach così bravo come Matteo Bertini. Sì, è stata una bellissima sorpresa, una soddisfazione grandissima…”.

Come si lavora con Bertini?
“L’avevo conosciuto in passato, in estate, quando ero andata a fare un allenamento con loro. Avevo sentito solo belle parole sul suo conto e del resto le sue esperienze parlano da sole. Confesso, però, che a inizio stagione ero timorosa: mi domandavo cosa avrebbe voluto da me, cosa avrei dovuto fare per la squadra. Rispondendo alla sua domanda, si lavora molto bene, soprattutto si parla bene. Sinceramente, vedo già i primi miglioramenti. Sono molto contenta di lui, del tecnico e della persona”.

Adesso è nel Volley Pesaro, una società apprezzata, rispettata, stimata.
“Per me non è una novità, perché in passato avevo giocato nella Snoopy trovandomi molto bene. Posso dire, da dentro, che è come la giudicano da fuori: una famiglia. Siamo tutti coinvolti, dirigenti, tecnici, giocatrici e tifosi. Così, quando Barbara mi ha telefonato per propormi di tornare a Pesaro, sono stata molto, contenta, sapendo bene cosa avrei trovato…”.

Già, i tifosi: abbiamo scritto della vostra gioia nel vederli con voi a Filottrano.
“Sì, sono stati molto carini. Stavamo facendo stretching e ascoltare i loro cori ci ha regalato un sorriso. Averli al seguito in una trasferta così difficile, per una partita molto importante, dopo la sconfitta casalinga del sabato precedente, è stato grande aiuto. Filottrano ha un tifo caldissimo e contare sul sostegno dei nostri ci ha fatto sentire a casa, dandoci più convinzione, maggiore sicurezza”.

Lei ha davanti Giulia Carraro, che è più giovane di un anno: andate d’accordo?
“Erano un po’ di anni che non facevo la riserva e all’inizio ho dovuto abituarmi all’idea che c’era un’altra davanti a me. E pensando che era anche più piccola… A proposito: lo sa che siamo nate lo stesso giorno, il 25 luglio del 1993 io, del 1994 Giulia? Magari è anche per questo che ci assomigliamo molto. Lei è molto competitiva, non le piace perdere, è testarda, vuole essere perfetta e migliorare, giorno dopo giorno. Tecnicamente, ho solo da imparare. La sana competitività non manca: durante gli esercizi, facciamo a gara a chi fa più alzate perfette o chi smarca meglio i centrali. Ci alleniamo insieme, divertendoci”.

Come è stato l’impatto personale in squadra?
“Le racconto il primo giorno di allenamento, quando ci siamo conosciute. Nello spogliatoio parlavamo come se fossimo insieme da una vita. Fin dal primo istante si è creato un clima bellissimo. Siamo molto unite, non ci sono gruppi o gruppetti. Anche le più piccole stanno bene con le grandi. Si scherza, si ride, ci si diverte, si sta bene insieme anche durante gli allenamenti. Poi se si sbaglia ci si arrabbia, ma in un clima molto positivo. Credetemi, è la verità, non lo dico solo perché intervistata: di questa squadra posso dire solo bene”.

Elena studia da interprete e traduttrice, quindi lingue. Studiare e allenarsi, come tante compagne di squadra, è un impegno notevole, perché con coach Bertini si lavora tanto.
“Barbara mi aveva anticipato che l’impegno sarebbe stato elevato, che la squadra avrebbe lavorato tutti i giorni, anche la mattina, tra palestra e pesi. Io avevo messo in preventivo che avrei fatto sacrifici per studiare e giocare. Tengo molto ad allenarmi al massimo e allo stesso tempo amo studiare. Finche posso, mi piace portare avanti entrambe le cose. La pallavolo è molto importante per me, lo studio riguarda il mio futuro. Magari alla sera sono abbastanza stanca, ma per me è un piacere”.

L’obiettivo della stagione, personale e di squadra?
“Quello personale è di prendere tutto quello che posso da quest’esperienza incredibile. Dare tutto per migliorare e vedere se l’anno prossimo potrò giocare titolare, anche se adesso non posso dire in quale categoria, non lo so e non mi interessa. Conta solo migliorare grazie anche all’atmosfera, all’ambiente che mi circonda. A livello di squadra, rispondo come hanno fatto le mie compagne: vedremo lungo il cammino. Adesso, l’obiettivo è di fare bene, di giocare una bella pallavolo, insieme”.

Ha un riferimento nel suo ruolo?
“Basta il numero di maglia che ho preso quest’anno: il 14, è quello di Leo Lo Bianco. In passato avevo il 5. Fra le giovani, mi piace molto Carli Lloyd”.

Dispiaciuta che Pesaro abbia perso la serie A1?
“Molto dispiaciuta. Io sono di Montecchio e ho seguito la Robur fin da quando giocava nel nostro palazzetto. Che poi, in seguito a questa rinuncia, la squadra di riferimento sia Volley Pesaro, non può che farmi piacere”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>